Il Comune di Foggia andava sciolto per mafia? C’è stata una sottovalutazione del fenomeno mafioso in Capitanata, come già denunciato dal procuratore nazionale antimafia Melillo? E’ sufficiente la struttura giudiziaria di Foggia per sostenere una mole di carichi giudiziari che si attesta al quarto posto in Italia dopo il bacino giurisdizionale di Palermo? Basta la pubblica amministrazione per riportare la città e i suoi corpi intermedi sui binari della legalità? Sono 4 delle 5 domande poste ai candidati Sindaci (Giuseppe Mainiero, Nunzio Angiola, Antonio de Sabato, Raffaele di Mauro e Maria Aida Episcopo) nel confronto tenutosi mercoledì sera nella sala San Francesco della Parrocchia di Gesù e Maria, nell’alveo del dibattito, organizzato da Aiga Foggia - Associazione italiana giovani avvocati (con l’introduzione della neo presidente Simona Lafaenza) e nonché moderato con grande autorevolezza dal giornalista Micky De Finis, sul tema "Giustizia e legalità".
E allora in primis tutti d’accordo sulla necessità di scioglimento del consiglio comunale del capoluogo dauno, tranne Mainiero. “Potevano risparmiarcelo – ha affermato il civico di Resto a Foggia -, anche perché questi due anni e mezzo di commissariamento non hanno inciso su un solo elemento alla base dello scioglimento: non è avvenuta alcuna azione di bonifica della città e della tecnostruttura comunale. In termini di sciatteria amministrativa – ha concluso sul punto - La sciancata gestione della commissione straordinaria ha superato quella del centrodestra e del centrosinistra, il cui sistema ventennale di incrostazioni è raccontato nella relazione di scioglimento”.
E sulla sottovalutazione del fenomeno mafioso? Per il candidato Sindaco del centrodestra: “Non c’è stata, anzi la mafia foggiana, negli anni, è stata combattuta dagli organi inquirenti con diversi processi che ne hanno attestato la chiara esistenza. Il fenomeno è stato studiato a tal punto da ravvisarne una evoluzione, che trova conferma nei 6 provvedimenti di scioglimento di consigli comunali in Capitanata, l’ultimo dei quali, recentissimo, ad Orta Nova”.
Di parere simile il civico Angiola che ha ricordato anche l’attenzione mantenuta alta sul tema dalle associazioni dell’antimafia sociale, specie dopo gli omicidi Panunzio e Marcone. “Abbiamo assistito ad un’azione di contrasto – ha evidenziato – non solo dal punto di vista giudiziario ma anche da parte della società civile”.
Tutt’altra la visione di de Sabato: “Il fenomeno mafioso è stato ampiamente sottovalutato. Il nostro territorio è stato abbandonato per anni. E a me viene un dubbio: ‘Era pericoloso per lo Stato riconoscere infiltrazioni di carattere mafioso? Avrebbe dovuto mettere sotto accusa anche un sistema che lo riguardava in prima persona?”.
E se per la candidata Sindaca del centrosinistra “la mafia locale da molti non è ancora abbastanza stimata per quanto effettivamente sofisticata sia”; per Mainiero “la sottovalutazione sta nel fatto che storicamente i prefetti mandati a governare il nostro territorio erano sempre figure assolutamente di fascia inferiore rispetto alla pericolosità del fenomeno. Dunque fa bene Melillo ad alzare l’attenzione”.
Sul versante della geografia giudiziaria, poi, tutti concordi sulla bocciatura della riforma del 2012 e sulla necessità di riaprire alcuni dei “vecchi” presidi giudiziari, a partire dal Tribunale di Lucera, che prima garantivano in Capitanata una più efficace risposta di giustizia ai cittadini.
Ma per nessuno dei candidati Sindaci può bastare la pubblica amministrazione per riportare la città sui binari della legalità. Per de Sabato, infatti, “la legalità è un mezzo per raggiungere la giustizia sociale, e per farlo è impensabile delegare esclusivamente allo Stato questa battaglia, perché la sola azione repressiva è del tutto insufficiente: occorrono invece politiche sociali energiche in netta controtendenza con quelle occorse a Foggia, dove i Servizi sociali negli ultimi 7 anni sono stati demoliti, riducendosi a favori e dinamiche illegali. Il welfare mafioso qui da noi ha preso il sopravvento perché vi è stata assenza totale delle istituzioni preposte al contrasto del disagio”.
Per Mainiero: “La cronaca della Foggia degli ultimi 20 anni ci ha raccontato che esiste un sistema di interessi che non annovera solo la politica nei fenomeni di corruzione: molto attiene anche alla mafia dei colletti bianchi, di cui qui nessuno parla. Foggia ha un sistema criminale legato alla mafia dei colletti bianchi che è molto sottovalutato perché vive in osmosi con il tessuto sociale. Ma davvero pensiamo che il problema fosse solo Landella?”.
E se per Episcopo “bisogna incidere sui modelli culturali dominanti di tipo deviante: i nostri studenti devono sapere fin da piccolissimi chi sia l’eroe e chi l’antieroe, senza confonderli. Dobbiamo ricostruire una città dei diritti e dei doveri”; di Mauro, successivamente, individua strumenti utili all’affermazione della legalità in “festival e momenti di aggregazione a tema nonché nell’esempio della politica, a partire dai codici di selezione delle candidature in lista”.
Infine Angiola, secondo cui “la pubblica amministrazione di certo non basta, ma può fare davvero tanto con il suo ruolo pervasivo sul territorio. Sul tema, il Comune può e deve darsi delle regole. La Stazione appaltante, per esempio, deve restare a Palazzo di Città, ma noi saremo sentinelle dell’anticorruzione. L’amministrazione, inoltre, ha molto potere pure sull’emergenza abitativa, versante su cui fornire risposte legali per sviluppare equità sociale a partire dai più poveri. Sull’occupazione, infine – ha chiosato -, l’amministrazione può sviluppare un’enormità di azioni”.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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