Da storico componente dei Tavola 28 - gruppo rap che in città non ha bisogno di presentazioni, soprattutto tra le nuove generazioni - a candidato consigliere con il Movimento 5 Stelle (“un partito - ricorda – che voto da sempre”) per Francesco Salemme, in arte Frank Cisky, il passo, pur se articolato in un percorso di crescita personale, è stato piuttosto breve. E così, a dimostrazione di quanto l’arte abbia spesso una connotazione politica, correrà anche lui, battezzato dall’europarlamentare Mario Furore, alle amministrative d’ottobre del capoluogo dauno per uno scranno in consiglio comunale. Tutto nasce negli scorsi mesi, quando Salemme (operaio 35enne della Fiat di Melfi, allora in missione lavorativa per quasi un anno presso lo stabilimento Peugeot in Alsazia) pur vivendo in Francia continuava a pensare alla sua Foggia (“per la quale nutro un amore viscerale”, dice) attraverso il chiodo fisso di un progetto socio-culturale da sviluppare nelle periferie del capoluogo dauno, in particolare nel rione Candelaro. Quartiere difficile da cui Frank Cisky proviene e di cui rivendica orgogliosamente l’appartenenza.
Così decide di provare a realizzare un hub musicale per i ragazzi foggiani percorrendo la strada dei bandi europei. Di qui i primi contatti con Furore, che lo accoglie a Strasburgo spalancandogli le porte del Parlamento Ue per una visita da comune cittadino. Da quell’incontro nasce la proposta di candidatura. “Raggiunto Mario Furore a Strasburgo – racconta Salemme a l’Attacco - gli ho parlato del progetto che avevo in mente per il mio quartiere: un centro per la produzione musicale ed i concerti dal vivo, con l’obiettivo ultimo di creare alternative edificanti soprattutto per i giovani delle periferie, provando così ad allontanarli dalle distrazioni sociali più sbagliate, distruttive. A quel punto Mario mi ha chiesto di mettermi in gioco alle amministrative, portando in campo simili idee”.
Dapprima un po’ titubante di fronte alla sollecitazione dell’europarlamentare, alla fine il rapper decide di accettare la sfida politica di Foggia. “Rifiutare – commenta Frank Cisky sul punto - mi è sembrato come un lavarmi le mani rispetto alle sorti della mia città, in un momento così delicato per essa. E dunque ho deciso di provare a portare le mie idee in consiglio comunale, candidandomi a queste amministrative. Attraverso un progetto che sia realizzabile anche con il sostegno della candidata sindaca del campo largo, Maria Aida Episcopo, persona che con i giovani ha lavorato tanto nella sua vita professionale e dunque è molto empatica su tale versante. Il tutto – chiosa sul tema Salemme – per instillare un seme creativo nella mente dei ragazzi. Un seme attraverso il quale tentare di cambiare Foggia nel corso dei prossimi anni”.
Musica e arte quali espressioni di ricerca della bellezza: sono ovviamente i cavalli di battaglia del programma politico di Salemme. “Ma non escludo - aggiunge - anche un bel lavoro per la promozione e la pratica dello sport, da sviluppare in sinergia con esperti del settore. Così da utilizzare simili discipline come veri e propri strumenti educativi per le nuove generazioni”.
Periferie e giovani sono dunque il pallino di Cisky, il campo d’azione principale su cui intende cimentarsi in chiave amministrativa se sarà eletto in consiglio comunale. “Voglio far breccia nelle menti dei ragazzi – analizza -. In una gioventù che a mio avviso ha smesso un po’ di sognare, cosa che rappresenta una tra le principali criticità anche nel mio quartiere. Provando così a contrastare quel materialismo sempre più sfrenato che un pezzo dei giovani di oggi persegue con i comportamenti più sbagliati. Mi piacerebbe, allora, poter sviluppare un programma d’azione che porti bellezza nelle periferie, attraverso, per esempio, nuovi murales, eventi che coinvolgano al contempo i giovani e lo loro famiglie, e la rivitalizzazione della Festa di Sant’Anna, una tradizione popolare che ha origini addirittura pre-cattoliche e che andrebbe riqualificata, ovviamente mettendo al margine l’illegalità”.
Quest’anno, in effetti, la Festa di Sant’Anna è stata praticamente ridotta ai minimi termini dalla commissione prefettizia in seno a Palazzo di Città, dopo averne fiutato possibili connivenze organizzative con la criminalità del territorio. Ma la promozione della tradizione locale, anche in funzione turistica e culturale, resta un altro chiodo fisso di Salemme.
“Ad esempio – dettaglia in merito - la valorizzazione del dialetto come espressione delle nostre radici nonché leva culturale del territorio; la riscoperta della figura storica tipicamente foggiana del ‘terrazzano’. Tutti elementi che, sfruttando l’aeroporto, potrebbero restituire una nuova attrattività alla nostra città, attualmente invece – afferma rammaricato – tra le meno turistiche di una regione, la Puglia, regina del turismo italiano. Perché – si domanda Cisky restando in argomento - la signora che fa e vende le orecchiette per strada a Bari Vecchia è ormai un cult anche turistico e culturale e a Foggia, invece, non può esserlo? Perché non valorizzare, dunque, la storia del nostro territorio attraverso la fierezza di una cultura semplice, popolare? In primis, però – risponde a se stesso –, i foggiani devono tornare ad avere occhi innamorati della propria città. Perché Foggia è bella”.
E così, un Salemme sempre più orientato all’ascolto delle esigenze del capoluogo e sempre meno guidato, a suo stesso dire, da una certa autoreferenzialità underground che ha segnato la sua fase giovanile (“e che mi portava – dice - a tenere la politica in senso stretto lontana dalla musica, salvo poi comprendere che facevo politica anche quando esprimevo le mie idee in versi, raccontando da un lato della bellezza della città e dell’altro, pur ironicamente, del suo marcio”), ora consapevole che il lavoro da consigliere comunale “non sarà affatto una passeggiata qualora dovessi essere eletto”, sta però riscuotendo, anche grazie alla sua fama musicale, un certo apprezzamento in città e tra la gente del suo rione. “Si sta creando tanto entusiasmo attorno a questa candidatura – sostiene Frank Cisky -. Percepisco tutto l’affetto della città per la mia nuova avventura politica: spero di poterlo ripagare con i fatti entrando in consiglio comunale. Intatto, nei prossimi giorni, aprirò la mia sede elettorale in via Lucera. Ubicazione affatto casuale, a rimarcare, una volta di più, la mia identità di quartiere”.
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