“Perché di Mauro sì e altri ex landelliani no?”. E’ questa la replica che l’ex sottosegretario Massimo Cassano, attuale dominus dell’UdC regionale, ha recapitato al centrodestra foggiano, dopo che l’Attacco nei giorni scorsi ha reso note le manovre relative alle possibili candidature, nella lista dello scudo crociato, di tre nomi noti quali l’ex assessora ai servizi sociali Erminia Roberto, l’ex consigliere delegato Danilo Maffei e Michaela Di Donna, cognata dell’ex sindaco Franco Landella e per poche settimane parlamentare. Cassano – che dai detrattori è dipinto tuttora come il cavallo di Troia di Michele Emiliano nel centrodestra – punta a raggiungere il miglior risultato possibile per la lista UdC, nell’ambito della competizione interna allo schieramento.
Oltre alle liste di Fratelli d’Italia, Forza Italia e UdC, si sta lavorando ad una comune per Lega e Noi moderati, oltre alla civica del candidato sindaco Raffaele di Mauro. In dubbio una sesta civica dove far confluire i restanti pezzi di centrodestra. In coalizione c’è imbarazzo per le polemiche che pioverebbero qualora fossero in campo Di Donna (sulla quale convergerebbero i voti, tuttora cospicui, di Landella), l’indagato per voto di scambio Maffei (in attesa di decisione sul rinvio a giudizio insieme al padre Ludovico, storico patron della coop di bidellaggio Astra) e Roberto, su cui pende l’appello per l’incandidabilità.
Le regole che il centrodestra si è dato – e rispetto alle quali vuole far intervenire il leader nazionale UdC Cesa – taglierebbero fuori Maffei e Roberto per i due giudizi pendenti. Ma Cassano difende la propria linea. Stando a fonti interne alla coalizione, l’ex numero uno Arpal non ci sta a farsi dire chi candidare e chi no. “La logica di Cassano è chiara: se Raffaele di Mauro, che amministrava con Landella, può correre come candidato sindaco, perché altri eletti della scorsa consiliatura non si possono candidare al consiglio comunale?”, fanno sapere a l’Attacco alcuni beninformati.
“Perché, sostiene, si candida – com’è giusto che sia – il genero di Bruno Longo, Claudio Amorese, e non potrebbe candidarsi Michaela Di Donna, cognata di Landella? Rischia di saltare solo Danilo Maffei per il procedimento giudiziario che lo coinvolge. Quanto ad Erminia Roberto tenerla fuori pare, nei fatti, porre un veto ad personam, visto che è l’unica che in primo grado ha vinto rispetto alla richiesta di incandidabilità e che ora attende il secondo grado. Le regole del centrodestra? Non esiste una regola per escludere Michaela Di Donna”.
Lo scontro, al riguardo, tra Cassano e il segretario provinciale Francesco D’Innocenzio, raccontato su queste colonne, è stato tale che il secondo ha ieri rassegnato le proprie dimissioni, in una lettera a Cesa.
“Caro Lorenzo, scrivere queste dimissioni oggi dall'UdC mi fa male al cuore. La politica è fatta di numeri ma anche da persone che hanno dato e creduto in un progetto. Dall'uscita dei Cera dall'UdC, con grande difficoltà e non pochi problemi, con gli amici e il gruppo storico dell'UdC, abbiamo cercato di tenere vivo il simbolo dello scudo crociato con tutta la storia che ha rappresentato da sempre. Abbiamo pochi consiglieri comunali, abbiamo eletto un consigliere provinciale e fatto una buona prestazione alle ultime regionali, abbiamo gruppi in molti comuni della provincia di Foggia, sempre con un profilo basso, tanta umiltà e spirito di servizio. Nessun interesse personale e tanto attaccamento al partito”, ha scritto D’Innocenzio, prima di parlare di Cassano.
“Da un anno circa abbiamo accolto con molto piacere l'ingresso dell’ex senatore Massimo Cassano, con uno spirito di apertura, accoglienza e collaborazione. Purtroppo il tempo ha dimostrato che questo ingresso ha snaturato totalmente la mission del nostro partito storico, ignorando regolamenti scritti e soprattutto non scritti nel rispetto delle persone, nomine non previste dalle regole del partito, mancanza di condivisione nei territori, raccattare ingressi che nulla hanno a che fare con il partito e soprattutto con i valori dello stesso. L'esempio emblematico sta venendo fuori in occasione delle elezioni al Comune di Foggia, cercando accordi e ingressi nel partito di rappresentanti di una politica totalmente contraria ai principi fondamentali dell'UdC”, è la dura conclusione di D’Innocenzio.
Quanto agli altri partiti dello schieramento, nella lista di Fratelli d’Italia non ci saranno politici di lunghissimo corso, come l’ex assessore Ciccio D’Emilio, che non avrebbe mandato giù il mancato coinvolgimento alle elezioni politiche di settembre 2022.
Ma potrebbe non esserci neanche Gino Fusco, che dopo il braccio di ferro col partito per la candidatura a sindaca della moglie Rita Montrone, poliziotta in pensione, e la contrarietà palese rispetto alla scelta di di Mauro ha un rapporto ormai deteriorato coi vertici locali meloniani. Fusco vuole essere della partita ma forse in una lista diversa da quella di FdI, c’è chi dice tra i forzisti.
Rispetto alla lista stilata provvisoriamente dai vertici meloniani nelle scorse settimane oggi non compaiono più – stando ai beninformati - nemmeno l’avvocato Peppino Pedarra (che voleva fare il candidato sindaco con pezzi del Patto etico), Giovanni Gliatta e Nino De Rogatis (passato col candidato sindaco civico Giuseppe Mainiero dopo il divorzio da FdI).
Gli unici ex eletti della scorsa consiliatura, tra i nomi di FdI, sono Salvatore de Martino e Concetta Soragnese, che dopo una breve parentesi in Lega si ripropongono col consueto e fortunato ticket e lo slogan “La Foggia perbene” sui manifesti affissi in città, un claim che a qualcuno sta facendo storcere il naso, dentro e fuori il centrodestra. Mentre fuori da FdI non saranno in campo due dei migliori assessori delle passate amministrazioni landelliane, Sergio Cangelli e Anna Paola Giuliani. Dovrebbero candidarsi, invece, Sonia Ruscillo e Pasquale Rignanese.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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