Mainiero insiste: “La Sindaca doveva dimettersi da dirigente Usr, antepone gli interessi propri”

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“La professoressa Episcopo, per non incorrere nella causa di decadenza da Sindaca, entro il 5 novembre scorso doveva cessare dalle funzioni di provveditrice agli studi. Non lo ha fatto ed è decaduta dalla carica di prima cittadina. Ciò non è oggetto di opinioni”. E’ il nocciolo della conferenza stampa tenuta ieri mattina dal consigliere comunale d’opposizione Giuseppe Mainiero, il quale, subito dopo aver presentato anche sul tavolo del prefetto Valiante il ricorso al Tribunale civile di Foggia (effettuato dall’avvocato Gianfranco Corsini), si è presentato presso il proprio comitato di corso Cairoli per dettagliare l’azione legale intrapresa rispetto alla posizione di Marida Episcopo. “Questo ricorso – ha spiegato Mainiero - non è un capriccio elettorale, ma riguarda la legittimità degli atti compiuti dal Sindaco di una città capoluogo che dovrà gestire, tra le altre cose, le ingenti risorse del Pnrr. Il nostro ricorso riguarda la nullità che grava sugli atti di un soggetto che è di fatto decaduto, ovviamente qualora il giudice ordinario avvalori ciò che dice non Mainiero ma il combinato normativo disposto dal decreto legislativo n.39 del 2013 e dal Testo unico degli enti locali. Il nostro ricorso, dal punto di vista giuridico, è ineccepibile. Non dimettendosi dal suo incarico a tempo quale dirigente presso l’Ufficio scolastico regionale Episcopo sta mandando la città a schiantarsi a 300 km orari contro un muro. Un dato politico drammatico da parte di un Sindaco che ha messo al primo posto il proprio interesse personale rispetto alla collettività, per la quale, invece, Episcopo dovrebbe lavorare con dedizione, percependo 9mila euro al mese di indennità da prima cittadina, motivo per cui poteva rinunciare a poche centinaia di euro in più di contributi pensionistici per l’incarico da dirigente nell’Usr Puglia”. 

“Era così difficile per la Sindaca – ha proseguito Mainiero - rinunciare ad una piccola quota contributiva attinente al suo maggior incarico regionale, per il quale ha chiesto un’aspettativa senz’assegni illegittima, rispetto a quello di ex preside presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito. E’ questa tutta la misura etica e morale di un simile campo largo progressista, che mette a carico dei cittadini una maggior contribuzione mantenendo, sempre nel caso di Episcopo, l’incarico di dirigente di seconda fascia presso l’Usr Puglia a mo’ di paravento (in caso le cose si mettessero male per il  mandato a Palazzo di Città, parrebbe questa l’allusione di Mainiero, ndr)? Qui, oggi, c’è una città - ha continuato - che ha messo l’amministrazione nelle mani di una persona che evidentemente non sa neppure lei dove si trova e che ha voglia di mantenere una nomina, cosa che ha messo a repentaglio la vita amministrativa e l’elezione stessa di un consiglio comunale. Un fatto di cui la comunità non può essere di certo felice”.

E’ l’ulteriore riflessione critica posta dal consigliere comunale, che parla, poi, di “mania fagocitativa in termini contributivi e di doppia morale di un dirigente pubblico (sempre Episcopo, ndr) che pone sulle tasche del cittadino la posizione che le potesse consentire di ricevere la miglior pensione possibile”.

Per quanto il leader di Resto a Foggia – nonché sfidante di Episcopo in qualità di candidato Sindaco alle recenti elezioni comunali - ha raccontato sui “gravissimi motivi” che riguarderebbero la decadenza: “La Sindaca, nonostante sia stata proclamata il 27 ottobre, solo il 5 novembre, da quanto si evince dalla documentazione, ha provveduto a trasmettere agli uffici competenti la sua richiesta di aspettativa non retribuita dall’incarico a termine da provveditore, richiesta di aspettativa tra l’altro illegittima. Secondo la normativa in materia avrebbe invece dovuto mettersi in aspettativa dall’incarico di dirigente scolastico, ovvero di preside. Ciò non è avvenuto. Episcopo – ribadisce Mainiero - doveva cessare dalle sue funzioni in un termine tassativo e perentorio entro e non oltre il 5 novembre, perché nei dieci giorni concessi dal Tuel per eliminare le cause di incompatibilità va conteggiato il decreto di nomina da Sindaca, che risale alle ore 17.42 del 27 ottobre scorso. Entro il 5 novembre avrebbe dunque dovuto dimettersi dalle funzioni di provveditora, che non vuol dire inviare una pec al Ministero per chiedere l’aspettativa non retribuita”. 

“Lo dico anche a qualche giovane consigliere che si avventura nel parlare di diritto civile e di Tuel (il riferimento all’eletto M5S Francesco Strippoli, ndr) e che in questi giorni – ha evidenziato Mainiero - ha scritto che un’eventuale situazione di incompatibilità di Episcopo si può comunque sanare entro 10 giorni dall’insediamento del consiglio comunale. Va detto, al contrario, che una simile ipotesi riguarda esclusivamente situazioni di incompatibilità per gli eletti in consiglio, nel momento in cui la prima seduta dell’assise consiliare sancisce elementi di ineleggibilità o incompatibilità per i quali i consiglieri eventualmente coinvolti avrebbero i 10 giorni successivi per sanare le loro situazioni. Un’ipotesi che dunque non riguarda il Sindaco perché tale figura è proclamata dal presidente della commissione elettorale, in questo caso Loretta Plantone”. 

Ne ha avute per tutti Mainiero, anche per la segretaria generale Maria Giuseppina D’Ambrosio: “Il primo consiglio che diedi ad Episcopo, agli atti sul mio profilo Fb, fu quello di nominare un segretario generale comunale adeguato, qualcuno che almeno parlasse di Tuel, al fine di non farla incorrere in un problema di decadenza, dal momento che la situazione attuale restituisce la cifra delle competenze e delle capacità amministrative di Episcopo, deprecabile anche sotto il profilo di opportunità quanto alla scelta di non rassegnare le dimissioni da provveditrice”.

Così - in attesa della decisione del giudice ordinario, che, come ha spiegato l’avvocato Corsini, dovrebbe arrivare entro 20 giorni dal deposito del ricorso e dalla sua notifica, ma la questione potrebbe trascinarsi sino al terzo grado di giudizio – Mainiero ha fatto appello, per un intervento risolutivo istantaneo, “ai poteri di moral suasion del prefetto, perché, in caso di una sentenza definitiva che stabilisca la decadenza di Episcopo ma che potrebbe arrivare anche tra un anno, si creerebbero gravi pregiudizi sulla legittimità degli atti che l’amministrazione ha prodotto nel frattempo”. 

Infine Mainiero ha ringraziato la Flp Scuola Foggia che negli scorsi giorni ha prodotto una nota a tema che gli ha fatto “accendere la lampadina” per approfondire la presunta situazione di incompatibilità annoverata dalla Sindaca.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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