Avverrà all’inizio della prossima settimana l’atteso passaggio di consegne tra i commissari straordinari del Comune di Foggia e la neo sindaca Marida Episcopo. Ma sul tavolo della nuova amministrazione comunale ci sono già vari dossier che premono, tra cui quello relativo all’housing sociale. Ad aprile 2023 l’Attacco diede notizia della sentenza del TAR Puglia che ha condannato Palazzo di città a concludere l’iter del programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa, vecchio ormai di ben 14 anni essendo iniziato nel lontano 2009.
Centinaia di alloggi popolari non sono stati mai realizzati nel capoluogo, che soffre di una gravissima e atavica emergenza abitativa. E un’inerzia illegittima del Comune, per questo motivo condannato dai giudici amministrativi di primo grado. Il caso è quello per il quale nel 2022 fu proposto ricorso al TAR Puglia contro Palazzo di città da La Mia Casa srl, in persona del legale rappresentante pro tempore, Maria Incoronata Del Grosso, Emilio La Manna, Rosa Anna Vincenza La Manna, Michele La Manna, Gianfranco Ferrara, Marinella Carmela Ferrara, Rosa Anna Ferrara, Emilio Ferrara, Maria Anna Marrese, Rosa La Manna, Concetta La Manna, Maria Russo, Patrizia Antonella Russo, Rita Russo, Ripalta Montenero, Sabino La Manna, Emilio La Manna, Raffaele Russolillo e Emilio Russolillo.
Col ricorso si chiedeva dichiarazione di illegittimità del silenzio tenuto dal Comune rispetto alla istanza presentata dai ricorrenti il 2 giugno 2022, volta al completamento della procedura amministrativa afferente al programma di housing sociale. Si chiedeva al TAR anche di accertare l’obbligo di provvedere in relazione all’istanza, mediante l’adozione di un provvedimento espresso sull'istanza. I ricorrenti parteciparono alla selezione pubblica indetta dal Comune di Foggia, per la realizzazione di un programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa, avviso all’esito del quale si collocarono in graduatoria in posizione utile. Nel 2013 la conferenza di servizi Regione Puglia – Comune di Foggia, in forma decisoria, definì con esito positivo il programma di housing sociale oggetto dell’avviso pubblico, al fine di acquisire al patrimonio comunale 372 alloggi sociali costruiti e ceduti gratuitamente a favore del Comune, oltre ad altre aree libere cedute gratuitamente a favore del medesimo ente locale sulle quali si sarebbe potuto costruire ulteriori 342 alloggi sociali mediante finanziamenti pubblici derivanti da bandi statali e regionali.
L’avviso pubblico fu voluto dal consiglio comunale nel 2008 (sindaco Orazio Ciliberti) proprio per fronteggiare l’emergenza abitativa e due anni dopo, nel 2010, l’assise autorizzò il sindaco di allora (Gianni Mongelli) alla sottoscrizione degli accordi di programma con la Regione Puglia per l’attuazione del Programma di iniziativa pubblica. Nel 2015 il consiglio comunale – guidato dal sindaco Franco Landella – confermò la dichiarazione di interesse pubblico. La legge regionale sancisce: “I PUE (Piani urbanistici esecutivi, ndr) possono essere redatti e proposti: a) dal Comune; b) dai proprietari che rappresentino, in base alla superficie catastale, almeno il 51% degli immobili compresi entro il perimetro dell’area interessata. Il loro concorso è sufficiente a costituire il consorzio ai fini della presentazione al Comune della proposta di piano esecutivo e del relativo schema di convenzione”. Nel 2009 il Comune il procedimento di variante urbanistica per le aree oggetto degli interventi previsti. Poi l’inerzia da parte dell’amministrazione comunale, che in giudizio ha sempre negato la sussistenza dell'obbligo di concludere il relativo procedimento, appellandosi ai propri poteri ampiamente discrezionali in materia di pianificazione urbanistica generale e sostenendo che i ricorrenti erano “titolari di un interesse di mero fatto e di una mera e generica aspettativa del tutto uguale a quella che fa capo a ogni proprietario di aree che aspiri ad un’utilizzazione più proficua del proprio immobile”.
Ma il giudice amministrativo ha dato torto all’ente, ordinando al Comune di Foggia di deliberare entro 60 giorni e nominando commissario ad acta il prefetto di Foggia. Nulla è cambiato, però, da aprile ad oggi, tant’è che è intervenuta una ordinanza da parte del TAR, pubblicata nei giorni scorsi, dopo la camera di consiglio dell’11 ottobre. Il giudice ha concesso al commissario ad acta nominato dal prefetto Maurizio Valiante, Luigi Di Natale, una proroga di 60 giorni decorrenti dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza per ottemperare alla sentenza in questione. Di Natale si era insediato il 23 giugno e aveva ricevuto dal Comune la documentazione necessaria solo il 24 luglio, mentre i 60 giorni assegnati per eseguire la delega a lui assegnata sarebbero scaduti l’11 agosto.
Per tale motivo il commissario ad acta aveva chiesto una proroga di 90 giorni in considerazione della mancanza di personale presso l’Area Urbanistica del Comune e del fatto che le elezioni amministrative si sarebbero tenute il 22 e 23 ottobre.
Dunque, dopo l’indizione dei comizi elettorali in Comune sarebbe stato possibile ai commissari straordinari adottare solo atti urgenti e improrogabili, quelli di ordinaria amministrazione. Peraltro, per il 2 novembre prossimo è già fissata presso il Consiglio di Stato la camera di consiglio sull’appello contro la sentenza TAR. Ecco perché c’è stata ora l’ordinanza di proroga per altri 60 giorni.
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