Sulla possibilità di replicare il vincente campo largo foggiano anche in altri territori di Capitanata in cui si voterà a giugno 2024 il maggiorente pentastellato locale, Mario Furore, ha ieri mandato un chiaro avvertimento agli alleati foggiani: “Sto prudenzialmente aspettando che le cose a Foggia vadano bene per intavolare un discorso e un percorso sugli altri territori. Se ciò non accade è inutile tentare di replicare lo stesso modello altrove. C’è un po’ di freddezza al momento, tanto più che a San Severo, Manfredonia e San Giovanni Rotondo i nostri gruppi territoriali non vogliono allearsi con il Pd. Da parte mia ci sarà un impegno nel cercare di capire se sia possibile replicare il campo largo, ma vorrei prima che a Foggia quel modello funzionasse nel rapporto con gli alleati. Se invece la situazione comincia a zoppicare nella città capoluogo non farò passi in avanti in tal senso nei territori”. E’, dunque, un messaggio preciso quello che il M5S di Capitanata manda ai potenziali alleati dauni: se nella città capoluogo le cose nel campo largo non dovessero funzionare bene è a serio rischio la sperimentazione dello stesso schieramento anche nei territori attesi dalle elezioni comunali di giugno 2024. Ciò che avviene a Foggia rischia di avere serie ripercussioni su tutto il territorio provinciale: in caso di problemi con agli alleati nel capoluogo, il campo largo può saltare per le prossime elezioni comunali di Manfredonia, San Severo e San Giovanni Rotondo, ma anche in vista delle elezioni provinciali di gennaio per il rinnovo del consiglio di Palazzo Dogana. Peraltro sia a Manfredonia che a San Giovanni il M5S sente di avere la forza per esprimere il candidato Sindaco: nel primo caso la sensazione diffusa è che il Pd, dopo lo scioglimento per mafia dell’amministrazione Riccardi, non abbia ancora ricostruito il rapporto di fiducia con la comunità; nel secondo caso si tratta invece della città del leader ed ex premier Giuseppe Conte.
l’Attacco ha sondato lo stato dell’arte circa le possibili alleanze progressiste sui territori citati dallo stesso Furore, il quale, a partire dalla prossima settimana, insieme alle varie delegazioni locali di pentastellati, si appresta ad aprire tavoli di confronto con gli altri partiti territoriali con il chiaro mandato da parte degli attivisti di affermare nella concertazione elettorale il ruolo di leadership e la visione del 5 Stelle.
Nel frattempo l’Attacco ha ascoltato sul tema la voce di esponenti pentastellati sipontini e sanseveresi. Come l’ex consigliere comunale Gianluca Totaro, che ha riferito dei lavori in corso a Manfredonia.
“Siamo ancora in fase di discussione in assemblea plenaria permanente – ha spiegato Totaro -. Ad oggi, quindi, è prematuro indicare cosa farà il Movimento 5 Stelle a Manfredonia in vista delle comunali. Per noi è un momento di riflessione politica: in assemblea si analizzano i vari scenari e necessitiamo di tempo per valutarli. Prenderemo in considerazione anche ciò che accade in altri territori, dato da inserire tra le variabili di valutazione della nostra base nel momento in cui prenderemo una decisione in merito. In politica funziona così. Naturalmente ogni territorio è autonomo e farà le proprie scelte anche in funzione del contesto politico di riferimento”, ha chiosato Totaro.
Restando su Manfredonia, rispetto all’ipotesi del campo largo, come l’Attacco ha anticipato nelle scorse settimane nel Pd risiederebbero attualmente due posizioni. Una attiene all’ala dem più consapevole di dover tuttora ricostruire una rapporto di fiducia con l’elettorato, e che dunque sarebbe più disposta ad aprire al ruolo di leadership del M5S in un’eventuale alleanza; l’altra anima, maggioritaria, fa invece capo all’ex parlamentare Bordo e al consigliere regionale Campo e aspirerebbe a un ruolo da protagonista ritenendo di poter essere nelle condizioni di esprimere il candidato Sindaco. Ciò rende i pentastellati manfredoniani molto cauti, guardinghi e non troppo ottimisti rispetto all’ipotesi di campo largo, perché con quella parte di Pd sipontino ci sarebbero pochi spazi di manovra e d’intesa.
L’alleanza elettorale tra Partito democratico e contiani potrebbe essere a rischio, come anticipato, anche a San Severo. Lo si evince, tra l’altro, dalle dichiarazioni rilasciate a l’Attacco da Gianfranco Di Sabato, ex candidato Sindaco e consigliere comunale pentastellato a Palazzo Celestini.
“Il problema non è il campo largo, definizione un po’ astratta a cui preferiamo quella del leader Conte, ovvero il ‘campo giusto’ dentro cui vogliamo essere – esordisce Di Sabato -. Nei prossimi giorni incontreremo Furore per tracciare insieme le modalità con cui correre alle prossime elezioni a San Severo. Da parte mia posso dire che il gruppo dei pentastellati locali ha analizzato una situazione sanseverese differente rispetto a quella di scena a Foggia, perché qui abbiamo una maggioranza di centrosinistra ormai logora, che continua a perdere consenso, e con cui risulta difficile avviare una prospettiva, lì dove ancora non si conosce il perimetro politico di un’eventuale alleanza, cosa invece importante almeno in questa fase, e quale sia il programma da attuare. Purtroppo, a San Severo, tra le forze alleate, si parla quasi esclusivamente di chi debba essere il candidato Sindaco, ma i programmi restano al margine. Tanto che siamo stati gli unici a chiedere sin da subito un incontro sull’effettiva possibilità di un’alleanza da fondare su un programma ben definito. E dunque – prosegue il consigliere contiano - al momento non siamo alleati con nessuno in particolare, stiamo invece ragionando al nostro interno su quali siano per noi gli obiettivi prioritari da salvaguardare”.
“Posso altrettanto affermare senza tema di smentita che le proposte avanzate in questi 5 anni di amministrazione Miglio dal gruppo 5 Stelle in consiglio comunale, come ad esempio l’istituzione del registro dei tumori, il piano per la rimozione delle barriere architettoniche, il bando pubblico per le comunità energetiche rinnovabili, e molte altre, nonostante siano state approvate all’unanimità sono rimaste però inattuate. Perché il Sindaco è quasi sempre preso dai patemi della maggioranza e dai relativi numeri molto spesso ballerini. Riteniamo, dunque, che, in tal senso, non possa esserci continuità. Le alleanze con le civiche le faremo, questo è certo – conclude Di Sabato -. Il problema, per noi, al momento, resta il Pd con annessa maggioranza a Palazzo Celestini”.
l’Attacco avrebbe sondato la situazione anche su San Giovanni, ma la consigliera comunale M5S, peraltro vicepresidente della Provincia, Nunzia Palladino è stata contattata senza risposta.
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