Può essere oggi il giorno della verità rispetto al caso della candidatura dell’ex assessora ai servizi sociali Erminia Roberto nella lista UdC. La netta contrarietà espressa del resto del centrodestra non ha provocato finora un passo indietro né della diretta interessata né tantomeno del dominus UdC Massimo Cassano. Stando ai beninformati, ieri l’altro era previsto un incontro tra l’ex senatore ed ex numero uno Arpal (che molti considerano tuttora legato a Michele Emiliano) e il candidato sindaco Raffaele di Mauro, ma il confronto è saltato. L’aut aut a Cassano è stato chiarissimo: o l’UdC ritira la candidatura di Roberto oppure la lista sarà fuori dal perimetro del centrodestra. “Vi informo preventivamente che non firmerò la congiunzione della mia candidatura con liste che non rispettano nella loro composizione il codice di autoregolamentazione approvato a livello regionale”, ha fatto sapere di Mauro a tutti i partiti e movimenti civici della coalizione. Come a dire: chi non segue le regole si autoesclude.
Oggi è previsto il tavolo dei delegati delle liste per il controllo finale sulle candidature. “Se ci sarà il nome di Erminia Roberto l’UdC non sarà collegata a di Mauro”, anticipano big del centrodestra a l’Attacco. Ieri si sono diffusi rumors sulla possibilità che il partito si sfili dallo schieramento. Ma per andare dove? Appare al momento improbabile che il campo largo progressista di Marida Episcopo, dato per favorito, possa accogliere l’UdC.
“Pare che se l’UdC si sfilerà da Roma non avrà il simbolo”, dice una fonte di centrodestra. Che l’eventualità esista la conferma il lavoro che sta facendo l’ex commissario provinciale Francesco D’Innocenzio, dimessosi con altri per protesta contro Cassano: starebbe “tenendo in caldo” una lista civica, che verrebbe schierata qualora l’UdC rompesse con la coalizione.
Altri beninformati di centrodestra fanno sapere che “Danilo Maffei ed Erminia Roberto, in extremis, starebbero facendo il tentativo di rientrare tra i candidati di lista avvalendosi di un parere pro veritate di un esperto di diritto amministrativo, l’avvocato Raffaele De Vito di Candela, per sostenere la perfetta bontà giuridica della propria candidatura, per affermare, cioè, che loro sono perfettamente candidabili”.
Di certo Roberto – finita nella relazione sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale e per cui è pendente il procedimento di incandidabilità, arrivato in Cassazione dopo l’appello sfavorevole a Viminale&Prefettura – non può più contare sulla caterva di consensi assicurati dallo scomparso mentore Franco Di Giuseppe, l’ex parlamentare da ultimo coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia.
Tra i candidati del centrodestra – e più precisamente nella civica di di Mauro - figura l’avvocato Oreste Di Giuseppe, figlio di Franco, supportato dallo studio Borgese e forte della rete di relazioni e contatti che rendeva ampio il bacino elettorale paterno. Oggi gli addetti ai lavori ritengono che possa far meglio di Roberto, senz’altro.
Mentre tra i meloniani sono innesti di peso quelli portati dal deputato Giandonato La Salandra e provenienti dal mondo delle professioni: non solo Valerio Vinelli, ex presidente AIGA Foggia, ma anche un’altra colonna portante dell’Associazione italiana giovani avvocati, vale a dire Anna Lops. E ancora ci sono in lista, per la prima volta, la trentenne avvocata Valentina Cerisano, figlia del legale Gianni, e la dentista Alessia Nucci. “E’ una lista costruita guardando in prospettiva, per far crescere il partito in futuro”, spiegano da FdI a l’Attacco. Il ticket Vinelli-Lops è destinato a ottimi numeri, così come quello consolidato Salvatore de Martino-Concetta Soragnese. Mentre l’ex assessore Claudio Amorese sarà collegato non ad una bensì a due candidate.
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