C’è una chiara accelerazione nel campo largo progressista, quando ormai si è a soli 80 giorni dalle elezioni comunali di Foggia, che si svolgeranno il 22 e 23 ottobre (col probabilissimo turno di ballottaggio due settimane dopo, il 5 e 6 novembre). Come anticipato da l’Attacco, ieri sera è tornato a riunirsi dopo tre settimane il tavolo della costituenda coalizione, per sbloccare la situazione di impasse determinata dalle ipotesi legate alla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Maria Aida Episcopo, nome scelto dal M5S, e all’imprenditore delle rinnovabili Marcello Salvatori, preferito dal Pd. Coi contiani non disposti a cedere e rinunciare alla propria candidata, è apparso concreto il rischio di spaccare il fronte giallorosso. E’ su questo tema che ha discusso la sera prima, martedì scorso, il Pd foggiano. Il vicepresidente della Regione e dominus dem Raffaele Piemontese ha voluto ascoltare i presenti.
Stando ad alcuni beninformati, l’aria sarebbe stata densa di rassegnazione per il tempo perso e per l’essere condizionati dalla volontà dei 5S. Si è deciso di andare ieri sera a trattare sull’opzione Salvatori ma al contempo salvaguardando l’unità dello schieramento. In pratica si è scelto di poter sacrificare il proprio nome per cedere ai contiani.
“La coalizione va preservata”, è stato il mantra. “Tutti saremmo stati d’accordo se si fosse trattato di Rosa Barone”, commentano alcuni dem a l’Attacco riferendosi all’assessora regionale al welfare. “Purtroppo non è così, è indubbio che Episcopo non sia un nome che assicuri la vittoria. Ma non si può rischiare di fare a pezzi la coalizione. Peraltro, a diversi non è piaciuto che Salvatori, come detto dallo stesso Raffaele Piemontese, si sia autoproposto. Dopo oltre due anni di stallo per via del commissariamento per mafia, è mai possibile che si sia arrivati a questo?”.
Insomma, nella riunione piddina ha prevalso la priorità di evitare una corsa separata al primo turno, pur nella consapevolezza di ritrovare comunque i pentastellati al ballottaggio. Quanto ai 5S, il coordinatore provinciale Mario Furore aveva messo in conto un sondaggio al tavolo di coalizione sulla diatriba Salvatori-Episcopo e promesso alla base di organizzare a breve un incontro con la foggiana per farla conoscere agli attivisti, previsto a quanto pare per stasera.
Se è vero che il leader Giuseppe Conte, lo scorso fine settimana a San Giovanni Rotondo, ha espresso fiducia nella strategia dell’europarlamentare e del coordinatore regionale Leonardo Donno, è anche vero che gli attivisti si sono divisi quando è emersa la volontà di puntare sulla professoressa, che è sempre stata di area Pd e ha ricoperto il ruolo di assessora (tecnica, ci tiene a specificare la diretta interessata, rimarcando di non aver mai avuto la tessera del Pd) nella giunta di centrosinistra del sindaco Gianni Mongelli, fino al 2014.
Non è un caso che il suo stretto amico Peppino D’Urso, piddino ed ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese, nelle scorse ore abbia contattato svariate persone caldeggiando con forza proprio l’ipotesi Episcopo.
La scelta di Furore di virare su Episcopo si collega a varie motivazioni: piace perché donna con forte profilo istituzionale; ha convinto l’essersi avvicinata al MoVimento sia pur in tempi recentissimi, ovvero quando a giugno scorso si è presentata all’evento sulla legalità organizzato con Conte a Palazzo Dogana; è considerata un nome capace di dividere il Pd, all’interno del quale ha tanti amici; è stata preferita a Salvatori perché a detta dei 5S l’ingegnere ha fatto l’errore di non aver parlato in primis con loro, rendendo impossibile una candidatura come nome espresso dai contiani.
“Non è stato facile, a gennaio scorso, nemmeno trovare la mediazione e la sintesi sulla Provincia”, spiegano a l’Attacco alcuni emilianisti adirati per l’evoluzione della situazione. “Anche in quel caso, quando erano in gioco le elezioni per il nuovo presidente, appena una settimana prima eravamo molto lontani dall’essere una coalizione compatta e unita. Adesso va cercata la stessa, difficile mediazione. Sul tavolo sono stati posti in realtà quattro nomi: oltre a Episcopo e Salvatori, ci sono l’ex assessore provinciale Antonio Montanino, proposto dai civici di Rosario Cusmai, e l’ex consigliere comunale Pippo Cavaliere, sponsorizzato dai socialisti di Mino Di Chiara e già candidato sindaco nel 2019”.
Anche dalle parti dei civici, come in 5S e Pd, ci sono dubbi sul fatto che Episcopo possa rappresentare la scelta migliore per Foggia. “Nessuno intende suicidarsi, restare uniti ma su una prospettiva debole equivarrebbe a un suicidio politico”. Perplessità che trovano sponda nel centrodestra, dove Salvatori è molto più temuto rispetto alla candidata pentastellata.
Intanto, nell’avverso schieramento a guida Fratelli d’Italia, la partita si è spostata a Bari, dove la riunione dei referenti regionali dei partiti e movimenti civici è attesa per domani.
Il quadro è ancora estremamente fosco, ma c’è chi continua a sperare che la discussione verta ancora sulle ipotesi legate a Fabio Porreca (imprenditore ed ex presidente di Camera di commercio, ma anche marito della senatrice meloniana Annamaria Fallucchi) e Gianluca Ursitti (presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati e amico stretto della coppia Porreca-Fallucchi).
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