Centrodestra, soluzione verrà imposta da Roma? Salvatori si smarca da Pd e sogna governo di salute pubblica

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E’ previsto per la prossima settimana il vertice del centrodestra per le elezioni comunali foggiane del 22 e 23 ottobre prossimi. Si svolgerà molto probabilmente a Bari coi referenti regionali e provinciali dei partiti della coalizione, ma la situazione appare ancora estremamente confusa rispetto al candidato sindaco. Troppi i movimenti centrifughi all’interno del centrodestra. Troppe le indiscrezioni che circolano immotivatamente per sviare rispetto alle reali intenzioni e quelle create ad arte per le dispute interne ai partiti e tra partiti. E’ quanto si sta verificando dentro Fratelli d’Italia, con le sue tre teste foggiane: la senatrice Annamaria Fallucchi, il deputato Giandonato La Salandra e il consigliere regionale Giannicola De Leonardis. Da ultimo, tra Roma e Foggia, i rumors riportano alla ipotesi che, per metter fine all’impasse, sia “imposta” dal partito nazionale la candidatura a Fallucchi, dopo il netto no detto da De Leonardis che pareva a tanti poter rappresentare la soluzione migliore, ovvero il nome fortemente identitario dei meloniani, leader della coalizione, ma al contempo anche il giusto punto di equilibrio rispetto ai due parlamentari espressione di due diverse aree di FdI.

Ma è plausibile che alla fine sia Roma a decidere e scelga una simile via? Quel che è certo è che l’imprenditrice sannicandrese, titolare dell’agriturismo Don Nunzio e cavallo, non ha la minima intenzione di correre per Palazzo di città. Come si spiegano, dunque, tali voci? “Si sta generando la stessa situazione che nel centrodestra si visse anni fa, quando il notaio Antonio Pepe fu scelto da Gianfranco Fini come candidato presidente della Provincia”, affermano fonti interne ai meloniani, parlando con l’Attacco.

“A tre mesi dalle urne si sta vedendo ancora di tutto. C’è l’ex sindaco Paolo Agostinacchio che spinge ancora, da mesi, per l’imprenditore Tito Salatto. Lucio Tarquinio vuole sempre fare il grande regista e adesso cerca di convincere che nientemeno Giuseppe Mainiero possa fare il candidato sindaco del centrodestra, dopo anni di guerre a noi. Questo solo perché nelle ultime settimane Mainiero sta dando addosso a Pd e M5S dopo esser stato scaricato da loro. Ma Tarquinio non è visto bene da nessuno nel centrodestra, tranne che da Giandiego Gatta. C’è poi il leghista Raimondo Ursitti che ha tentato di far passare la soluzione Leo di Gioia, salvo da ultimo aver capito che non era fattibile per unire la coalizione. Insomma, il rischio è che si va avanti così – quando ormai non c’è più tempo da perdere – si creino ulteriori fratture e cesure difficili da rimarginare, a tutto vantaggio di coloro che magari hanno proprio l’intenzione di dar fastidio per strappare qualcosa o per marcare la propria differenza. Ecco perché per evitare un simile scenario potrebbe avvenire che Roma indichi la soluzione del parlamentare, il quale avrebbe tutte le garanzie nel caso di un tale passo. Se perdesse, per intenderci, non gli verrebbe imputata alcuna colpa”.

Ma l’opzione Fallucchi appare del tutto irreale. Non solo si dovrebbero fare le elezioni suppletive per il collegio senatoriale, in caso di elezione, ma vien da pensare – come stanno facendo alcuni addetti ai lavori della politica nostrana – che la parlamentare sia presa di mira e che la si voglia danneggiare, dopo aver già cavalcato il flop della unificazione del centrodestra intorno alla figura (ottima) del marito Fabio Porreca, imprenditore ed ex presidente di Camera di commercio. Come dire che c’è la sensazione che la fittiana Fallucchi che non piace a diverse personalità del centrodestra per la maniera autonoma in cui ha sondato disponibilità in questi mesi - possa esser usata come capro espiatorio.

Intanto sta lavorando alacremente Marcello Salvatori, che come aveva anticipato a l’Attacco sta facendo in modo da non poter essere etichettato come il candidato sindaco di una specifica area politica, men che meno del Pd piemontesiano. Su queste colonne il patron di Sistemi energetici spa (padre di KMVerde, l’innovativo hub delle rinnovabili e dell’economia circolare creato a Borgo Cervaro) a aveva chiarito di voler essere inclusivo e di rivolgersi a chiunque volesse far parte del proprio progetto di rinascita della città capoluogo, precisando di non esser mai stato uomo di partito e che dunque nessuna formazione avrebbe potuto mettergli addosso il proprio cappello.

Lo confermano i messaggi che diversi imprenditori, amici e sostenitori dell’ingegner Salvatori, stanno inviando in questi giorni a pezzi di centrodestra. “Marcello non è uno di sinistra, l’obiettivo deve essere un governo di salute pubblica”, è il mantra che viene ripetuto. Insomma, un’operazione civica e non a guida dem, che possa convincere anche il civismo di centrodestra. Del resto Salvatori era stato corteggiato proprio da Fratelli d’Italia (o meglio da Fallucchi) mesi fa, a conferma di quanto appaia in maniera bipartisan come il perfetto candidato sindaco. Ma si può realmente pensare che a Foggia, dopo quanto accaduto negli scorsi anni, sia possibile un governo privo di colori politici definiti?

Di una “coalizione larga” parla il vicepresidente della Regione e dominus Pd Raffaele Piemontese per indicare la necessità di un fronte pari a quello della maggioranza in consiglio regionale. In questo scenario l’unica che possa cambiare schema di gioco, rispetto a Salvatori, appare l’assessora regionale 5S Rosa Barone, cui nessuno potrebbe dire di no nel fronte emilianista ma alla quale serve una deroga per candidarsi dopo i due mandati già svolti in Regione. Mentre nei partiti che guidano il centrodestra la prospettiva del governo di salute pubblica non convince affatto: “Non può mai verificarsi a Foggia o in un capoluogo di provincia”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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