Elezioni a Foggia, Cassano: “Non candideremo nessuno dei tre”. Ma Erminia Roberto è certa del contrario

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“Non ho mai detto ‘perché di Mauro sì e Michaela Di Donna e altri ex landelliani no?’. La verità è che noi dell’UdC non candidiamo nessuno dei tre”. Così replica a l’Attacco l’ex senatore Massimo Cassano, oggi dominus UdC in Puglia, smentendo di avere l’intenzione di schierare nella lista da presentare per le elezioni comunali foggiane tre nomi imbarazzanti per il centrodestra quali l’ex assessora ai servizi sociali Erminia Roberto, l’ex consigliere delegato Danilo Maffei e Michaela Di Donna, cognata dell’ex sindaco Franco Landella e per poche settimane parlamentare. Cassano smentisce inoltre che siano state le divergenze sui candidati il motivo della guerra con la segreteria provinciale, fino ai giorni scorsi guidata da Francesco D’Innocenzio, dimessosi mercoledì. Vanno via con lui la segreteria provinciale, il consigliere provinciale Antonio Zuccaro, il consigliere di San Giovanni Rotondo Giuseppe Miglionico e i referenti di tutta la provincia di Foggia.

“I candidati saranno decisi nel tavolo regionale, a valutare le liste saranno i coordinatori regionali. Abbiamo sottoscritto, nella coalizione, un patto per cui tutta una serie di nominativi non potranno esserci”, continua l’ex numero uno di Arpal. “Io, peraltro, non credo affatto che Di Donna voglia candidarsi. Una che è stata parlamentare può mai aspirare al consiglio comunale? Non mi risulta che abbia una tale intenzione e comunque a me non l’ha mai chiesto”.

Nonostante alcune fonti di centrodestra abbiano riferito l’indiscrezione relativa a colloqui avuti con Cassano, quest’ultimo ribadisce: “Nessuno di noi ha mai detto quella frase, titolo dell’articolo di giovedì de l’Attacco”. Di Donna, contattata da chi scrive, non ha risposto in alcun modo alla domanda sulla eventualità della propria candidatura. Mentre rispetto a Roberto e Maffei i beninformati del centrodestra sostengono che solo la prima ha avuto la certezza dall’UdC regionale di trovare spazio in lista, mentre il secondo resterebbe fuori perché inviso all’intero schieramento. Cassano al riguardo non dice nulla: “Non so se Roberto e Maffei abbiano chiesto all’UdC di stare in lista, avranno parlato col coordinatore regionale. Non so che problemi ci siano rispetto alle loro situazioni personali, ripeto che sarà il tavolo a decidere le candidature”. Una risposta che intende chiudere il caso, sollevato da l’Attacco, nell’ambito del quale il centrodestra intendeva fare pressing sul leader nazionale Lorenzo Cesa qualora davvero l’UdC avesse schierato i tre. Cassano è infine sprezzante rispetto a D’Innocenzio. “Io D’Innocenzio non lo conosco nemmeno, non l’ho mai visto e non ci ho mai parlato. Non so cosa abbia fatto per il partito, non ne ho la minima idea. Il nostro coordinatore regionale ne ha chiesto la sostituzione perché D’Innocenzio non era in grado di fare la lista, non ha creato nulla sul territorio”.Eppure dagli altri partiti del centrodestra affermano che nelle riunioni di coalizione D’Innocenzio abbia palesato tutta la propria contrarietà al livello regionale UdC per via della volontà, da lui non condivisa, di candidare personalità non in linea con le regole stabilite. “D’Innocenzio ha partecipato ad una sola riunione a quel che so. Non posso controbattere a quello che avrebbe asserito questa persona, perché – ripeto – non la conosco neppure. E’ un problema che non esiste”. Al posto di D’Innocenzio, spiega Cassano, è stato nominato coordinatore provinciale l’avvocato Cristiano Curatolo, figlio di un ex deputato DC e nome di fiducia di Landella, che nel 2019 lo nominò presidente del cda di Ataf spa e nel 2021 lo volle vicepresidente di AM Service srl.

Chi si difende dai veti nel centrodestra, per via del procedimento penale pendente per presunto voto di scambio, è Maffei, che a l’Attacco afferma: “Non sussiste una norma di legge che preveda nei confronti di chi si trovi ad essere nella mia condizione – aver solo ricevuto l’avviso di fissazione di udienza preliminare - un divieto di candidatura a consigliere comunale. Nemmeno tale divieto deriva dal codice di autoregolamentazione antimafia sulle candidature che si riferisce a tipologie di reati che non mi riguardano assolutamente e che comunque prevede che sia già in essere la citazione diretta a giudizio ovvero che sia stato emesso il decreto che dispone il giudizio (art. 1 regolamento del 27 marzo 2019 commissione antimafia). Viceversa il tritacarne non riferisce di altre candidature che vengono date per certe e possibili le quali, invece, per il codice antimafia delle candidature risultano critiche. E’ questo il caso di coloro che sono stati componenti di giunte di Comuni sciolti per mafia; recita infatti il codice che i partiti che aderiscono ad esso si impegnano a non candidare coloro che abbiano ricoperto la carica di sindaco e di componente delle rispettive giunte sciolte ai sensi dell’art. 143 del DLGS 267/2000”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet