Candidato Sindaco centrodestra a Foggia, la partita si è spostata a Bari. Attesa riunione referenti regionali

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Si è spostata a Bari la partita nel centrodestra per la scelta del candidato sindaco per Foggia. Era attesa già ieri la riunione dei referenti regionali dei partiti della coalizione, rinviata a quanto pare per le troppe assenze, dal coordinatore forzista Mauro D’Attis al consigliere regionale Giannicola De Leonardis. Anche l’ultima riunione del tavolo provinciale, venerdì scorso, si è conclusa con un nulla di fatto sul nome di colui che proverà a riconquistare Palazzo di città dopo le vittorie targate Landella nel 2014 e nel 2019. Erano presenti i due parlamentari di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra e Annamaria Fallucchi, il segretario leghista Antonio Vigiano insieme al compagno di partito Raimondo Ursitti, il coordinatore provinciale di Forza Italia Raffaele di Mauro e alcuni esponenti dei cespugli del cosiddetto patto etico, come il segretario cittadino del Nuovo PSI Daniele Tucci e il referente dei Popolari Pugliesi Massimiliano Di Fonso. 

Presenze infruttuose, tant’è che nelle scorse ore Tucci ha smentito “categoricamente accordi con tutto il centrodestra, in quanto, di accordo con i sottoscrittori del patto etico - Foggia al centro, Foggia oltre,  Italexit per l'Italia con Paragone, L’Altra Italia, Nuovo PSI, Popolari Pugliesi, Puglia Popolare – abbiamo deciso, democraticamente, di partecipare alla riunione, organizzata dall'onorevole La Salandra, solo per valutare se ci fossero le condizioni di un dialogo democratico”. 

“Non è una alleanza elettorale. Siamo per una democrazia di partecipazione che si concretizza con le vere primarie dove il protagonista deve essere il cittadino e non i soliti capi partito”, ha aggiunto Tucci. 

“Noi portiamo avanti le nostre idee politiche di rinnovamento e non accettiamo vecchie ideologie. Quindi per il momento noi andiamo avanti per la nostra strada, come da accordi con le altre liste, con cui abbiamo condiviso il patto etico.  Seguirà a breve la presentazione dei candidati sindaci, a tutta la popolazione di Foggia, la quale democraticamente sceglierà”. 

Come anticipato da l’Attacco, tali micro-formazioni – da alcuni definite dispregiativamente nel centrodestra come “unipersonali” – hanno proposto quattro potenziali candidati sindaci: l’avvocato Vincenzo De Michele, Gaetano De Perna, Marcello Mariella e Peppino Pedarra. 

“Hanno tirato fuori nomi e curriculum vitae, il dialogo si è rivelato impossibile. Fanno ragionamenti senza capo né coda. La loro uscita di scena ci sta bene”, replicano a l’Attacco fonti meloniane. “A noi serve una figura che sappia parlare alla città e che sappia dire la verità su quanto avvenuto negli scorsi anni, che sappia interloquire col tessuto produttivo, che abbia una propria consistenza elettorale. In una Capitanata sempre più controllata da Raffaele Piemontese, per quanto riguarda il campo a noi avverso, la nostra logica non può che essere individuare una personalità fortemente anti Pd, visto quanto Piemontese sta cercando di rafforzare ancor più sé stesso”. 

Difficile capire su chi il centrodestra farà sintesi. Negli scorsi mesi l’ipotesi più forte ad essere circolata è stata quella sull’imprenditore Fabio Porreca, ex presidente di Camera di commercio e marito di Fallucchi. Una figura di altissimo profilo, che unisce spessore istituzionale a successo professionale, moderazione a capacità di risultare attrattivo al di là dei confini di schieramento. Ma la partita è stata gestita male da Fratelli d’Italia, col risultato che la mancata investitura da parte dell’intera coalizione ha spinto settimane fa Porreca a chiamarsi fuori dai giochi, proprio su queste colonne, smentendo qualunque corteggiamento nei propri confronti o disponibilità a candidarsi. 

L’ex assessore regionale Leo di Gioia è stato il tentativo fatto senza esito per qualche tempo da Lega e pezzi azzurri, mentre da altre due personalità contattate da Fallucchi – l’ex procuratore capo di Foggia Vincenzo Russo e il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Gianluca Ursitti – sono arrivati dei cortesi rifiuti. 

Chi è sempre intenzionato a candidarsi è, invece, l’imprenditore della sanità privata ed editore Tito Salatto, che ha il supporto del numero uno di Confindustria Eliseo Zanasi ma non riesce a sfondare nel centrodestra. 

E, a proposito dell’associazione dell’aquila, non è sfuggito ai meloniani come la settimana scorsa all’incontro col sottosegretario ai trasporti Galeazzo Bignami – commissario provinciale di FdI in Capitanata – fosse assente il presidente di Confcommercio Antonio Metauro, considerato fortemente legato a Raffaele Piemontese. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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