Caos politico a Manfredonia, azzeramento della Giunta. Mani libere per Rotice, senza cambiali da pagare

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Anche se in realtà Gianni Rotice se n’è uscito finora alla grande dal tentativo di disarcionarlo - perché non ha dovuto scendere a patti con altre forze politiche - si può dare comunque per scontato che il Sindaco azzeri la sua Giunta. Indipendentemente dal fatto che la sua maggioranza si allarghi ulteriormente, come sarebbe d’uopo per garantirsi migliori margini, già da un po' gli era stata chiesta da più parti la ridistribuzione di alcune deleghe. Adesso non è più rinviabile oltremodo. Innanzitutto l’amministrazione non ha più un assessore al Personale e Servizi cimiteriali, dopo le dimissioni di Libero Palumbo, né uno alla Transizione ecologica nonché vicesindaco, Giuseppe Basta. Per andare a coprire il vuoto nella prima casella, la più accreditata dovrebbe essere Antonella Lauriola. L’attuale assessora al Bilancio era già stata cooptata per passare al Personale, prima che gli eventi precipitassero con la cruenta separazione da Forza Italia. L’esigenza di avvicendarla resta e, al suo (delicato) posto, Rotice è orientato a inserire un tecnico.

Lauriola andrebbe ad occuparsi quindi di Personale ma soprattutto di Servizi cimiteriali, l’ambito nel quale il Sindaco ha lanciato sospetti verso l’ex assessore Palumbo. Rotice ha sentito tradire la fiducia che aveva riposto in lui e, stavolta, vuole andare sul sicuro. E Lauriola è una persona di estrema fiducia per il primo cittadino, come dimostra la delega che attualmente ricopre.

Per la Transizione ecologica che, al suo interno, comprende Bonifiche, Ciclo dei rifiuti, Verde pubblico, Autorizzazioni ambientali – per citarne alcune -, prevalgono due ipotesi su chi andrà a sostituire Basta.

La prima è quella che porta all’ormai solito ‘tecnico’, termine che si usa per dire che non si tratta di un eletto e nemmeno di qualcuno che ha una tessera di partito. Un campo vasto, perciò.  Proverrebbe dalla cosiddetta ‘società civile’.

L’altra strada porta ai componenti del Consiglio comunale. Nella propria civica Strada Facendo, Rotice troverebbe risposta e, se fosse così, avrebbero qualche fondamento i rumors su “un giovane” che vedono Davide Marasco in vantaggio su Piercosimo Zino. Una certezza granitica è Grazia Pennella che resta ai Servizi sociali. Il piglio deciso e la familiarità con alcune dinamiche amministrative hanno favorito il suo adattamento nei panni assessorili, tanto è vero che il Piano sociale di Zona è stato approvato all’unanimità del Consiglio comunale. Con avvedutezza, ha messo su anche un gruppo in Consiglio - Noi per Manfredonia - con i consiglieri Ciro Campanella e Antonia Vera Chiara Facciorusso (entrambi ex Forza Italia). La soddisfazione di Rotice nei suoi confronti si tradurrà nella riconferma con le stesse deleghe.

Con altrettanta sicurezza, resta in Giunta anche Antonio Vitulano. Bisognerà vedere se continuerà ad occuparsi delle Attività produttive, oppure si sposterà in qualche altra casella della squadra assessorile.

Il giovane imprenditore ha piantato Forza Italia da pochi giorni, insieme al consigliere Francesco Riganti, pur di continuare a sostenere il primo cittadino. Che crei un gruppo con lo stesso Riganti e l’altro forzista Vincenzo Di Staso, o che entri a sua volta in qualcuno già esistente, non è in dubbio la sua permanenza in Giunta.

Invece è ancora una volta l’assessora Anna Trotta ad essere ritenuta alla fine della sua esperienza amministrativa. Dopo il disfacimento della civica Manfredonia E885 che l’aveva indicata, era comunque rimasta in qualche modo ‘coperta’ dalla vicinanza a Città Protagonista. Adesso che la civica di Tonino Prencipe e Palumbo è passata all’opposizione, seppure non presente in Consiglio, il Sindaco ha difficoltà per spiegare la permanenza di Trotta nella squadra assessorile.

Adriano Carbone al suo posto? Lui, a precisa domanda de l’Attacco, smentisce di voler avanzare “qualsivoglia richiesta per me o per persone riconducibili a me”. Tuttavia bisogna tenere bene a mente che lui è il tredicesimo uomo, cioè quello determinante per la maggioranza dei 24 consiglieri complessivi. E, probabilmente, resterà a fare il battitore libero senza unirsi ad altri consiglieri per comporre un gruppo.  

Michele Di Tullo, infine, ha ricevuto la delega ai Lavori pubblici nella serata del 22 giugno scorso. Un assessorato che non aveva portato bene ai due predecessori.

Angelo Salvemini fu mandato via per lo scontro con Forza Italia nell’affaire Engie. Lucia Trigiani, che lo aveva seguito, è stata costretta alle dimissioni dopo il caso mediatico che ha riguardato la sua dimora abusiva a Siponto.

Rotice vorrebbe riconfermarlo per le stesse ragioni che l’hanno portato a nominarlo due mesi e mezzo fa ma, nel frattempo, mantiene la porta socchiusa verso l’opposizione. L’impressione è che Di Tullo sarebbe sacrificabile a patto che nella maggioranza entrino almeno altri due elementi, riportandola ai precedenti e più confortanti 15 consiglieri. Altrimenti resta là.

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