‘Foggia al centro’, laboratorio programmatico Polo dei Civici. Un centinaio di persone rispondono all’appello

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Hanno risposto quasi un centinaio di persone, venerdì pomeriggio in piazza Giordano, all’appello lanciato da La Società Civile, Capitanata.Neo, Comunità Politica, Equa e Libertà Civile per l’avvio dell’iniziativa “Foggia al centro” del Polo dei Civici, ossia il laboratorio democratico, programmatico e progettuale che punta a costruire, con i foggiani e per i foggiani, un progetto di sviluppo innovativo e totalmente differente dal passato per il capoluogo dauno. 

In vista delle amministrative, le 5 giovani associazioni hanno dunque inaugurato il nuovo sodalizio dopo aver dimostrato in questi lunghi mesi di commissariamento, attraverso importanti azioni di cittadinanza attiva, che voltare pagina per il capoluogo dauno è possibile. L’appello del Polo Civico promosso con l’iniziativa “Foggia al centro” è aperto e diretto a tutti i soggetti del territorio che vorranno condividere un metodo di programmazione, progettualità e azione fondato su valori imprescindibili quali trasparenza, apertura al confronto, inclusività, condivisione e partecipazione. 

L’evento pubblico ha annoverato gli interventi (ognuno dei quali condotto sulla scorta di conoscenze e battaglie specifiche) di rappresentanti e portavoce delle 5 associazioni coinvolte: Pasquale Cataneo (Capitanata.Neo); Francesco Strippoli e Lucia Aprile (La Società Civile); Rosa Menga per Equa; Luciano Beneduce per la Comunità Politica per Foggia; Alessio Lusuriello (Libertà Civile). 

Sistema infrastrutturale, mobilità digitale ed energia sono stati gli assi portanti dell’intervento di Cataneo. “Foggia si deve aiutare da sé – ha esordito - perché non ci sarà qualcun altro a farlo. ‘Foggia al centro’  - ha specificato ancora – è un’iniziativa del Polo Civico che punta ad un progetto sul rispetto delle regole nella fruizione del bene pubblico”. Poi Cataneo è entrato nel merito del suo focus: “Può esserci sviluppo e crescita economica territoriale solo se si coniugano con mobilità sostenibile, innovazione tecnologica e transizione ecologica”. Il presidente di Capitanata.Neo, che da tempo si batte a livello nazionale per una celere realizzazione dell’Hub multimodale che con l’Alta velocità e seconda stazione nel capoluogo dauno (“che darebbero al territorio 7 punti di Pil in più”, ha detto), ha infatti dimostrato, dati alla mano, come il trasporto pax e merci su treno abbassi le emissioni di CO2 rispetto agli spostamenti su gomma e nave. 

“L’Italia – ha detto Cataneo sul tema - da oltre 20 anni presenta saldi negativi nella bilancia dei pagamenti: il sistema Paese ci rimette, perché nel trasporto internazionale di merci paghiamo di più di quello che incassiamo. E allora – ha chiosato sul punto - se Foggia è nodo di due corridoi della rete TEN-T, bisogna fare molta attenzione a questi aspetti”. Poi Cataneo ha ricordato un’altra battagliata sviluppata, nell’ultimo periodo, insieme a La Società Civile (e per la quale, venerdì pomeriggio, sono state anche raccolte firme per la petizione approntata): “Ferrovie dello Stato vuole realizzare un parco fotovoltaico a terra nell’area ferroviaria dismessa, quella situata in zona viale Fortore e non sui fabbricati esistenti o su posti auto coperti. Noi ci siamo opposti, siamo stati auditi dalla commissione straordinaria e abbiamo pure presentato un progetto alternativo. Perché quell’area deve servire, come accade in altre zone di Puglia e d’Italia, a creare due fronti per la nostra stazione. Perché quartieri come il Diaz, Rione Martucci e Villaggio Artigiani sono urbanisticamente tagliati fuori a causa di una simile cesura trasportistica”. 

Concludendo, per il presidente di Capitanata.Neo: “Ci vuole visione e cura per il proprio territorio. E noi l’abbiamo. Ma non vogliamo essere esclusivi, anzi, siamo disponibili a collaborare con chi vuole condividere programmi e progettualità attuabili per Foggia e i foggiani. L’immagine simbolica è quella della mano in cui le singole dita possono, insieme, fare molto di più del singolo dito. Foggia ha bisogno di più mani”. 

Sull’emergenza cronica di Foggia, ovvero quella che attiene al ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti, tornata alla ribalta anche negli ultimi giorni, è intervenuta, ancora una volta, La Società Civile, con Aprile e Strippoli. Quest’ultimo l’ha definita: “La madre di tutte le battaglie. Perché i cassonetti di plastica e di carta restano sempre stracolmi in città – si è domandato -, nonostante molti foggiani differenzino? Perché Amiu – la spiegazione di Strippoli - utilizza i camion della differenziata per inglobare un po’ di indifferenziato, così da appianare la situazione almeno sul piano della facciata. In tal modo il differenziato resta in strada e viene contaminato dall’indifferenziato: il tutto verrà poi ‘appaccottigliato’ e si darà la colpa ai cittadini di non essere in grado di differenziare bene”. 

Dopo aver ricordato i 6 esposti presentati da La Società Civile e altre realtà civiche, sulla gestione rifiuti foggiana, a Procura e Corte dei Conti, nonché i successivi sequestri in Amiu e in Comune da parte di Guardia di Finanza, Strippoli è tornato all’attualità di questi giorni, con i camion carichi di pattume incolonnati per ore ed ore davanti all’impianto Tmb di Passo Breccioso. “La società Eta Manfredonia – ha ricordato l’attivista - aveva avvisato, con ben 6 mesi d’anticipo, tutte le autorità locali in materia che il termovalorizzatore sipontino avrebbe dovuto fermarsi per la manutenzione programmata. Cosa si è fatto per ovviare alla situazione? Nulla. Un’insipienza del genere non sarebbe mai accaduta per Bari. Inoltre, aspettiamo ancora dal Comune di Foggia la pubblicazione della carta dei servizi di Amiu”, ha concluso Strippoli. 

Gli ha fatto eco Aprile: “Negli ultimi mesi abbiamo dovuto scansare l’immondizia per strada. Per questo servizio paghiamo 22 milioni di euro l’anno. Più 8 milioni, ovvero il costo dell’indifferenziata che portiamo a Passo Breccioso. Un impianto di proprietà del Comune di Foggia, pagato con i soldi dei foggiani, i cui ricavi, dai 6 ai 9 milioni di euro, vanno però ad Amiu Puglia, che gestisce quell’impianto e che redistribuisce gli utili per l’80% a Bari. Così Amiu, invece di assumere dipendenti per il potenziamento del servizio su strada a Foggia, li assume invece all’impianto di Passo Breccioso. Da cittadina sono indignata – ha evidenziato la presidente de La Società Civile -. Auspico lo siate anche voi. Questa gestione è fraudolenta e incide sulla Tari altissima che paghiamo. Non è partito neppure il servizio di raccolta presso i commercianti, così come era stato invece annunciato. Tutto ciò va avanti perché noi cittadini siamo rimasti in silenzio per troppo tempo. Ora abbiamo l’opportunità di provare davvero a cambiare le cose”.

Il futuro dei giovani quale tema trasversale nonché vertenza fondamentale per la stessa sopravvivenza di Foggia: è l’argomento sottoposto al pubblico dall’ex parlamentare Rosa Menga, di Equa. “Per molti giovani foggiani – ha detto - ad un certo punto giunge l’esigenza di dover abbandonare la nostra terra, anche con molto rammarico. Segno del cronico disinteresse che l’amministrazione ha avuto per le politiche giovanili, compresa la gestione commissariale. Sul tema il capoluogo dauno se la passa peggio di tutte le altre province pugliesi e le proiezioni Istat dicono che da qui a 50 anni si arriverà ad 80mila abitanti dagli attuali 145mila, se il trend di spopolamento continuerà in queste proporzioni. Una desertificazione di massa. Eppure a Foggia il tasso di natalità è superiore alla media nazionale. I foggiani e le foggiane vogliono ancora fare dei figli ma se tutto resta uguale dovranno continuare a vederli andar via un giorno”. 

Menga è stata costretta ad elencare dati sconfortanti circa gli indicatori sulla qualità della vita di giovani e bambini nella classifica a tema del Sole 24 Ore. “Per la presenza di verde attrezzato – ha snocciolato - la media italiana è di 34,8 mq di parchi pubblici per bambino mentre a Foggia solo 7,5 mq; se nelle altre città esistono in media 11,3 mq di giardini scolastici per ogni minore, qui da noi solo 2,7 mq”. Molto sconfortante, infine, anche il dato sulla possibilità di accesso agli asili nido pubblici: “A Foggia – ha spiegato - la percentuale si attesta al 7% della popolazione infantile mentre nel Paese la media parla del doppio, ovvero il 14%. Se vogliamo tornare ad innamoraci della nostra città  - ha concluso l’onorevole - dobbiamo farlo ora perché domani potrebbe essere troppo tardi”.

E’ stata poi la volta di Luciano Beneduce, portavoce della Comunità Politica per Foggia, e del suo intervento, ricco di proposte, su trasparenza amministrativa e partecipazione. “Politica – il suo incipit - è una parola che fa paura. Ma è il momento di farla con la ‘p’ maiuscola, con un programma elettorale che abbia visioni per il futuro della città”. 

Tra le proposte lanciate da Beneduce c’è il bilancio comunale partecipato, “un bilancio preventivo che non deve essere discusso nelle segrete stanze del Comune di Foggia – ha analizzato - ma che viene presentato mesi prima alla cittadinanza, attraverso un percorso formale di informazione e consultazione dei cittadini e di proposta di questi ultimi sui temi chiave: un percorso in cui l’amministrazione darà disponibilità a dedicare pezzi di budget alle vertenze che verranno proposte dal basso, per costruire un bilancio che sia davvero della città”. Ma anche “la costituzione di quelle ‘case di quartiere’ che, per esempio, funzionano da molti anni in città come Bologna e Torino: spazi pubblici, di tutti, per organizzare attività culturali e sviluppare mutualismo sociale. Così come c’è necessità di presidi di socialità e cultura nelle periferie e nelle borgate di Foggia”. 

Altra proposta cara a Beneduce&Co è la cosiddetta “comunità monitorante, ovvero gruppi di cittadini che, come un grande fratello collettivo, seguano le pratiche amministrative non solo relative al Comune ma anche alle aziende municipalizzate dei servizi pubblici. Gruppi di cittadini che controllino, ad esempio, tutte le fatture, le determine, le delibere”. Inoltre, sul tema della trasparenza amministrativa, Beneduce ha aggiunto: “In Italia la legge sulla trasparenza compie 10 anni ma a Foggia siamo ancora all’anno zero. Molte associazioni, tra cui noi, hanno presentato all’amministrazione richieste di accesso agli atti su varie questioni, ma senza successo purtroppo. Non rispondeva la giunta Landella e, mi dispiace, non risponde neppure la commissione straordinaria, eppure c’è un obbligo di riscontro entro 30 giorni. Bisogna portare la trasparenza non solo a Palazzo di Città – ha analizzato il portavoce della Comunità Politica per Foggia – ma anche in luoghi come gli ospedali e le scuole, proprio come succede in altri comuni d’Italia. Una città e un’amministrazione che si diano questi strumenti in termini di trasparenza e partecipazione -  ha chiosato Beneduce - diventa attrattiva per investitori pubblici e privati, allontanando dal territorio imprese infiltrate e senza scrupolo. Il disastro Landella ma pure alcuni atti della gestione commissariale hanno rappresentato la negazione della trasparenza e della partecipazione. Non chiediamo deleghe, vogliamo la vostra partecipazione”, ha detto Beneduce ai cittadini presenti. 

Ha chiuso il giro di interventi Alessio Lusuriello (Libertà Civile) con il suo grido d’allarme sul declino del centro cittadino che si riverbera anche sul commercio locale. “Oggi iniziano i saldi –ha ricordato Lusuriello - ma i negozi sono semivuoti. Il decoro urbano, la pulizia delle strade, la sicurezza sono elementi indispensabili per il commercio, che, quando ci sono, invogliano i clienti. Io sono originario di Lucera. E so che i lucerini non vengono ad acquistare a Foggia perché hanno paura di vedersi rubata l’auto”. 

Tra le altre cose Lusuriello ha denunciato le mancanze del Comune di Foggia sul Duc (Distretto urbano del commercio), “che consta di 200mila euro messi a disposizione per il miglioramento delle condizioni di agibilità delle aree urbane commerciali: ebbene su 99 comuni pugliesi, quello di Foggia è l’unico a non aver presentato il bando, a differenza, invece, di altri importanti comuni dauni. La prossima volta che andiamo alle urne – ha concluso il presidente di Libertà Civile - cerchiamo di scegliere bene. Seneca scriveva: ‘La fortuna non esiste, esiste il momento in cui la competenza incontra l’opportunità’. A questo tavolo di competenze ne vedo tantissime, di gente che crede, investe, lotta e si vuole mettere in gioco per la propria città. Rendiamoci protagonisti, tutti insieme, del cambiamento”.

L’incontro è terminato con quasi dieci interventi dal pubblico, con altrettante proposte messe agli atti dal nuovo sodalizio associativo foggiano. Venerdì, allora, è iniziato il percorso sinergico delle 5 associazioni, il cui intento è riproporre nelle prossime settimane altri incontri tematici sullo sviluppo della città. Sviluppando assemblee pubbliche anche nei quartieri periferici così come nelle aree cittadine che più di altre reclamano attenzioni particolari in termini di buone prassi e politiche amministrative.    

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testatina dillo al direttore WEB

 

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