Mercoledì scorso, con la proclamazione degli eletti, è partito finalmente il conto alla rovescia per la convocazione della prima seduta consiliare dell’era Episcopo. che è stato convocato per il 14 dicembre prossimo. In quella sede, a quasi due mesi di distanza dalla vittoria del 23 ottobre, si conoscerà anche la composizione dell’esecutivo. “Da mo che è pronta la giunta”, è la frase che la sindaca ha usato pochi giorni fa al galà dello sport (organizzato dalla fondazione La Capitanata per lo sport guidata da Sario Masi), davanti ad una stupita platea composta anche da star come Fabio Cannavaro e Gigi Di Biagio. Poi, rivolta a Rosario Cusmai: “Rosario, diglielo a tutti che non è vero che noi ci stiamo scannando. Tra di noi non ci scanniamo”. Il Pd di Raffaele Piemontese schiererà in giunta due dei cinque eletti, in maniera tale da far approdare in aula i non eletti Annarita Palmieri e Italo Pontone, sponsor elettorali del vicepresidente della Regione. Le caselle sono certe a detta dei dem: il trentenne segretario cittadino ed avvocato Davide Emanuele si occuperà del bilancio, in tandem col dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare; mentre sulle spalle della 26enne Alice Amatore finiranno le politiche culturali della città capoluogo.
Emanuele piace sia alla sindaca che a Piemontese, con cui è totalmente allineato, tanto da aver preso in mano negli scorsi anni sia le redini del partito cittadino che il posto di Lia Azzarone come commissario straordinario dell’ASP de Piccolellis di Foggia (lasciato a settembre scorso, nel momento della candidatura alle comunali). Amatore, laurea triennale in Consulente del lavoro, invece fa parte della nidiata dell’ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese Peppino D’Urso, con cui ha collaborato a Parcocittà. Stesso mentore, D’Urso, per il 23enne neo consigliere comunale Mario Caggiano.
La valorizzazione delle nuove leve e delle poche donne elette (appena cinque sul totale di 32 consiglieri) è cosa buona e giusta ma la responsabilità che graverà su Amatore è enorme, visto che le politiche culturali sono uno dei fattori da cui passano lo sviluppo e la centralità di Foggia nel panorama provinciale, regionale e nazionale.
Finora le prime mosse di Episcopo su tale fronte non sono apparse incoraggianti agli addetti ai lavori. Dapprima c’è stata la scelta di affidare la cultura al dirigente capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli, che era il responsabile finanziario del Comune di Sant’Agata di Puglia. Poi è emersa la sensazione di un pericoloso dilettantismo, che espone l’ente al rischio di errori e cadute di stile. Come quella di questi giorni: nelle chat WhatsApp circolano foto scattate da attoniti foggiani, specie operatori culturali, che ritraggono la proiezione di icone sacre, come Gesù, sulla facciata del laicissimo teatro Umberto Giordano. Il risultato è apparso kitsch a parecchi.
Giulio De Santis, bancario come da tradizione familiare, è invece il nome certo che i beninformati riconducono alle indicazioni del coordinatore provinciale di CON, Rosario Cusmai. Suo fratello è il più noto Leonardo, ex eletto vendoliano. L’altro nome che circola, restando ai civici emilianisti, è quello dell’avvocata Patrizia Lusi, fedelissima del presidente della Regione, la quale però riveste già vari incarichi pubblici (dall’ASP Zaccagnino ad Innovapuglia).
Tutto fermo nel M5S, il cui coordinatore Mario Furore ha fatto saltare lo schema che prevedeva 3 assessori per il Pd, 2 per i contiani, 2 per CON, 2 per Tempi Nuovi e uno espresso direttamente dalla sindaca Marida Episcopo. Inaccettabile per i contiani, a fronte di 4 postazioni in realtà assegnate al Pd (due assessori interni, il dem barese Giuseppe Galasso quale assessore fintamente tecnico, la presidenza del consiglio). Da qui la richiesta, da parte dei 5S, di avere tre assessori oppure i due già assegnati più la presidenza dell’assise.
“Ancora niente”, dicono dal M5S a giorni di distanza dalla presa di posizione di Furore, espressa pubblicamente su queste colonne. “Su questa cosa si sta consumando uno strappo. I nostri assessori? Se non si capisce quali caselle ci spetteranno è difficile dire chi Furore indicherà”.
L’ex economo dell’Ufficio scolastico provinciale Nicola Formica, entrato in aula al posto di Francesco Salemme (unica novità arrivata con la proclamazione degli eletti, come era stato anticipato la scorsa settimana da l’Attacco), pare ora destinato a restare nel gruppo consiliare, dove rappresenta la persona più vicina ai vertici Barone e Furore. I rumors che lo volevano interessato prima alla scuola e poi al bilancio sembrano superati.
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