Mainiero attacca: “Società partecipate Comune condizionano voto libero, Cardellicchio e Valiante intervengano”

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Sabato mattina, il candidato Sindaco Giuseppe Mainiero ha indetto una interessante conferenza stampa presso il proprio comitato elettorale di corso Cairoli sul tema del rapporto tra la libertà di voto alle elezioni comunali del 22 e 23 ottobre prossimi e quella che a suo dire è la frenetica attività che è in corso in queste settimane in alcune aziende partecipate del Comune di Foggia, tra cui Ataf ed AM Service, e in alcuni enti pubblici che operano in ambiti particolarmente delicati come quello dell’emergenza abitativa. “Circa una settimana fa feci una comunicazione pubblica dicendo di tenere fuori la macchina amministrativa delle società partecipate dalla campagna elettorale”, ha spiegato Mainiero ai microfoni de l’Attacco. “Ovviamente, questo appello è caduto nel vuoto. Basti guardare le liste, in cui addirittura il Partito Democratico candida una persona che dirige due aree della AM Service, e parliamo della Rizzi, che qualora venisse eletta dovrebbe dire ai propri elettori che o continua il suo lavoro o fa il consigliere comunale”. 

“Però, la norma pone due elementi differenti, a seconda che si tratti di ineleggibilità o incompatibilità. In questo caso, a mio avviso, si tratta di incompatibilità. Questo serve ad evitare che un dirigente o un funzionario possa esercitare una qualsiasi forma di influenza per poter orientare il voto. Ecco, questo rischio andava tolto anche attraverso l’adozione di un regolamento da parte di Cardellicchio che impedisse di fatto questa pratica. Cosa che invece è avvenuta e che è assolutamente disdicevole, perchè in questo momento, in una città che viene da uno scioglimento per mafia dell’amministrazione comunale, il tema della legalità non deve essere solo qualcosa che riguarda sempre gli altri. A Foggia esiste infatti anche una mafia dei colletti bianchi, ovvero quelle incrostazioni e quei sistemi di potere che in questa città hanno orientato e orientano il consenso attraverso il cosiddetto voto controllato o clientelare. Stessa cosa dicasi in Ataf”, ha proseguito Mainiero. 

“In Ataf, l’amministratore nominato dalla commissione straordinaria, in piena campagna elettorale, sta autorizzando i trasferimenti sulla base di un regio decreto che è assolutamente inattuabile per una società partecipata pubblica. In pratica, viene assunto il figlio del quasi pensionato Ataf, il figlio del quasi pensionato Ataf va a lavorare in Ferrovie del Gargano, che dovrebbe essere una società privata, e che guarda caso è interessata ad un lavoratore vicinissimo alla pensione, mentre Ataf è interessata ad assumere il figlio giovanissimo. Capite che in questo modo si elude la norma per le società partecipate pubbliche, come prevede il suo testo unico, che il solo modo per essere assunti in queste ultime è il concorso? Questa è una violazione di norma. Cardellicchio si vuole svegliare dal suo lungo letargo? E se Cardellicchio non si sveglia da questo lungo letargo, il prefetto Valiante ha il dovere di dargli la sveglia, perchè è lui che lo ha nominato”. 

“In questo momento, questo sta accadendo nelle nostre società partecipate. Poi, lasciamo perdere gli enti pubblici regionali, ovviamente impegnati sempre a sostegno della Episcopo. Basti guardare alle candidature nell’Acquedotto, nell’Arca, oppure quelle degli ispettori sanitari, che non sono in aspettativa ed esercitano il loro lavoro molto delicato di vigilanza sulle attività commerciali. Ispettore sanitario non era solo Landella. Ispettore sanitario è anche Dell’Aquila, è anche Di Paola”. 

“Questo è un tema di gusto se vogliamo, perchè qui la norma non prevede nulla. Però, come facciamo noi a pensare che non sia opportuno da parte della Episcopo di chiedere ai suoi candidati di mettersi in aspettativa o chiedere di essere spostati in un altro luogo, onde evitare potenziali ripercussioni sul voto? Io dico che Dell’Aquila e Di Paola sono le persone più brave del mondo, ma in questo momento loro sono degli ispettori sanitari, che in campagna elettorale non possono esercitare questo ruolo”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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