In Puglia è arrivato il parlamentare siciliano Cateno De Luca il quale come Emiliano vorrebbe dar vita a una federazione di civiche in tutto il Paese. De Luca ha spiegato ai civici pugliesi come si fa ad eleggere in Parlamento propri rappresentanti e con i voti delle proprie liste. Lui, a quanto pare, in Sicilia ne ha eletti diversi sconfiggendo nei collegi uninominali i candidati del centrodestra, arrivando secondo alle spalle di Schifani alle elezioni regionali. Un modello esportabile anche in Puglia? I civici di Emiliano compresi gli assessori Stea e Leo ne sono rimasti particolarmente colpiti anche se al momento l’obiettivo di De Luca, non il napoletano, potrebbe essere quello di creare una coalizione civica nazionale che partecipi alle elezioni europee. La riunione si è chiusa con l’impegno da parte di tutti i presenti a fare una riflessione e a rivedersi dopo le vacanze. Un chiaro segnale che Emiliano ha voluto dare non soltanto al Partito democratico ma anche al suo amico Antonio Decaro che vorrebbe correre alle Europee del prossimo anno in concomitanza con la scadenza naturale del suo doppio mandato da sindaco di Bari. Senza i civici in Puglia non si va da nessuna parte. Questo il senso del ragionamento che in questi ultimi tempi circola attorno agli incontri di movimenti e partiti di coalizione.
Emiliano comunque ha deciso di puntare in maniera energica su Foggia e c’è da giurare che il governatore farà di tutto per sistemare le sue pedine in campo (largo) pur di vincere la battaglia. Il capoluogo dauno è troppo importante anche per le prossime regionali e per la strategia che si intende mettere in campo pur di vincere la battaglia nelle urne. “Bisogna vincere quelle elezioni” ha ribadito nelle ore scorse ma per farlo bisogna tentare di mettere in campo pezzi importanti delle istituzioni regionali. L’imperativo categorico giunge qualche mese dopo aver ingoiato l’amaro della sconfitta a Brindisi. E perdere un altro capoluogo sarebbe molto rischioso visto il vento che soffia.
E così dopo il vertice del centrodestra che sembra orientato a schierare la sen. Fallucchi (tra i nomi più autorevoli fatti) Emiliano ha chiamato a raccolta i suoi, 5 Stelle compresi lanciando una sorta di ultimatum: “A Foggia bisogna vincere a tutti i costi”. Il che significa che ciascun partito o Movimento dovrà fare la sua parte senza indugi o perplessità. Tutti sono chiamati a partecipare al confronto-scontro con l’altra parte pur di aggiudicarsi l’amministrazione cittadina per i prossimi cinque anni.
Se i Cinquestelle chiedono un candidato espressione del Movimento Michele Emiliano non ha intenzione di sollevare dubbi o perplessità di sorta, sempreché però il nome sia un nome autorevole. Tra quelli che il governatore avrebbe fatto, spicca l’assessora regionale al Welfare Rosa Barone che però nella circostanza non avrebbe nessuna voglia di cimentarsi. Barone rispondendo al quotidiano l’Attacco ha anteposto in primis la questione del doppio mandato. Una regola del Movimento che in questo caso dovrebbe essere eventualmente soggetta a deroghe e autorizzazioni da parte dei vertici nazionali. Nella realtà il problema è che Rosa Barone non vuol togliere nulla alla sua esperienza assessorile e portarla a termine fino in fondo.
Se Rosa Barone viene meno, i riflettori si accendono su altri pezzi da novanta. In questo caso entra in gioco l’opzione rappresentata dall’assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese il quale non risponde anche se voci di corridoio fanno sapere che non sarebbe propenso ad accettare. Sulla candidatura di Piemontese e sul gradimento secca la risposta della Barone: “Dovremmo valutare, ma non credo ci sia questa opzione sul tavolo”.
Fuori due come Barone e Piemontese, resterebbe in piedi Giuseppe Mainiero, espressione civica. Ciò che importa è che la coalizione si presenti unita. E anche su questo aspetto è tutto da vedere. Lo fa capire Rosario Cusmai il quale riporta pedissequamente i nomi della rosa di candidati che sarebbe al vaglio del Tavolo politico: “Non so chi potrebbe aver rivolto l’appello ai due assessori, ma al momento siamo sui nomi che sono riportati nel documento siglato anche dal Pd. La sintesi è che ciascuno sta valutando e poi si deciderà con il coinvolgimento di movimenti e associazioni (che non hanno espresso alcun candidato) ma che offrono un livello di gradimento. I quattro nomi ufficiali sono Antonio Montanino, già sindaco e assessore provinciale (proposto dai civici), Pippo Cavaliere proposto dai socialisti, Maria Aida Episcopo nome proposto dai Cinquestelle e Marcello Salvatori che ha dato disponibilità a mettersi in gioco. L’ipotesi fatta qualche mese fa era su Barone, Piemontese, Mainiero e Furore. Ma questo succedeva prima che venisse Conte in Puglia e all’epoca solo Mainiero si dichiarò disponibile”.
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