Elezioni provinciali il 21 gennaio, M5S freddo su campo largo. Nobiletti al lavoro con Cusmai per una civica

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A Foggia è ancora attesa per la giunta comunale, ma nel frattempo i partiti e i movimenti civici si stanno già preparando al prossimo appuntamento elettorale. E’ quello del 21 gennaio 2024, data in cui gli amministratori comunali saranno chiamati a rinnovare il consiglio provinciale di Palazzo Dogana. Le elezioni non sono state ancora convocate ma stando a quanto trapela il giorno sarà quello. E si tratterà, ancora una volta, di voto ponderato di secondo livello, ovvero spettante solo a sindaci ed eletti comunali sulla base del numero di abitanti rappresentato nella rispettiva comunità. E’ infatti saltata la controriforma per far tornare le Province enti di primo livello, col voto spettante ai cittadini. Troppo oneroso - pare un miliardo di euro - il costo dell’operazione, che si è arenata in Commissione affari costituzionali del Senato. E’ stata archiviata durante la sessione di bilancio e potrebbe rispuntare, a questo punto, solo dopo le elezioni europee di giugno 2024 (che coincideranno con le amministrative in diversi comuni di Capitanata. Si continua, dunque, col sistema messo in piedi dalla riforma Delrio, che attribuisce veri poteri, di fatto, al solo presidente, che a Foggia è da gennaio 2023 il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, civico ma legatissimo al Pd di Piemontese ed eletto anche grazie agli emilianisti di CON e ai 5Stelle di Mario Furore. Stando ai rumors, Nobiletti medita di presentare una propria lista civica, che starebbe realizzando insieme a Rosario Cusmai, coordinatore provinciale di CON e consigliere politico di Michele Emiliano per i rapporti con gli enti locali. 

Ad oggi la maggioranza di Nobiletti è priva dei dem, che alle scorse elezioni per il rinnovo del consiglio sbagliarono clamorosamente la presentazione della propria lista e finirono fuori dall’assise. Stavolta c’è da scommettere che si farà maggiore attenzione ad evitare un errore tanto macroscopico. Il campo largo progressista vide proprio alle provinciali di gennaio scorso la prima sperimentazione in Capitanata, seguita poi dalle comunali di Foggia a ottobre scorso. 

Ma sulla replica di quel modello è piombato un bel punto interrogativo dopo le dichiarazioni rese su queste colonne pochi giorni fa da Furore, europarlamentare e coordinatore provinciale dei contiani: “Se a Foggia le cose non funzionano bene nel rapporto con gli alleati il campo largo è a rischio anche per le altre comunali e per le provinciali”. 

Un chiarissimo riferimento alle tensioni rispetto alla composizione della giunta Episcopo: dopo settimane in cui sono state le altre forze del fronte giallorosso ad alzare polveroni si era arrivati ad uno schema, che il M5S ha ora fatto saltare. Prevedeva, com’è noto, 3 assessori per il Pd, 2 per il M5S, 2 per CON, 2 per Tempi Nuovi e uno espresso direttamente dalla sindaca Marida Episcopo. Inaccettabile per i contiani, a fronte di 4 postazioni in realtà assegnate al Pd (due assessori interni, il dem barese Galasso quale assessore fintamente tecnico, la presidenza del consiglio). Da qui la richiesta, da parte dei 5S, di avere tre assessori oppure i due già assegnati più la presidenza dell’assise. La presa di posizione di Furore ha mandato tutti in tilt in maggioranza e i suoi effetti si stanno riverberando anche rispetto alle elezioni provinciali. In compenso, ha ricompattato sotto questo aspetto Furore e il gruppo consiliare. 

“C’è molto nervosismo negli alleati”, confessano a l’Attacco alcune fonti M5S. “Nessuno si è fatto sentire, da Piemontese in giù. Ma il messaggio è arrivato in maniera chiara. Al momento il campo largo non c’è per le provinciali. Siamo pronti a fare opposizione a Palazzo Dogana, se la situazione andasse male”. 

Quel che appare al momento certo è che il M5S questa volta presenterà una propria lista, avendo i numeri per farlo: ci sono i cinque eletti di Foggia (col voto ponderato più alto), una consigliera a San Giovanni Rotondo, uno a San Severo, uno a Cerignola, a cui vanno aggiunti quegli amministratori comunali legati a Giuseppe Conte (come sindaco e maggioranza di Volturara Appula, paese nativo dell’ex presidente del Consiglio). 

Nel M5S si è certi di riuscire ad eleggere un consigliere. Non si ricandiderà l’uscente Nunzia Palladino, che intende vuole tenersi libera per le comunali di San Giovanni Rotondo (magari in vista di un incarico assessorile nella giunta che uscirà dopo le urne di giugno). 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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