La logica e la ragione hanno prevalso sui mal di pancia del Sindaco e, nella tarda mattinata di venerdì, Gianni Rotice ha annunciato ufficialmente di aver ritirato le sue dimissioni. Come si ricorderà, le aveva rassegnate il 6 settembre scorso al termine della conferenza stampa durante la quale aveva raccontato le frizioni con il dimissionario assessore Libero Palumbo e perché aveva ritirato le deleghe all’assessore e vicesindaco Giuseppe Basta.
“Ho maturato questa decisione dopo lunghe giornate di riflessione e confronto, non solo con gli ambienti politici – la spiegazione fornita dal primo cittadino sipontino al riguardo del ritiro delle dimissioni -. Infatti, il sincero sostegno ed i numerosissimi attestati di stima ricevuti in questi giorni da parte delle Istituzioni e dei cittadini, mi hanno fatto giungere alla conclusione che, per senso di responsabilità e per tener fede all’impegno assunto nel novembre 2021 con l’elezione a Sindaco, questa Amministrazione comunale debba continuare a perseguire gli obiettivi programmatici di governo per dare a Manfredonia risposte e soluzioni ai tanti problemi con una fase di rilancio socio-economico e di concretizzazione di importanti progetti e finanziamenti”.
Il segreto di Pulcinella - dirà qualcuno - il fatto che abbia ritirato le dimissioni. In realtà, come raccontato su queste pagine nei giorni scorsi, il suo passo indietro non era del tutto scontato. Ragionando in prospettiva, il Sindaco ha dovuto prendere atto che davanti a sé non ha un percorso semplice. Urge una rimodulazione della squadra assessorile, per quanto più di un tentativo di abboccamento con professionisti locali abbia portato solo rifiuti.
L’azione amministrativa appare rallentata e farraginosa, inoltre i numeri in aula consiliare sono risicati.
Queste considerazioni lo avranno fatto riflettere a lungo, portandolo a valutare concretamente l’ipotesi di terminare l’esperienza amministrativa e prepararsi per una nuova candidatura. Ha neutralizzato Forza Italia, cioè l’unico partito che era presente nella sua coalizione, però ha perso la maggioranza schiacciante che gli faceva dormire sonni tranquilli.
I consiglieri di opposizione sono adesso in numero pari a quelli che sostengono il governo della città, perciò i provvedimenti passano in aula con un solo voto di margine grazie al fatto che vota anche il Sindaco: 13 contro 12. Non per nulla, ha cercato di tendere la mano verso le opposizioni che, però, gli hanno risposto ‘picche’ all’unisono. Nonostante ciò, “ritengo che ci siano tutte le condizioni per poter proseguire questo percorso – ha aggiunto Rotice - con rinnovati entusiasmo e determinazione nell’interesse del bene di Manfredonia e dei cittadini manfredoniani”.
Un primo segnale che il Sindaco avrebbe fatto retromarcia era arrivato a seguito dell’ennesimo botta e risposta con Maria Teresa Valente. La consigliera di CON Manfredonia l’aveva tacciato di immobilismo di fronte alla vendita all’asta della Masseria Garzia (andata ad un privato, come scritto ieri su queste colonne) e il primo cittadino, nella sua risposta, ha fatto riferimento a un incontro convocato per il 6 ottobre prossimo per costituire una cabina di regia con tutte le istituzioni per la fruibilità e la valorizzazione degli scavi di Siponto.
Ma la testa al toro l’ha tagliata la comunicazione della presidente del Consiglio Giovanna Titta, con la quale è stata convocata con urgenza la conferenza dei capigruppo a metà giornata di ieri. Il primo dei due accapi all’ordine del giorno, infatti, è stato quello inerente lo svolgimento dei lavori del prossimo Consiglio comunale. Va da sé che, nel frattempo, il Sindaco avrebbe ritirato le dimissioni. Come è stato negli stessi momenti durante i quali i capigruppo erano riuniti.
La massima assise cittadina è stata convocata per giovedì 28 settembre prossimo e, come da prassi, si inizierà con le comunicazioni del Sindaco. Sarà il momento e il luogo istituzionale più consono per ricapitolare ciò che è successo nelle ultime tre settimane e, magari, chiarire meglio se davvero pensa di guidare la città con metà aula a suo favore (contando l’indipendente Adriano Carbone) e metà che è costituita dalle opposizioni. Giovedì prossimo si discuterà, poi, di debiti fuori bilancio, del Documento Unico di Programmazione (DUP) e del bilancio consolidato per l’esercizio 2022.
In coda, ci sarà spazio per la mozione sull’emergenza abitativa in città che è stata presentata dal consigliere democratico Massimo Ciuffreda, insieme ai colleghi di opposizione. A proposito di mozioni delle opposizioni, il ritiro delle dimissioni di Gianni Rotice ha fatto partire un nuovo conto alla rovescia. È quello che segna le ore, più che i giorni, prima che venga presentata la mozione di sfiducia nei suoi confronti.
Come anticipato ieri da l’Attacco, c’è un accordo di massima tra Forza Italia e l’opposizione storica. Teoricamente potrebbero consegnare tutto anche stamattina, però pare che aspetteranno i primi giorni della settimana prossima. Poi resterà solo da affilare gli artigli, nell’attesa che la mozione sia discussa in aula.
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