Quando mancano pochi mesi alle elezioni comunali di giugno 2024 è tempo di bilanci per il sanseverese Nazario Tricarico, fondatore del movimento civico Città Civile, già candidato sindaco nella precedente tornata elettorale, con 4.429 voti. Ora è tempo di tirare le somme, anche perché sono cambiate alcune cose. “Quando fondai Città Civile, dieci anni fa, con alcuni amici, la mia prospettiva era quella di contrastare, sabotare, il sistema politico locale e di promuovere, al contempo, un vero e proprio esperimento sociale”, spiega a l’Attacco.
“Volevo ridurre ai minimi termini il consiglio comunale, animato spesso - fatte le dovute eccezioni - da casi umani e da monaci in preghiera. Il tutto per dare la palla del potere ai cittadini. Azzerare i guardiani di confine, politici e non solo, e trasformare questa città di isole in una città famiglia. Volevo promuovere azioni di sana follia, stravolgere tutte le logiche di ragionamento comune, trasformare San Severo in un caso nazionale. Aiutare gli ultimi. Tutti obiettivi non dichiarati per evidenti motivazioni di strategia ma di cui il gruppo di partenza è stato sempre al corrente”, continua Tricarico.
“La verità è che volevo, da un lato, stroncare le gambe al sistema e, dall’altro, cambiare quella mentalità complice, latitante, chiusa, egoista che caratterizza buona parte dei cittadini. Nel corso del tempo ho cercato di dimostrare con l’esempio questa prospettiva, infrangendo tutte le regole del buon politico, cancellando dal mio vocabolario la parola convenienza: nel 2019 rifiutai qualsiasi alleanza, compresa quella con forze politiche che mi avrebbero garantito la vittoria al 100%. Con un semplice “sì” avrei guadagno altre tre liste insofferenti rispetto alla candidata del centrodestra Marianna Bocola, chiudendo praticamente la partita. Presentai i nomi della mia eventuale giunta prima del voto, primo caso nella storia di questa città, con trattative che mi procurarono una marea di problemi interni. Mi dimisi dal consiglio comunale, sempre primo caso nella storia di questa città, nonostante il mio pieno diritto di sedere tra quei banchi in quanto eletto, ripeto eletto e non subentrato, con quasi il 20% dei voti alle spalle, ben 1800 di preferenza rispetto a quelli delle liste. In altri termini, agire in autotutela non è mai stato il mio forte, perché dentro di me ho sempre la speranza che l’esempio possa bastare. Purtroppo non è stato così”.
La criticità, il limite, del progetto, presto detto nel mea culpa.
“Città Civile ha avuto il limite di essere di essere incentrata sulla visione di ciò che per me è la politica: quasi un’espressione eroica e non opportunistica. In questi anni ho dovuto lottare contro questo malcostume interno al movimento, per fortuna di pochi, che m’ha deluso molto oltre ad avermi creato grattacapi e stress inutile. Situazione che m’ha fatto perdere la passione e la voglia di quell’impegno politico a tutto tondo. Poi ci sono state le invidie, le gelosie e quel mettere il bastone tra le ruote, tipico di chi è incapace. Ciò è successo proprio tra le persone che mi stavano vicine. Mi sono ritrovato ad aver contratto debiti morali, a mia insaputa, con gente infastidita dal mio grado d’indipendenza individuale. Ma, contro ogni prova di smentita, tutte le mie scelte sono state sempre poste all’attenzione del gruppo. Ho scelto da solo quando i tempi ristretti lo imponevano”.
Uno sguardo al futuro, alle elezioni del 2024. “Il progetto politico di Città Civile è ad una svolta e oggi l’unica persona che possa dare tangibili cambi di passo sia Rosa Caposiena”, dice riferendosi all’alleata consigliera comunale, con cui da tempo sta lavorando per le amministrative prossime.
“Poi vedremo che farà il centrodestra, formato in parte da partiti e dai civici. Un centrodestra, al momento, che non è in grado di fronteggiare il sindaco uscente Francesco Miglio e il centrosinistra. Situazione suffragata anche dai comportamenti autoreferenziali di quattro consiglieri che provano a fare opposizione all’attuale maggioranza e che bivaccano. Ma provano a contrastare la candidatura di Rosa Caposiena”, sottolinea Tricarico.
“Stiamo assistendo ad uno spettacolo di dilettantismo politico. Ci sono pochi elementi, quindi, che mi possono far dire quale sia l’alternativa a Miglio e mi sento un po' come Corrado nella ‘Corrida, dilettanti allo sbaraglio’”.
Cosa faranno, quindi, Città Civile e Nazario Tricarico? “Continueranno a condizionare il quadro politico per il bene di San Severo, affinché le persone prendano coscienza di com’è stata ridotta. Guardo al cambiamento che potrà arrivare innescando processi partecipativi, di filantropia, di carattere sociale ed economico. È il popolo che ha il destino nelle proprie mani e quel potere non deve farlo esaurire nelle urne ma in attività di aggregazione, in assemblea permanente, che controlla l’attività dei propri rappresentanti eletti. La vera democrazia e la partecipazione attiva sono una prospettiva a cui guardo: tempo, sacrifici e filantropia, per fare le cose un po' diverse. E non è utopia”, conclude il quarantenne sanseverese.
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