Il pagellone dei 5 candidati sindaci: promossi e bocciati dopo il primo confronto pubblico sulla mafia

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Memoria e consapevolezza della storia della città; percezione della competenza; stile comunicativo; profilo politico: sono i 4 indicatori su cui l’Attacco ha dato i voti a i 5 candidati Sindaci (Nunzio Angiola; Antonio de Sabato; Raffaele di Mauro; Marida Episcopo e Giuseppe Mainiero) visti all’opera fino a questo momento in campagna elettorale.

Memoria&Consapevolezza

Mainiero mostra specifica conoscenza della storia politico-amministrativa degli ultimi 20 anni, causa del declino della città. Una storia che il civico brandisce per attaccare tanto (soprattutto) Episcopo, nonché di Mauro, ritenendo complici nella mala gestio le passate amministrazioni di centrosinistra e centrodestra. Nel primo confronto tra candidati Sindaci negli studi di una tv locale Mainiero ricorda a Episcopo il suo ruolo di assessora nella giunta Mongelli, menzionando le partecipate che “servivano a dare postazioni al ceto politico di centrosinistra e che portarono a indebitamenti oltre misura”. Poi lo scandalo Aipa (“che ci rubava 4 milioni all’anno e che fui l’unico a denunciare”), il flop Amica, i primi grandi cumuli di immondizia per strada di Amiu. Fino ai 7 anni di Landella e allo scioglimento per mafia. Il fondatore della civica Resto a Foggia rievoca gli arresti nel 2014 del consigliere Laccetti e del dirigente Biagini, entrambi condannati in via definitiva: “La corruzione non è iniziata con Landella”. Episcopo si difende con scarsi risultati, tradendo impreparazione sulle mappe cognitive a dibattito. “Mongelli serio e onesto – si limita replicare -. Si struggeva per il bene della città. Non rinnego nulla, intervenni per una fase tecnica di quell’amministrazione”. E poi: “Nessuno dei componenti di quella giunta è stato sfiorato da pregiudizi di polizia. Lei – rivolgendosi a Mainiero - nel 2019 ha sostenuto Cavaliere al ballottaggio, il candidato sindaco di centrosinistra che era con me in giunta nel Mongelli-ter”. Mainiero: “Lo rifarei se l’alternativa fosse sempre Franco Landella”. Angiola, invece, anche in quest’occasione, sorvola su simili questioni concentrandosi sul suo programma. Così come, al momento, non si ravvisano analisi tecniche circa gli errori del passato da parte di Mauro. Più critico (seppur meno dettagliato di Mainiero) l’altro civico, de Sabato. Che in campagna elettorale non perde occasione per rimarcare tanto le (presunte) corruttele dell’era Landella quanto i giochi di segreteria da “tutti dentro, anche gli impresentabili” attribuiti al centrosinistra in corsa e non ritenuti all’altezza di un vero rinnovamento per Foggia.      

Percezione competenze

Sottolinea spesso la sua conoscenza della macchina burocratica, legandola alla sua esperienza da provveditrice agli studi “spesso alle prese con organici assolutamente insufficienti”. E, in effetti, quanto alla tecnostruttura comunale e alla necessità di profondo rinnovamento Episcopo parla con cognizione di causa. Negli appuntamenti elettorali sviscera numeri sulla scopertura d’organico a Palazzo di Città (“con ben 404 posti vacanti”) e possibili risoluzioni (“la strada maestra atterrà ai concorsi pubblici”) anche per un maggior controllo dei vigili in città, o l’auspicabile eventualità di una rotazione dei dirigenti (“un obbligo di legge, laddove siano presenti figure fungibili al ruolo”). Ma quando le si chiede di dettagliare una visione per Foggia Episcopo risponde in modo vago, citando i “punti immateriali” del suo programma, come il mondo della formazione quale antidoto alla criminalità e la creazione di nuovi (seppur generici) istituti per l’ascolto dei cittadini; demandando sempre ad altra occasione il dettaglio concreto per la ripartenza. Tra i mantra di Mainiero, invece, quella “Stazione unica appaltante in capo alla Prefettura quale principale ariete per debellare l’infiltrazione mafiosa in Comune”; una rivoluzione gestionale per maggior efficienza e meno clientelismo nelle municipalizzate e al Comando di Polizia locale; “un contratto Amiu che va strappato”; la necessità di rivendicare con forza a Roma la dotazione di “un più ampio organico di polizia, con un gruppo di motociclisti in borghese – ha detto lunedì durante il confronto organizzato dall’associazione Panunzio - per arrestare la manovalanza delle rapine che rimpingua di denaro la mafia”; il contrasto al voto di scambio politico-mafioso a partire dall’analisi dei comitati e dei manifesti elettorali nelle aree urbane controllate dalla malavita.

“Serietà, competenza e pragmatismo” lo slogan di Angiola. Che annuncia misure urgenti su legalità, lavoro e cultura. Sognando “di portare una multinazionale a Foggia che dia mille posti di lavoro laddove i precedenti amministratori hanno fatto scappare la Leonardo che voleva ampliare Alenia, ma anche Amazon che preferì investire a Vasto Sud”. E sui rifiuti: “Pulizia straordinaria in tutte le borgate nei miei primi cento giorni, poi il porta a porta, le isole ecologiche e i cassonetti intelligenti per i grandi condomini. Riporterei la gestione a Foggia se venissero fuori illegalità dall’attuale corso (Amiu, ndr)”. Inoltre, per Angiola, “Stop ai dirigenti a vita”.

Stazione unica appaltante, conferenza permanente e protocolli di legalità: gli strumenti pensati da di Mauro per proteggere Palazzo di Città dal malaffare. Mentre le 7 idee capitali del programma di de Sabato per un netto cambio di passo attengono a: legalità e giustizia sociale; lavoro, commercio e sviluppo turistico; periferie sociali e rigenerazione urbana; strutture sportive e parchi; mobilità sostenibile e ambiente; coesione sociale, partecipazione e trasparenza amministrativa; capitale umano e sociale.

Stile comunicativo

“Se siete contenti del baratro in cui è sprofondata la città potete votare Episcopo, oppure il candidato di centrodestra, espressione di Landella”. E’ la metafora dello stile comunicativo, talvolta fin troppo aggressivo, di Mainiero. Un vero animale da lotta politica, che mai rinnega la sua storia di destra, puntando, però, sul malcontento verso le passate amministrazioni. Propone, in alternativa, il suo “progetto di salute pubblica”. A dargli manforte nella veemenza dei toni c’è il rutilante Antonio Tutolo (nuovo sodale di Mainiero). Molto meno ficcante la comunicazione di Episcopo, che ha scelto un atteggiamento scevro da contrapposizioni strillate, adagiandosi un po’ troppo sul sentore di vittoria e puntando tutto “sulla mia onestà, rigore morale, competenza istituzionale”. La sua è una campana di vetro che rischia di frantumarsi sotto i colpi degli avversari. Come quelli di de Sabato, che due giorni fa l’ha attaccata (insieme a Mainiero e a di Mauro), paonazzo dalla foga, sul ‘tutti dentro’ praticato dal campo largo in queste comunali. “Cara Marida – l’affondo a Episcopo - tu non sai nemmeno da chi siano composte le tue liste. Quale argine intendete porre al malaffare? Non ne avete l’antidoto”, ha tuonato il passionario della sinistra con particolare riferimento al caso Cassitti. Sempre serafico Angiola, che sposa la linea del garbo istituzionale (un po’ come Episcopo) riuscendo sempre a tenersi fuori dai battibecchi. Il suo orizzonte è attendista: “Se non dovessi riuscire ad arrivare al ballottaggio, sono pronto a spostare il mio sostegno su chi recepirà almeno il 50% del mio programma”, ha dichiarato a l’Attacco il docente universitario espressione di una coalizione civica.

Partito parecchio in sordina, ora sembra crescere, invece, il candidato del centrodestra. A l’Altrocinema Cicolella di Mauro non ha mancato, neppure lui, l’affondo (a tema impresentabili) contro Episcopo, rivendicando la rinnovata etica del centrodestra per la composizione delle liste.    

Profilo politico

Può vantare una sistematica opposizione a Landella in questi anni. Un ruolo che la città riconosce a Mainiero, in rotta di collisione con l’ex Sindaco (oggi a processo) già durante i primi mesi della consiliatura al via nel 2014. Fondatore in Capitanata di FdI (da cui fuoriuscì) per molti è lui il vero rottamatore. Di gran lunga più evanescente Episcopo: lo schema giallo-rosso di ispirazione nazionale l’ha scelta, ma lei è una burocrate di cui è difficile appurare la visione politica. Al contrario di de Sabato (già consigliere comunale last-minute): mira a una “rivoluzione” con i Polis Lab; l’obiettivo è replicare a Foggia il modello napoletano De Magistris (suo main sponsor). Angiola poi (tarantino d’origine ed ex parlamentare dal cambio casacca facile) ha fiuto: in campo già da 5 mesi prova a intercettare il consenso forte del suo passato istituzionale e della cattedra di Economia aziendale in Unifg. Non ha mai ricoperto incarichi a Palazzo di Città (lo ritiene un punto a suo favore) ma la città potrebbe far fatica ad inquadrare la sua figura. Infine di Mauro, in prima battuta un po’ irretito dai fantasmi del passato (quando fu capogruppo di FI in consiglio comunale, sostenendo sempre convintamente Landella). La sua arma per professare una reale discontinuità è nell’accurata supervisione, giura, delle sue liste; nonché nel giovanilismo quarantenne (proprio come lui) dei tanti professionisti e interpreti dell’associazionismo che corrono in coalizione.

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