Comunali a Foggia, Nunzio Angiola nell’intervista a l’Attacco: “Farò meglio di Mainiero, vedrete”

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Sono scaduti oggi alle ore 12.00 i termini per il deposito delle liste che parteciperanno alle elezioni comunali foggiane del 22-23 ottobre. Il candidato sindaco e professore Unifg Nunzio Angiola, ex parlamentare M5S, è convinto di poter fare meglio dello sfidante civico Giuseppe Mainiero (che chiama “quello del pickup” e rispetto al quale rimarca lo stile sobrio, non urlato né aggressivo). Toni soft che rendono Angiola molto più apprezzato, rispetto a Mainiero, dagli altri candidati sindaci, a cominciare da Marida Episcopo. Ma l’economista barese, da decenni residente a Foggia, pone paletti chiari rispetto all’eventuale sostegno al ballottaggio del 5-6 novembre. Angiola guida quattro liste civiche e questo pomeriggio, alle ore 18.30, inaugurerà il proprio comitato in Corso Roma 104. L’Attacco lo ha intervistato in redazione.

Ha scelto una strategia incentrata sui temi e pacata, priva di qualunque riferimento personale. Sarà così anche nelle prossime settimane?

Intendo proseguire questa campagna elettorale muovendomi nel solco già tracciato, davvero con moderazione e determinazione. Voglio essere un punto di equilibrio tra le forze politiche in campo, senza scendere mai in scontri verbali. I cittadini soffrono in questo determinato momento. Voglio dimostrare di saper essere attento e rispettoso. Foggia è afflitta da tante criticità: c'è un’emergenza abitativa violenta, che l’Attacco ha sviscerato nel corso di varie inchieste; esiste una mancanza cronica di lavoro; non è stato ancora trovato un punto di equilibrio per quanto riguarda la pulizia visto che il servizio reso da Amiu spa resta tuttora insoddisfacente dopo il rinnovo contrattuale, con cumuli di rifiuti presenti troppo spesso perché ciò sia tollerabile e strade non pulite; gli spazi verdi non vengono curati; c’è il problema gravissimo della sicurezza, i cittadini non si sentono sicuri. Di fronte a un simile contesto tutto bisogna fare tranne che condurre una campagna elettorale basata sugli scontri. Ho sentito qualche urlatore che non fa altro che esacerbare i toni e gli animi, acuendo il risentimento della popolazione verso chi ci ha amministrato.

Si riferisce a Mainiero?

Mi riferisco a qualche pick-up che ho visto in giro. Dobbiamo fare molta attenzione a non far esplodere ancora di più il malcontento verso la politica, perché l'antipolitica nuoce alle istituzioni.

Pensa che nel foggiano medio oggi ci sia la piena consapevolezza del marasma che ha travolto Palazzo di città dal 2021, ovvero arresti, procedimenti giudiziari (per voto di scambio, corruzione, concussione), scioglimento per infiltrazioni mafiose?

Tutti i foggiani sono venuti a conoscenza di quando è successo a Foggia negli ultimi anni. Penso ci sia una disapprovazione in oltre il 50% degli elettori foggiani. Altri non trovano, invece, lo scatto per reagire. Non hanno uno stimolo in tal senso.

Quanto voto libero c’è da intercettare, secondo lei?

Il voto libero è un oceano, per me supera il 40% degli aventi diritto. Sono persone che si nascondono nel disinteresse e nell’astensionismo. Se raggiunte adeguatamente possono scendere in campo e votare. Basterebbe riuscire a intercettare il 5% di quella fascia per fare la differenza in favore di chi vuole lavorare seriamente per la città. Il voto libero lo possiamo andare a cercare nell'alto astensionismo. Prendiamo i 77.500 votanti del 2019: possiamo distinguere, al loro interno, una metà che votò i partiti tradizionali e una seconda metà che scelse i movimenti civici. Questa seconda metà rappresenta un voto meno controllato, che si può intercettare. Ma si può intercettare anche il voto libero dell'astensionismo, un oceano al quale io ambisco.

Che affluenza prevede alle urne?

Sono sicuro che ci sarà un’affluenza maggiore rispetto al 2019, spero di non essere smentito in questo dei foggiani. Di certo, più aumenta l'affluenza e più mi sento favorito. Se si muove un 4-6% di quell’oceano rappresentato dall’astensionismo allora l'affluenza è destinata ad essere superiore rispetto al 2019 e questo può fare la differenza. Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità e che i cittadini capiscono che nel voto c’è la risoluzione vera dei problemi.

Si sta presentando ai cittadini come una opzione del tutto nuova.

Ho svolto molta attività politica ma sempre lontano da Palazzo di città, sono una persona totalmente nuova per questa competizione elettorale. Mi muovo al grido di tre parole: serietà, competenza e concretezza, ovvero pragmatismo. Credo che tali valori siano mancati negli ultimi 20 anni di declino della città capoluogo. C'è un dato inoppugnabile che è quello di 10mila abitanti persi a Foggia in questi due decenni, passando da 155mila agli attuali 145mila circa. E’ un gravissimo depauperamento che rappresenta la bocciatura sonora di chi ci amministrato. Negli scorsi due decenni si sono alternate due amministrazioni di centrosinistra, con Ciliberti e Mongelli, e due di centrodestra, le due consiliature di Landella. Che le persone abbiano in massa lasciato Foggia rappresenta la prova provata del peggioramento della qualità della vita.

Nello stesso arco temporale altre città hanno, invece, fatto enormi passi avanti, come Bari. Come lo spiega?

Il sindaco di Bari Antonio Decaro è stato osannato lo scorso weekend in piazza, a Foggia, da una folla festante, ma per me rappresenta un sindaco normale. Non è da portare agli onori degli allori, perché ha fatto dignitosamente il proprio mestiere. E’ quello che mi ripropongo di fare io e che non hanno fatto, invece, i sindaci che si sono alternati a Foggia negli scorsi decenni. A Bari per me non c'è stato alcun miracolo ma solo amministratori normali, mentre i nostri non sono stati all'altezza del proprio compito. Io cito sempre le tante occasioni perse di rilancio economico, su cui si pronuncerà il tribunale della storia: da Alenia, che voleva fare altri investimenti qui, alla pista di Borgo Mezzanone, fino ad Amazon che ha scelto di andare altrove ad investire.

Oltre ad una classe politica inadeguata vede responsabilità nel ceto imprenditoriale per il declino di Foggia?

Qui esiste una classe imprenditoriale che ha tante eccellenze. Non sono solito criticare i nostri imprenditori, che si muovono tra mille difficoltà tra cui la criminalità e condizioni disagiate in cui operare. Forse potrebbero fare qualcosa di più quelli più illuminati. Lo noto ogni volta che si apre il dossier sul Foggia Calcio e ci si ritrova con imprenditori baresi o sardi.

Foggia è una città mafiosa?

Questa è una città che ha batterie mafiose, che presenta una criminalità organizzata ormai nota. Più la pubblica amministrazione è permeabile più queste organizzazioni mafiose trovano ossigeno per poter sopravvivere e prosperare. Ritengo che la pubblica amministrazione debba dotarsi di necessari anticorpi.

C’erano, secondo quanto ha compreso, i presupposti per sciogliere il consiglio comunale per mafia? E pensa che sia realmente avvenuta la bonifica dell’ente dai fattori che causavano il rischio di condizionamento?

Credo che i presupposti ci fossero, ho letto la relazione sullo scioglimento. E penso che degli anticorpi si siano creati. La bonifica è avvenuta. La città è venuta a conoscenza dei fatti e in qualche modo reagirà bocciando la classe politica che ci ha amministrato in passato, ma non saprei dire in che misura. I partiti non si muovono più con la vecchia disinvoltura e con le stesse candidature di cani e porci.  Anche questo rappresenta un risultato della bonifica di Palazzo di città. Sulla tecnostruttura comunale non vedo, invece, grandi innesti di professionalità. Peraltro la relazione sullo scioglimento si sofferma sulla politica. Non ho contezza di permeabilità rispetto a condizionamenti criminali sulla tecnostruttura ma sono convinto che, a prescindere da queste mie valutazioni, se durante la gestione commissariale del Comune si fosse puntato decisamente su nuovi concorsi avremmo avuto una tecnostruttura profondamente rinnovata. L'organico oggi resta fortemente sottodimensionato. Un rinnovamento vero della macchina amministrativa sarebbe stato salutare per l’ente comunale.

Quanta spesa pubblica legata al Comune crede che sia intercettata dalle imprese grigie?

Non lo sappiamo perché non vi sono indagini penali su appalti e contratti. La normativa antimafia, com’è noto, prescinde dagli aspetti penalistici ed esercita una tutela preventiva che si realizzata anche soltanto sulla base di una semplice frequentazione. Io penso che certi condizionamenti ci siano stati su alcuni appalti ma non ci sono processi in corso al riguardo.

E rispetto alla composizione delle liste che idea si è fatto? Qualcuno ha detto che nelle liste mancano solo coloro che sono stati dichiarati incandidabili e quelli che hanno procedimenti giudiziari pendenti.

Io mi considero da sempre un garantista, finché non vedo le condanne non esprimo valutazioni. Siamo nella sfera dell'opportunità, un segnale alla città va dato col passo di lato.

Pensa che il centrodestra si sia davvero rigenerato? C’è chi rileva che il candidato sindaco Raffaele di Mauro è stato con Landella fino all’ultimo.

Non saprei dirlo, le liste non le abbiamo ancora lette. Le persone che sono in campo non hanno procedimenti pendenti. Rispetto a di Mauro penso che i cittadini siano un po' disturbati, so che molti cittadini sono più esigenti e vorrebbero qualche atto maggiore di buona volontà, non vorrebbero vedere persone riconducibili alla passata amministrazione cimentarsi in queste elezioni. Ma io non sono disturbato, sarebbe un circolo vizioso affermare che chi ha governato non si possa candidare. E’ una forzatura davvero molto forte. Io tendo a distinguere, c’è un tema politico che è la scelta di puntare su di noi anziché su chi amministrava con Landella. Per me è giusto che di Mauro si cimenti in questa campagna elettorale. Mi auguro che si faccia più attenzione rispetto alle liste e che ci sia un sincero rinnovamento. Detto questo, ci sono ragioni serie per puntare su di noi. La nostra forza civica e risiede su due elementi: il fallimento di chi ci ha amministrato e una grande tradizione civica esistente a Foggia. Il sistema dei partiti è fallito non solo perché il centrodestra ci ha portato allo scioglimento per mafia ma anche perché il centrosinistra non si è certo strappato le vesti. Insomma, considero giusto che tutti possano dire la propria e al contempo che ci sia un forte rinnovamento nel personale politico schierato in campo. Io, però, non me la sento di dare giudizi netti perché sentenze non se ne sono ancora viste.

Come si imprime una svolta rispetto al delicato ramo delle politiche sociali e abitative?

Ci sono diverse persone, schierate con me, che hanno una competenza tecnica molto elevata, come il professor Sollitto di Unifg. Nella prossima amministrazione comunale serve una squadra che abbia competenze tecniche elevate.

Attingerebbe da Unifg, da cui proviene, per la giunta?

Sono più propenso a ragionare su una giunta politica, ci sono 128 candidati con me. Se poi non ci fossero competenze tecniche specifiche mi avvarrei di esterni, a cominciare da professionalità del nostro Ateneo, da cui intendo attingere comunque a piene mani sia per quanto riguarda il Comune e i suoi consulenti sia per quanto riguarda le società partecipate e controllate. Ribadisco, però, che non tralascerò chi oggi è il mio fianco nelle liste. Ci sono nomi di spessore, come l'avvocato Michele Ruggiero e altri.

Perché ha scelto come slogan “Foggia città universitaria”? Crede di godere del sostegno di parte della comunità accademica?

Con me a Palazzo di città si creerà una simbiosi vera e piena tra Unifg e città, finora non è mai stata perfettamente compiuta. Sono certo di poter intercettare il supporto di quella stessa comunità accademica a cui appartengo. Tutto deve parlare di Unifg a Foggia: servono case dello studente, una sinergia vera rispetto al PNRR, la valorizzazione delle migliori competenze dell'Ateneo. E ho un’idea chiara per Palazzo Ateneo di via Gramsci: ne farei una casa dello studente, spostando tutti gli uffici e il Rettorato presso l’ex caserma Miale.

Che mondi sono rappresentati nelle sue quattro liste?

I miei candidati rappresentano in modo trasversale tutti gli strati sociali di Foggia e tutte le categorie professionali: ci sono operai, impiegati, terzo settore, professionisti, docenti, piccoli imprenditori e una quindicina di under 30 che sono neolaureati o ancora universitari, come Alessandra Fredella e Andrea D’Introno. Per il 99% sono alla prima candidatura, nessuno di loro ha mai rivestito incarichi amministrativi a Palazzo di Città. Questo rappresenta un grandissimo segnale di rinnovamento che diamo alla comunità di Foggia.

Il ballottaggio è praticamente scontato in una città come Foggia, dove c’è sempre stato bisogno del secondo turno a partire dagli anni Novanta. Chi aiuterebbe? Ci sono lusinghe nei suoi confronti da parte dei due schieramenti principali, quelli di Episcopo e di Mauro?

Noto atteggiamenti rispettosi e attenti per il lavoro che sto facendo. C’è il convincimento che farò un grande risultato.

Migliore di quello di Mainiero?

Sono convinto di poter fare meglio di Mainiero, non per demerito suo ma per merito mio. Il mio fair play politico mi viene riconosciuto. Se andrò a ballottaggio sarà un conto, ma se ciò non succederà valuteremo le persone e i programmi. Mantenere buoni rapporti con me è il miglior viatico per il mio sostegno al ballottaggio.

A chi vi sentite più vicini, come area politica?

Davanti ad una coalizione in grado di recepire il 50% del mio programma e che abbia persone agibili nelle sue liste – ovvero persone gradite, non chiacchierate - potrei dare il mio sostegno, qualunque sia lo schieramento che arrivi al ballottaggio. Ci siamo contraddistinti per terzietà e non ci faremo stritolare dal solito scontro tra destra e sinistra che ha tenuto Foggia intrappolata negli ultimi 20 anni. Se qualcuno pensa di prendermi per la giacchetta e portarmi nel campo super largo o in altra parte si sbaglia di grosso. Non c'è un'area prevalente nella mia squadra prima del 24 ottobre, non ci interessa la contrapposizione ideologica.

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