Raf Piemontese pretende ora tre assessori, la Sindaca idem ma si ribella il campo largo. Ira delle civiche

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Dovrebbe svolgersi giovedì la riunione decisiva della neosindaca di Foggia Marida Episcopo con le forze del campo largo progressista ma stando ai rumors la situazione relativa alla composizione della giunta è ancora in altissimo mare. Sono diversi, infatti, i punti che dividono la coalizione e che rendono la quadratura del cerchio un’impresa assai complicata per l’ex dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. La scorsa settimana si era concluso il giro di consultazioni coi referenti delle dieci liste che hanno permesso la vittoria di Episcopo al primo turno, con gli incontri più importanti – con Pd, M5S e civici emilianisti di CON – svoltisi sabato. Il primo elemento di forte attrito nell’ampio schieramento è rappresentato dall’intenzione di Episcopo di tenere per sé ben tre assessorati, in questa sostenuta dal coordinatore provinciale M5S Mario Furore, che l’ha scelta come candidata sindaca. “Stiamo parlando di riservare a sé assessorati, non deleghe di cui occuparsi direttamente”, sottolineano a l’Attacco fonti interne alla coalizione. “Una pretesa del genere non passerà mai, la lista di Episcopo (Nessuno escluso, ndr) è arrivata ultima tra le dieci del campo largo. Non era mai avvenuto che la civica del sindaco non entrasse in aula consiliare. Ha ottenuto meno voti delle civiche che furono presentati dai predecessori, ovvero Augusto Marasco nel 2014 e Pippo Cavaliere nel 2019.

Peraltro, non esiste nella storia di Foggia un sindaco che si sia preso tre assessorati. Al massimo Episcopo può averne uno solo. Il campo largo si basa su un’ampia partecipazione, come può escludere tutti dall’esecutivo ad eccezione delle quattro liste principali?”, è il riferimento a dem, contiani, CON e ai civici di Tempi Nuovi, collegati al consigliere regionale di Azione Sergio Clemente. 

Parole e ragionamenti che fanno capire chiaramente quanto nervosismo ci sia nello schieramento che appena due settimane prima ha festeggiato il risultato delle urne. I tanti mal di pancia e bracci di ferro interni sono testimoniati anche da altro, però. 

Non sono affatto digeriti nel campo largo, a cominciare dal Pd, nemmeno i continui rumors relativi al mentore di Episcopo, l’ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese Peppino D’Urso, e a Cavaliere. I due hanno smentito di essere interessati ma i beninformati garantiscono rispetto al contrario e li definiscono “alla finestra”. Il legame di amicizia e fiducia con la prima cittadina è indubbio, ma - oltre a cozzare con la linea del rinnovamento e della discontinuità dando, invece, l’idea di un ritorno al passato e alla giunta Mongelli in particolare (di cui Episcopo, come Cavaliere, fu assessora) – appaiono nomine inopportune anche alla luce dei legami di D’Urso coi gestori di Parcocittà e a vari appalti comunali per l’ingegnere. 

Ipotesi che non sono affatto gradite al vicepresidente della Regione e dominus Pd Raffaele Piemontese, che già si ritrova tra i cinque consiglieri eletti due che sono piena espressione di D’Urso, ovvero i ventenni Alice Amatore e Mario Cagiano. 

Ma, soprattutto, al di là dei gruppi interni ai dem pesa in questo momento la necessità di Piemontese di far entrare in aula i non eletti Annarita Palmieri e Italo Pontone, suoi grandi elettori. Può riuscirvi solo facendo scattare altri due seggi. Ecco perché, se finora il Pd ha rivendicato per sé la presidenza del consiglio e due assessorati, adesso ha cambiato richiesta e chiede ben tre assessorati in qualità di primo partito del campo largo. 

Episcopo avrebbe preferito, stando alle fonti interne, avere Lia Azzarone alla presidenza del consiglio, fuori dalla giunta, mentre avrebbe sempre mostrato pieno gradimento per l’ingresso del trentenne segretario cittadino Pd Davide Emanuele nell’esecutivo. Ma quest’ultimo, primo per preferenze a Foggia e unico ad aver superato quota mille, non si fiderebbe dell’alea connessa alla giunta tanto da palesare la propria disponibilità per la guida della massima assise cittadina. Peccato che con la presidenza del consiglio a Piemontese verrebbe meno un assessorato, dunque un seggio da far scattare. 

Ecco perché c’è chi ipotizza che questa situazione di impasse possa spingere il vice di Emiliano ad aprire all’area D’Urso e cedere un assessorato magari ad Amatore, con gli altri due a fedelissimi di Piemontese. 

Con nove caselle a disposizione e tre pretese dal Pd, con altre tre rivendicate da Episcopo, c’è parecchia agitazione in tutto lo schieramento, a partire dai civici di Cusmai e Clemente, che la sindaca pensava di tacitare con un assessorato per ciascuno. “Ma sommando i voti incassati da CON e Tempi Nuovi si superano quelli conquistati dal Pd, è chiaro che sono adirati…”, commentano alcuni beninformati. “Due assessorati all’area CON-Tempi Nuovi è troppo poco, significherebbe che Episcopo sta reiterando la politica dei due forni soddisfacendo solo Pd e M5S. Se non si riesce a dargliene quattro, quantomeno ne servono tre”. 

Stando a quanto trapela alla formazione di Cusmai sarebbe stata offerta da Episcopo la presidenza del consiglio, ma il coordinatore provinciale di CON (e consigliere politico di Emiliano) preferirebbe inserire in giunta persone strettamente legate a sé.

Chi vive la condizione di miglior controllo del proprio partito, in questo momento, è Furore, ritenuto la persona dal rapporto più complice e cordiale con Episcopo, laddove altri hanno già avuto scontri e divergenze di posizioni. Il M5S, infatti, non starebbe aprendo becco sulla pretesa piemontesiana dei tre assessorati, interessato solo alle proprie due caselle. Le indiscrezioni sono in favore di due donne esterne, l’insegnante Mariana Innantuoni per la pubblica istruzione e la non eletta veterinaria ASL Simona Mendolicchio nientemeno che per la cultura). 

Sono ritenute, invece, in caduta libera le opzioni tecniche legate a due eccellenti professionisti quali il docente Unifg Massimo Russo e il penalista Michele Vaira: il primo, che pareva destinato all’assessorato al bilancio, è oggi preso di mira da chi, per danneggiarlo, lo definisce “uno che ha giocato su vari tavoli, tra Pd e M5S”; mentre il secondo non risulta funzionale a Piemontese, da cui la narrazione che sia “divisivo” e che “potrebbe danneggiare il Pd” per la sua autonomia rispetto agli interessi baresi (come per Amiu Puglia spa). 

Un altro elemento che rende nebuloso il quadro attuale riguarda il perimetro delle deleghe assessorili, definito “non ben chiaro né in linea col riparto organizzativo della tecnostruttura comunale”. 

Sta pesando, come anticipato su queste colonne, anche l’influenza che su Episcopo sta dimostrando di riuscire a esercitare la segretaria generale del Comune, la campana Maria Giuseppina D’Ambrosio, che non vuole più lasciare Foggia dopo i propositi di far ritorno nella regione natìa. 

Ma, soprattutto, sta emergendo in queste settimane il carattere di Episcopo. “Sono tutt’altro che paciocciona e accomodante”, disse da candidata sindaca a l’Attacco in campagna elettorale. Diceva la verità: oltre a un piglio decisionista Episcopo sta rivelando grande sicurezza nelle proprie capacità, tanto da che oggi qualcuno la descrive come “supponente” e sorda ai consigli, rivelando come spesso risponda in maniera dialettale. 

“Quello che si sta verificando con tutta evidenza è che non c’è la corsa degli eletti ad entrare in giunta. Non si fidano di ciò che può succedere in seguito, ricordano ancora tutti perfettamente le defenestrazioni di Verile e De Rosa ad opera di Landella. Insomma, il decisionismo di Episcopo diventa un fattore di instabilità in aula…”, sottolineano alcuni addetti ai lavori. 

Non è passata la linea, suggerita da alcuni, di un esecutivo tutto tecnico almeno in prima istanza, né quella di evitare di trattare anche rispetto alla presidenza del consiglio che è una figura di garanzia. C’è chi, nel campo largo, pensava che fosse preferibile concederla a Nunzio Angiola, per garantire in tal modo allo schieramento di passare da 21 a 23 eletti (la maggioranza, la sindaca, il suo sfidante civico più forte e la consigliera entrata con l’ex parlamentare). 

Potrebbe cadere nel vuoto anche il consiglio di attribuire un assessorato a tre delle liste minori, le quali potrebbero accordarsi in favore di Pasquale Cataneo facendo scattare il seggio per il primo dei non eletti di Italia del Meridione, Nicola Russo. Né decolla il metodo del sindaco di Bari Antonio Decaro, che una volta insediato seppe dotarsi di due ottime professionalità per il ruolo di segretario generale e per quello di direttore generale (o city manager, che dir si voglia). 

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet