Gatta: “Sono frutti di chi ha visione miope della politica, che si deve nutrire di confronto e partecipazione”

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Siamo arrivati ai titoli di coda per l’esperienza amministrativa insieme a Rotice. Come giudica questo epilogo?

Abbiamo creduto molto in questa nuova avventura e sono stato l’artefice dell’operazione che ha portato Rotice all’elezione, per cui me ne assumo le responsabilità. Pensavamo di dover dare vita ad un nuovo corso della politica a Manfredonia. Purtroppo, dopo pochi mesi, ci siamo dovuti rendere conto che si andava verso una gestione molto autoreferenziale che non era partecipata, né condivisa, perciò i nostri consiglieri mostravano una certa sofferenza. Si era creato un governo con figli e figliastri, probabilmente, ma i malumori aumentavano sempre di più perché spesso le decisioni venivano notificate dopo che erano state già assunte.

Ha provato ad intervenire in qualche modo, per cercare di superare le incomprensioni che stavano sorgendo?

Sì, più e più volte. Non mi è stata data la possibilità.

In che senso?

Ho spesso chiesto di correggere il tiro. Mi sono fatto io stesso latore di diverse doglianze che arrivavano dalla popolazione, ma il Sindaco sembrava non ascoltare. Ripiegato su sé stesso, forse nella convinzione di avere le capacità di governare da solo e senza il contributo di nessuno.

Per quanto fisicamente a distanza, immagino che fosse aggiornato su quello che succedeva a Manfredonia.

Passati i primi mesi di euforia, non sono mai stato coinvolto. Eppure, tutte le volte che sono stato reso partecipe di difficoltà in cui versava l’Amministrazione non mi sono mai sottratto e sono stato anche ringraziato pubblicamente. L’ultimo esempio è quello dell’autorizzazione che il Comune ha ricevuto dalla Cosfel, senza alcuna prescrizione, caso molto raro, per provvedere alle assunzioni di nuovi dipendenti comunali. Lo stesso avevo fatto per Energas, quando il ministro Pichetto Fratin in persona, non il suo capo di gabinetto, ci ha ricevuti. Ogni volta che sono stato compulsato dal Sindaco non ho mai inteso ritrarmi dal fornire il mio contributo, ma erano solo situazioni emergenziali. Ma non siamo mai stati coinvolti nelle attività e nella visione di quella che avrebbe dovuto essere la Manfredonia del futuro.

Rotice è stato in più occasioni a Roma, incontrando esponenti politici nazionali, per perorare le ragioni della locale comunità.

Non penso che sia corretto che il Sindaco di una città che ha un deputato locale vada ad interloquire con altri esponenti politici senza nemmeno avvisarlo o parlarne con gli esponenti del locale circolo di Forza Italia. Notizie apprese da Facebook, il mezzo di comunicazione privilegiato dal Sindaco.

Come e perché si è arrivati allo strappo finale?

L’episodio culminante è stato per una delibera di Giunta (ne abbiamo riferito ieri su queste colonne, ndr), per la quale gli assessori Basta e Vitulano si sono astenuti perché ritenevano di dover approfondire il tema in oggetto a Borgo Mezzanone. Volevano solo chiarezza, trasparenza, confronto, partecipazione. Pochissimi giorni dopo, con una logica che ritengo ritorsiva, è stata ritirata invece la delega al vicesindaco Basta. Come dire che noi abbiamo mandato un’ambasciata, e l’ambasciatore è tornato decapitato sul cavallo. È sembrata una dichiarazione di aperta ostilità.

Negli stessi momenti, il Sindaco ha ritirato anche la delega al Turismo della consigliera Liliana Rinaldi.

Bisogna interpretare il pensiero del Sindaco, che non è spesso intelligibile, ma quella delega voleva essere una sorta di risarcimento dei danni per ciò che lei aveva dovuto patire: la decadenza dal suo ruolo assessorile alla Provincia di Foggia. Rotice ci ha fatto perdere le elezioni provinciali, ritenendo di farle vincere all’esponente di un’altra compagine politica.

Rotice aveva però posto spesso l’accento sull’identità dell’Amministrazione con il centrodestra.

Coltivo riserve, dal momento che non l’ho vista. Se fosse stata di centrodestra, alle scorse elezioni provinciali avrebbe sostenuto il candidato di Forza Italia e Fratelli d’Italia e Manfredonia avrebbe ancora un’assessora provinciale. Questi sono i frutti di chi ha una visione miope della politica, che si deve nutrire di confronto e partecipazione.

Non c’era altro da fare, se non dimettersi?

Abbiamo cercato di evitare lo scioglimento, perché è una decisione sofferta e dolorosa, una sconfitta di tutti e di tutta la città. Ma la risposta è stata la decapitazione di chiunque esprimesse voci dissonanti rispetto a quella del Sindaco che, probabilmente, intende la sindacatura come la voce del padre-padrone e, invece, non funziona così.

Si tornerà al voto presumibilmente a giugno 2024, in concomitanza con le elezioni europee.

Se gli elettori lo vorranno, scriveremo in futuro quella pagina nuova che abbiamo cercato in questa occasione. Adesso serve che facciamo questo sacrificio. Se i ragazzi, chiamo così i nostri consiglieri, fossero stati attaccati alla poltrona, sarebbero rimasti a tenere in piedi un’Amministrazione che non sta dando grave prova di sé. Invece, in un sussulto di dignità e lealtà verso partito ed elettorato, si sono detti pronti a dimettersi pur di salvare le sorti della città.

Durante il precedente commissariamento, partiti e movimenti sono rimasti in silenzio. Sarà così anche stavolta?

Non prevedo il futuro ma la prima cosa che farò sarà rapportarmi con il commissario prefettizio per dargli la mia massima disponibilità di parlamentare per qualunque cosa di cui necessiti la città. Lo devo alla città per tutto ciò che ha dovuto patire in questi anni, nella speranza di costruire un nuovo progetto accanto ad una persona che sapremo individuare e che avrà il senso della partecipazione, del confronto e della condivisione.

Da dove riparte Forza Italia e quale orizzonte vede per le prossime amministrative?

Abbiamo sbagliato e chiediamo scusa alla città. Solo chi non fa niente non corre il rischio di commettere errori. Questa volta è toccato a noi, e sappiamo assumerci le nostre responsabilità. Sapremo essere cauti, a fronte anche dell’esperienza vissuta, evitando di farci prendere da facili entusiasmi. Analizzeremo diversi profili con tutte le forze che, indipendentemente dalla toponomastica parlamentare, vogliano contribuire a rilanciare la città.

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