Scadranno il 23 settembre i termini per il deposito delle liste relative alle elezioni comunali foggiane del 22-23 ottobre. I volti di alcuni candidati consiglieri campeggiano da tempo sui manifesti sparsi in città, altri si sono decisi nelle ultime ore, ma in nessun caso la lista definitiva è già stata resa nota tra partiti e movimenti civici. Tutte le forze in campo, però, ugualmente sono alle prese con le stesse due esigenze: da un lato capire che chance abbia il proprio candidato sindaco, dall’altro cercare di strappare il miglior risultato possibile nell’ambito della competizione interna al proprio schieramento. In casa centrodestra dovrebbero esserci sei liste: per FI, FdI, una civica comprendente i salviniani (confermato dunque l’abbandono del simbolo) e parte dei candidati di Leo di Gioia-Noi Moderati, la civica del candidato sindaco Raffaele di Mauro con altra parte dei digioiani, UdC. E’ la lista di Forza Italia quella indicata da diversi analisti come la più forte. Merito di diversi nomi di peso, che già nelle scorse tornate hanno avuto modo di dimostrare la propria capacità di intercettare consensi.
Personalità note alla comunità foggiana, come l’ex vicesindaco e assessore all’urbanistica Paolo La Torre, l’ex consigliere delegato alla pubblica illuminazione Pasquale Rignanese, l’ex sindaco Mimmo Verile, l’avvocato Alfonso Buono e Gino Fusco, ex consigliere comunale che dopo il divorzio coi vertici di Fratelli d’Italia ha trovato spazio tra gli azzurri. Stando ai beninformati ci sarà anche l’avvocata Sonia Ruscillo, che fu assessora alle attività economiche fino ad aprile 2021 con l’ex sindaco Franco Landella dopo esser stata da lui nominata nel 2017 nel cda della partecipata Amiu spa. Su di lei convergerebbero molti consensi dei mondi migliori legati a Landella.
Nomi, insomma, che potrebbero trainare FI a danno del partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e delle restanti liste dello schieramento. I meloniani, dopo aver abdicato rispetto alla scelta del candidato sindaco in favore di FI (e delle mani su Bari 2024), rischiano di perdere anche la sfida interna del consenso.
La squadra che si sta mettendo a punto non appare entusiasmante a dir la verità. L’assenza di tanti campioni di preferenze del passato ha dato spazio per lo più a giovani e persone alla prima esperienza ma con dubbi sul risultato alle urne. Spiccano gli ex consiglieri Salvatore de Martino e Concetta Soragnese, ma anche l’ex assessore Claudio Amorese. Tra gli altri candidati Gianni Perdonò, Mario Giampietro (finora commissario cittadino), Giacomo Narciso (che nel 2019 si candidò con la civica landelliana Foggia Vince), la quarantenne responsabile della comunicazione di FdI Daria Cascarano, l’avvocato Alessandro Fino, Gianni Di Lauro (legato alla senatrice Fallucchi), Davide Colucci, Marco Pellegrino, Marco Scillitani, Simona D’Antuono, Maria Cristina De Gregorio, Maria Grazia Console e Valeria Marino.
E’ a nomi come Amorese, La Torre, Ruscillo che si riferiva l’ex consigliere comunale Danilo Maffei quando a l’Attacco, giorni fa, ha inviato una replica rispetto alle porte chiuse trovate nel centrodestra per via del procedimento penale pendente per presunto voto di scambio.
Sottolineando di aver “soltanto ricevuto l’avviso di fissazione di un udienza preliminare, per cui non esiste un divieto di candidatura a consigliere comunale”, Maffei ha affermato: “Il tritacarne dei “beninformati” non riferisce di altre candidature che vengono date per certe e possibili le quali, invece, per il codice antimafia delle candidature risultano critiche. E’ il caso di coloro che sono stati componenti di giunte di Comuni sciolti per mafia; recita infatti il codice di autoregolamentazione del 27 marzo 2019 al punto C che i partiti che aderiscono ad esso si impegnano a non candidare coloro che abbiano ricoperto la carica di sindaco e di componente delle rispettive giunte sciolte ai sensi dell’art. 143 del DLGS 267/2000”.
“Maffei parla non di legge ma di un codice etico al quale si può aderire o meno”, commenta un ex meloniano. “Chiunque intenda candidarsi passa al vaglio degli uffici della Commissione parlamentare antimafia. Maffei confonde le cose, è coinvolto in un procedimento penale e vuole intorbidire le acque. Sono i partiti che non lo vogliono, mentre alcuni ex assessori come Sergio Cangelli e Anna Paola Giuliani sono stati pregati di candidarsi ma hanno declinato l’invito”, fa eco un altro ex eletto. “Maffei farebbe bene ad attendere che si definisca la propria situazione”.
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