A Foggia non c’è alcuna voglia di parlare in Fratelli d’Italia dopo l’ennesimo “no, grazie” arrivato da colui che sembrava rappresentare il nome più forte tra i potenziali candidati sindaci del centrodestra, Fabio Porreca. “Non ho mai dato la mia disponibilità a candidarmi”, ha detto a l’Attacco l’imprenditore ed ex presidente di Camera di commercio, marito della senatrice meloniana Annamaria Fallucchi. “Quelle che circolano sono voci e suggestioni che non trovano fondamento in alcun fatto reale. Mai dato disponibilità alla candidatura, né ricevuto sollecitazioni in tal senso. Comunque avrei declinato l’offerta”.
I soli a parlare sono il segretario provinciale di Forza Italia Raffaele di Mauro e il segretario cittadino della Lega Antonio Vigiano. “Le dichiarazioni di Fabio Porreca appaiono corrette e coerenti con quanto aveva già annunciato, tanto è vero che non si è mai aperto un dibattito fra le segreterie provinciali sul suo nome, per quanto in tanti all'interno del centrodestra ne riconoscano le capacità professionali”, dice l’azzurro a l’Attacco.
“Siamo certi che continuerà a dare il suo contributo per lo sviluppo della nostra città, come ha già dimostrato di fare tanto nei ruoli svolti quanto nella sua attività di imprenditore”, conclude di Mauro.
“Ho appreso della ipotetica candidatura di Porreca dalla stampa così come sempre dai giornali ho preso atto delle sue dichiarazioni”, afferma Vigiano.
“Si è trattato di un'iniziativa di Fratelli d'Italia, che andava discussa al tavolo di coalizione, così come le altre che ci saranno successivamente. Di Porreca non s’è mai parlato al tavolo né nelle riunioni informali. E’ chiaro che ogni partito starà valutando le disponibilità e quant'altro, ma Porreca non era stato individuato dal tavolo in senso unitario. Ribadisco che le proposte avanzate in solitaria vanno portate al resto della coalizione, condivise nella maniera più trasparente possibile. Non ho nulla contro Porreca, che era un nome assai autorevole ma in quel tentativo isolato non siamo stati coinvolti e non siamo stati di certo noi come Lega a chiedere a Fratelli d'Italia di sondarne la disponibilità”.
Adesso che succede? Lega e FI porteranno avanti l’opzione dell’ex assessore regionale Leo di Gioia?
“È un'ipotesi come possono essercene altre”, commenta il salviniano. “L'importante è discuterne e trovare la quadra a livello locale, per evitare che il nome venga calato dall'alto e deciso a Roma, anziché da chi conosce davvero il territorio. Se siamo bravi una proposta unitaria può nascere qui ed essere portata poi ai vertici romani. Al momento non abbiamo in calendario alcuna riunione del tavolo provinciale, non ci siamo più riuniti dopo la convention. Il tempo stringe”.
Il pressing che si stava facendo da tempo in Fratelli d’Italia in favore di Porreca era forte ed evidente, specie a Roma. La convergenza, su tale operazione, tra l’ala fittiana di Fallucchi e quella del coordinatore regionale Marcello Gemmato e del deputato Giandonato La Salandra aveva determinato un clima di ritrovata coesione tra le diverse anime del partito di Capitanata, che, stando a quanto trapela, sabato incontreranno a Foggia il commissario provinciale e viceministro Galeazzo Bignami. L’arrivo di Bignami, vicinissimo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, avrà chiaramente l’obiettivo di imprimere una chiara direzione di marcia al partito e alla coalizione, che finora è apparsa molto confusa e che resta senza un candidato sindaco quando si è ormai a soli quattro mesi dalle elezioni comunali di novembre prossimo.
Se salviniani e azzurri, dietro le quinte, stando a fonti interne allo schieramento hanno accolto con soddisfazione il venir meno dell’ipotesi legata al patron di Svicom, anche nella base meloniana c’è chi non condivideva affatto quella prospettiva. “Appariva come un’operazione di Fallucchi. La forzatura che si stava operando nell’ambito dell’accordo tra Gemmato e l’ala fittiana, che avrebbe garantito al primo un seggio in Europa il prossimo anno, era stata accolta male a livello locale”, commentano a l’Attacco fonti legate ai meloniani.
“Peraltro la partita si intersecava con le elezioni che si terranno a dicembre in Camera di commercio, dove la forte spaccatura determinata dalla presidenza dell’uscente Damiano Gelsomino viene imputata allo stesso Porreca da chi lo considera responsabile dell’arrivo del suo successore. Si tratta di pezzi di Confagricoltura, Confartigianato e delle altre associazioni agricole che ora rivendicano con forza un presidente diverso da Gelsomino”.
Dopo il no dell’ex procuratore capo di Foggia Vincenzo Russo, sabato scorso, per FdI con Porreca c’è stato dunque il secondo passo falso. Ma alcuni beninformati sostengono che in realtà si dovrebbe parlare di terzo no in quanto Fallucchi settimane fa si rivolse anche al presidente dell’Ordine degli avvocati Gianluca Ursitti, che avrebbe fatto incontrare col ministro Raffaele Fitto, prima di rendersi conto che il noto penalista (peraltro invano corteggiato lo scorso anno anche dal Pd di Raffaele Piemontese) non aveva alcuna intenzione di darsi alla politica. Come non ne ha il collega penalista Tonio Ciarambino, legato a Forza Italia.
Difficile prevedere che direzione ora la situazione possa prendere. C’è chi si spinge a immaginare persino che, in una logica più generale che guarda all’intera Puglia, se Fratelli d’Italia non avesse un’indicazione forte da esprimere potrebbe cedere la casella ad altro partito della coalizione. O che possa cadere la contrarietà dei meloniani nei confronti di di Gioia, una soluzione cui è manifestamente contrario La Salandra.
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