Ci siamo. Chiusa, almeno in parte, questa frettolosa e probabilmente malriuscita campagna elettorale che pone fine ad oltre due anni e mezzo di commissariamento. Il Comune di Foggia, infatti, venne sciolto nel 2021 per infiltrazioni mafiose, un fatto grave che sospese di fatto la democrazia in città. Questo pomeriggio, alle ore 15 verranno chiusi i seggi e subito dopo si procederà con lo spoglio dei voti. Non prima di questa sera si riuscirà a sapere se il capoluogo dauno potrà godere di nuovo di un proprio sindaco e di una sua amministrazione comunale oppure no. L’ombra del ballottaggio è più che una mera fantasia. Nel caso non si dovesse raggiungere la maggioranza si tornerà alle urne domenica 5 e lunedì 6 novembre. Intanto nei comitati cittadini, di prima mattina, tra le forze in campo ci si interroga su come sia andata la campagna elettorale e se, col senno di poi, non si sarebbe dovuto fare qualcosa in più, spingendo maggiormente l’acceleratore su una città dormiente. Un altro degli interrogativi che maggiormente preoccupa gli addetti ai lavori è l’affluenza alle urne. Dati alla mano il crescente astensionismo fa temere un dato inferiore anche rispetto al quasi 67% dei votanti del primo turno nell’ormai lontano 2019. Spostando più indietro le lancette dell’orologio, infatti, se si guarda cioè cosa è accaduto in quindici anni, tra il 2004 e il 2019, emerge un fatto drammatico: alle comunali di Foggia si sono persi, rullo di tamburi, circa 20mila votanti.
A maggio 2019 dei 122.783 foggiani aventi diritto al voto si recarono alle urne, al primo turno delle comunali, 81.944 persone (66,74%). Al ballottaggio tra Landella e Cavaliere furono anche meno: 57.146 votanti (46,54%). Alle comunali 2014 la base era più ampia, 125.006 elettori, di cui 88.054 votanti al primo turno (70,44%) e 56.950 (45,56%) al ballottaggio tra Landella e Marasco. Andando a ritroso, nel 2009 nella sfida tra Mongelli e Santaniello gli aventi diritto erano 126.395 e al primo turno votarono in 95.088 (75,23%) e al secondo 65.416 persone (51,76%). Il calo è stato costante: nel 2004, quando la contesa era tra Ciliberti e Natale, dei 128.416 elettori se ne presentarono ai seggi 101.448 al primo turno (79%) e 76.119 al ballottaggio (59,28%).
Il trend decrescente è nazionale e lo si è visto anche alle elezioni politiche. Ma stavolta vari fattori connessi alla campagna elettorale di Foggia fanno temere ancora di più. La sfiducia crescente e un forte senso di distacco della gente alla politica potrebbe ampliare quel divario tra cittadini e istituzioni, aumentando quella forbice tra il mondo esterno e Palazzo di Città.
Domenica mattina, tanto per restare in tema, entro le ore 12 aveva votato circa il 14,34% degli aventi diritto: dati alla mano 17.169 elettori su 119.751. E se la matematica non è un opinione, meno 6 punti in percentuale rispetto alla tornata del 2019. Non è andata meglio di sera. Alle ore 19 i dati ufficiali del Comune di Foggia hanno fatto registrare un trend tutt’altro che confortante delineando ciò che il quotidiano l’Attacco aveva pronosticato giorni addietro.
Su 147 sezioni in totale, e 119.751 aventi diritto al voto, nella prima fascia serale hanno votato appena 43.315 persone, circa il 36,17%, non raggiungendo nemmeno il 40%, men che meno la metà degli elettori foggiani. Un segnale forte di una città che ha davvero preso le distanze dalla politica che non è riuscita, probabilmente, ad attirare l’attenzione dei cittadini con i propri programmi e a recuperare fiducia. Insomma, almeno ieri, l’astensionismo è stato il vero protagonista di questa campagna elettorale.
“Speriamo che si possa raggiungere fin da subito la maggioranza così da evitare giochetti di potere e apparentamenti vari dell’ultimo minuto – vociferavano ieri alcuni cittadini usciti dai seggi a Foggia – in questa maniera sapremo con esattezza chi andrà al governo e come”.
La candidata del campo largo progressista avrebbe – secondo prime stime - qualche punto di vantaggio rispetto ai competitor, così come sostenuto anche dagli elettori secondo cui però, la vittoria al primo turno sarebbe un’impresa ardua se non impossibile. L’ultima parola verrà detta oggi: lunedì 23 ottobre scriverà - nero su bianco – un’altra importante pagina di storia politica foggiana, ballottaggio o meno.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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