“Presenterò la lista di Noi Moderati, che sarà collocata nel campo del centrodestra coerentemente con quanto ho già dichiarato lunedì scorso a Bari durante la riunione di coalizione che ha designato Raffaele di Mauro quale candidato sindaco”. Leo di Gioia spazza via con queste parole, a l’Attacco, i dubbi circolati nei giorni scorsi rispetto a un eventuale disimpegno o, magari, alla tentazione di aderire con altri scontenti (di ambedue le coalizioni principali) ad un’operazione terzopolista incentrata su Giuseppe Mainiero.
Il commercialista ed ex assessore regionale è stato fino all’ultimo in predicato di rappresentare la sintesi nel centrodestra ma si è scontrato con le resistenze mosse in particolare da Fratelli d’Italia per via delle due esperienze nelle giunte di centrosinistra targate Vendola ed Emiliano. La scelta finale dei meloniani è virata su di Mauro ma questo non impedisce a di Gioia, adesso, di sentirsi parte del centrodestra e di sostenerlo.
Resta ancora da capire, invece, che faranno le altre personalità critiche nei confronti di di Mauro, a cominciare dall’europarlamentare Lega Massimo Casanova, dominus dei salviniani di Capitanata. Il sì della Lega a di Mauro è arrivato dal regionale Marti, in lampante contrasto col patron del Papeete.
Per i meloniani Casanova potrebbe limitarsi al disimpegno personale senza troppi proclami: “Ha le europee il prossimo anno a cui pensare, non può mettersi contro il partito”.
Meno probabile, invece, è l’ipotesi che l’amico fraterno del vicepremier Matteo Salvini decida di spostarsi in una operazione civica incentrata su Mainiero.
E poi ci sono Max Di Fonso e quei pezzi del Patto etico che hanno detto no a di Mauro.
“A di Mauro rivolgo il mio in bocca al lupo ma ritengo che questa decisione del centrodestra equivalga a un suicidio politico”, ha detto giorni fa su queste colonne Di Fonso, il più suffragato a Foggia alle comunali del 2019, oggi coordinatore provinciale dei Popolari Pugliesi aderenti al Patto etico che a luglio fu sottoscritto tra 8 formazioni, partitiche e civiche, della città capoluogo.
“Dopo le decisioni prese a Bari, sul nome di di Mauro, il mondo politico foggiano ha rivisto le proprie decisioni prese tempo addietro e tra queste non è da meno, se non per il suo peso politico, il Patto etico che si è visto sbriciolare come neve al sole”, commenta Saverio Siorini, segretario nazionale de l’Altra Italia, che aderì al Patto.
“Il Patto etico era nato con tutte le buone intenzioni di dare a Foggia un sindaco e dei consiglieri onesti, trasparenti, ma soprattutto che non abbiano o avuto modo di interagire o in qualche modo una vicinanza parentale con la criminalità locale o con quelle famiglie vicine a quel mondo che la gente onesta combatte. Ovvio che la candidatura di di Mauro sarà un totale fallimento ma anche un’opportunità. Il partito di FdI dirà che FI non tira più e questo perché manca il suo leader Berlusconi e FI si frantumerà o, meglio, non avrà più modo di esistere. L’Altra Italia, leale alle sue decisioni verso il Patto etico, conferma che se non ci sarà più l’adeguata scelta per un eccellente sindaco che possa rispecchiare le esigenze e l’onestà dei Foggiani ma, soprattutto, che non sia un candidato scelto dalla triade (FI-FdI-Lega), si defilerà e rinuncerà alla partecipazione della competizione elettorale, scusandosi con gli elettori e simpatizzanti che hanno creduto e credono tuttora nell’Altra Italia”, conclude Siorini. cittadino.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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