Giunta e presidenza consiglio, pressing dei Pontone, Palmieri &Co. Il manuale Cusmai sul peso degli assessorati

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E’ previsto per lunedì l’insediamento a Palazzo di città della neosindaca Marida Episcopo. Nella stessa giornata dovrebbe svolgersi la prima riunione del campo largo progressista dopo la vittoria al primo turno. Dal momento dell’insediamento ci sono 30 giorni di tempo per convocare il consiglio comunale che, nella prima seduta, dovrà eleggere il proprio presidente. 

Una postazione estremamente appetita, rispetto alla quale la prima scelta sarà quella tra il nome interno alla coalizione di maggioranza o l’eletto di opposizione. In realtà, però, già da tempo circola con insistenza l’indiscrezione per la quale la presidenza potrebbe andare alla piddina Lia Azzarone, cui Episcopo preferirebbe altri dem nella propria giunta. 

L’intenzione della prima cittadina, in questo del tutto supportata dal M5S che la indicò come candidata sindaca, è nominare un esecutivo formato da professionalità spiccate, persone competenti che diano la massima fiducia sia all’amministrazione che ai cittadini. 

Qualcuno aveva suggerito ad Episcopo di rompere con le solite logiche partitiche e varare una giunta di soli esterni, ma tale ipotesi si scontra con le pressioni di partiti e civiche, a cominciare dai primi non eletti di ciascuna lista. “Tutto dipende da quale immagine Episcopo intende dare al proprio governo”, osservano efficacemente alcune fonti interne. 

Ad oggi l’orientamento pare questo rispetto ai nove assessorati: al primo partito, il Pd, spetterebbero – oltre alla presidenza del consiglio che non fa scattare alcun seggio – due assessori; altri due per il M5S, che esprime la sindaca e che ha distanziato di poco i dem nel dato finale di voti e preferenze;

un assessore per ciascuna delle due forti civiche del campo largo, vale a dire l’emilianista CON di Rosario Cusmai e Tempi Nuovi, di cui è stato artefice principale il consigliere regionale Sergio Clemente. Le ultime tre postazioni in giunta verrebbero lasciate alla libera scelta di Episcopo rispetto ad esterni. 

Stando ai beninformati, il Pd intende far valere i propri due assessori per far tornare in consiglio i non eletti ex assessori Annarita Palmieri e Italo Pontone, arrivati dopo i sei neo consiglieri comunali. Opposta la visione del M5S, che vuole dare prova alla città di credere innanzitutto sulla meritocrazia e sulla competenza: sempre a detta dei beninformati, i contiani di Mario Furore sono pronti a indicare ad Episcopo due esterni per i propri assessorati in giunta. 

Rispetto a CON nelle scorse settimane era circolata l’indiscrezione per la quale Cusmai in persona avrebbe potuto rappresentare il vicesindaco, ma oggi alcuni addetti ai lavori scuotono la testa, sostenendo che l’ingresso in giunta striderebbe e, anzi, renderebbe inopportuno l’incarico di consigliere politico del presidente della Regione Michele Emiliano (peraltro molto più redditizio).

Resterebbe allora da capire chi Cusmai potrebbe indicare dei suoi eletti (Achille Capozzi, Pasquale Ciruolo, Giulio De Santis e Antonio Pio Mancini). Il primo di CON rimasto fuori dall’aula è Mimmo Di Molfetta, a capo del CONI. I beninformati interni spiegano come Cusmai si stia spendendo molto nella costruzione della giunta, con un proprio metodo che va oltre il manuale Cencelli: per ogni assessorato ha ben in mente il valore e lo fa pesare nelle discussioni con le altre forze del campo largo. 

Quanto a Tempi Nuovi sono entrati l’ex comandante della Polizia municipale Paolo Frattulino (che sostenne Landella negli scorsi anni), il socialista Mino Di Chiara e l’ex landelliano Antonello Di Paola, mentre scalpita per entrare Carmela Russo, figlia dell’ex assessore Pasquale. Dietro di lei si è classificato l’ex consigliere regionale Pino Lonigro. 

C’è un forte pressing anche da parte di Nicola Russo, che da anni ha stretto un patto di ferro col proprio sodale Pasquale Cataneo: nel caso quest’ultimo diventasse assessore ritornerebbe tra i banchi di Palazzo di città pure il primo. C’è poi il capitolo dei tre esterni.  Assodato, a quanto pare, il nome dello stimato professore Unifg Massimo Russo per il bilancio, una scelta che verrebbe salutata con grande favore anche dalla tecnostruttura comunale. 

Gli altri due settori che paiono destinati a tecnici sono i lavori pubblici e l’urbanistica. Nel campo largo c’è chi propende per Maria Rosaria De Santis, ex presidente dell’Ordine degli ingegneri che non ha brillato come candidata Pd ma che viene considerata un valore aggiunto. 

Di certo c’è che vanno fatti i conti anche con le anime interne al Pd: sono piemontesiani di stretta osservanza Lia Azzarone, Davide Emanuele e Pasquale Dell’Aquila; non lo sono, invece, Francesco de Vito e i due ventenni neo eletti Alice Amatore e Mario Cagiano, i quali però proprio per la giovanissima età non sono dentro ai ragionamenti inerenti l’esecutivo.

Fonti del campo largo raccontano, al riguardo, della competizione interna nella raccolta dei consensi, specie tra il figlio d’arte de Vito ed Emanuele, col primo che ha trovato campo libero nel proprio lavoro (con l’altro vigile del fuoco ed ex campione di preferenze Leo Iaccarino fuori dai giochi) e che non avrebbe raggiunto un risultato ancor più rotondo per via dell’intervento di Raffaele Piemontese in favore del segretario cittadino.   

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testatina dillo al direttore WEB

 

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