A 25 giorni dalle elezioni comunali di Foggia cominciano a circolare i primi sondaggi sulle intenzioni di voto. Stando a un sondaggio circolato nelle scorse ore, in netto vantaggio sarebbe la candidata sindaca del campo largo progressista Marida Episcopo col 57,40%, distanziatissimo Raffaele di Mauro al 28,20%, seguito dai civici Giuseppe Mainiero col 6,40%, Nunzio Angiola col 4,90% e Antonio de Sabato col 3,10%.
Chi l’ha commissionato è al momento un mistero: sia dal campo largo che dal centrodestra fanno sapere a l’Attacco di non c’entrare nulla. Il secondo interrogativo è se si tratti di uno scenario credibile. Nel M5S, in quota al quale corre la professoressa finora a capo dell’Ufficio scolastico territoriale, si ritiene possibile la vittoria già al primo turno, come mai accaduto nella storia di Foggia dopo l’introduzione dell’elezione diretta del primo cittadino.
“Ad oggi pensiamo si riesca a raggiungere il 55%”, dicono fonti contiane a l’Attacco. Si pensa che Pd e M5S possano valere il 27%, che la civica di Episcopo possa raggiungere il 3%, che le forti civiche CON e Tempi nuovi (ovvero le liste messe in piedi, rispettivamente, da Rosario Cusmai e Sergio Clemente) insieme siano in grado di arrivare al 12%. Insomma, un 42% cui aggiungere le altre cinque liste, alcune delle quali stimate a più del 2%.
Ma c’è da fare i conti anche col voto disgiunto, che penalizzerà Episcopo e di Mauro, favorendo al contrario Mainiero e (secondo alcuni) Angiola. Nel campo largo però non mostrano preoccupazione, convinti che l’eventuale minor voto alla candidata sindaca rispetto alle sue liste non potrà incidere in modo rilevante. Al contrario, i sostenitori di Mainiero sono certi che possa trainarlo.
La coalizione di Mauro vale davvero la metà del campo largo? La sensazione è che ci sia una discrasia nella maniera in cui si percepisce l’esito probabile delle urne: a Roma il centrodestra sovrastima il traino nazionale delle politiche e ritiene fattibile la sfida di Foggia, arrivando a sognare un 35% che renderebbe aperta la partita del secondo turno; nel capoluogo daunio, invece, appare la consapevolezza della battaglia impari tra le cinque liste di di Mauro e le dieci di Episcopo. “Il risultato è scontato come quando vinse Ciliberti”, commenta a l’Attacco una fonte di centrodestra.
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