Cerignola, niente sfiducia a Ditommaso. Bagarre sul DUP: opposizioni per il rinvio, no della maggioranza

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Sì al rinvio della mozione di sfiducia nei confronti della Presidente del Consiglio comunale Sabina Ditommaso, no al rinvio della discussione sul Documento Unico di Programmazione (DUP) con conseguente abbandono dell’aula da parte delle opposizioni: questi sono stati gli esiti della seduta del Consiglio Comunale di Cerignola tenutasi ieri, giovedì 30 novembre. Le due questioni all’Ordine del giorno, sebbene molto diverse, sono risultate essere strettamente collegate in relazione ai lavori che l’Assise avrebbero dovuto tenere. Infatti, i due punti erano originariamente presenti nell’Odg se non che si è poi deciso di tenere un Consiglio monotematico sulla mozione di sfiducia. Martedì 28 novembre il programma è nuovamente cambiato, con l’integrazione del DUP nella discussione. Sono stati proprio il DUP e il suo inserimento nell’Odg i veri motivi di scontro tra maggioranza ed opposizioni, con queste ultime che ne hanno lamentato il tardivo reinserimento e la conseguente mancanza di tempo per esaminarlo e contribuire alla discussione in merito.

Procedendo con ordine cronologico, la seduta si è aperta con la richiesta da parte della maggioranza (firmataria del documento relativo) del rinvio della mozione di sfiducia verso Ditommaso, richiesta avanzata dal Consigliere Pd Vincenzo Merra. La richiesta di rinvio è giunta tutt’altro che inattesa, visto che già il giorno prima i rumors in proposito erano piuttosto insistenti. La vicenda, a cui l’Attacco ha dato ampio spazio, parte da un documento datato 26 giugno e sottoscritto dai 14 consiglieri di maggioranza (Partito democratico, Con, M5S, Senso Civico, Lista Bonito) ma protocollato soltanto martedì 21 novembre. Col documento, i consiglieri chiedono la rimozione di Sabina Ditommaso dalla carica di Presidente del Consiglio comunale perché (si legge testualmente) “ha ripetutamente rinunciato al suo ruolo di imparzialità al di sopra delle parti e degli schieramenti politici”, passando poi ad elencare tutti i motivi della richiesta. Richiesta ritenuta “infondata giuridicamente” dalla Ditommaso, come lei stessa ha avuto modo di dichiarare a l’Attacco.

In aula, i mettiani e gli sgarriani si sono astenuti sulla richiesta di rinvio della mozione di sfiducia, mentre FdI ha espresso la propria contrarietà. Compatta invece la maggioranza, che ha votato favorevolmente. Interpellato da l’Attacco, il Consigliere comunale di FdI Nicola Netti ha spiegato che “la questione riguarda la salvaguardia del ruolo istituzionale della Presidenza del Consiglio comunale. Siamo contrari alla mozione per i suoi contenuti perché i presupposti sono inconsistenti e nascondono esigenze di carattere politico. Assistiamo nei fatti ad una guerra interna alla maggioranza quando la città ha ben altri e ben più urgenti problemi”.

Marcello Moccia di Noi ha argomentato a l’Attacco che “la situazione è ridicola, qui è in gioco il ruolo istituzionale della Presidente del Consiglio Ditommaso. Una mozione di sfiducia presentata in questo modo, senza coinvolgere minimamente le opposizioni, è una roba da pivelli. Ciò che sta emergendo è che la maggioranza sta soltanto rimodellando il proprio schieramento. Il documento di sfiducia prende anche le difese delle opposizioni? Nessuno ha chiesto alla maggioranza di prendere le nostre difese. Le opposizioni sanno difendersi benissimo da sole”.

La discussione si è accesa però sul DUP, immesso nel programma dei lavori solo il 28 novembre. Le opposizioni hanno tutte chiesto il rinvio del dibattito sul punto dato che, è stato detto in tutti gli interventi dei membri delle minoranze, “i tempi ristretti con cui è stato comunicato l’inserimento del DUP nell’Odg della seduta” ha impedito lo studio del documento e gli eventuali contributi che esse avrebbero potuto portare al miglioramento dello stesso. Tommaso Sgarro, Rino Pezzano, Nicola Netti ed Antonio Giannatempo hanno insistito con la richiesta, formulata formalmente da Giannatempo.

Richiesta respinta in blocco dai 13 Consiglieri di maggioranza presenti (Rocco Dalessandro assente) che ha accusato le opposizioni di voler mettere i bastoni tra le ruote all’azione amministrativa. Il rifiuto ha provocato l’immediato abbandono dell’aula da parte di tutti i membri dell’opposizione, con Tommaso Sgarro che ha parlato di “mancanza di rispetto nei confronti delle minoranze”. Al che non è mancata una sgradevole coda polemica, con il Sindaco Francesco Bonito che ha dato del “ciuccio” a Sgarro, con le conseguenti ed ovvie rimostranze altrettanto forti dei Consiglieri di minoranza. Una chiusura di seduta di cui francamente non si sentiva il bisogno.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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