Ci sono già due minoranze nell’aula consiliare di Foggia. La prima è formata dagli eletti di centrodestra, al seguito del candidato sindaco Raffaele di Mauro. La seconda vede uniti i tre candidati sindaci civici – Angiola, Mainiero e de Sabato – e la consigliera Rignanese. Lo si è visto per l’intera seduta, coi quattro che hanno votato sempre diversamente rispetto al centrodestra. Se ad Azzarone presidente del consiglio hanno contrapposto Angiola, per la vicepresidenza hanno votato de Sabato anziché Concetta Soragnese. La ex leghista del Landella bis è stata eletta coi voti del centrodestra e della maggioranza, eccezion fatta per i cinque M5S e per Cataneo. L’accordo Azzarone-Soragnese era noto già da giorni. “Come maggioranza siamo pronti a convergere sul nome che ci verrà indicato dalla opposizione”, ha affermato Episcopo.
Antonio de Sabato ha stigmatizzato l’idea di eleggere vicepresidente Soragnese, ovvero “chi non si dimise di fronte allo tsunami giudiziario che travolse la maggioranza landelliana”. “Questa è continuità amministrativa, serviva invece la massima rottura”, ha aggiunto. Netto Angiola: “Oggi qui si celebra il primo inciucio di questa consiliatura. L’astensione del centrodestra sul presidente ha portato acqua al mulino della maggioranza, non è stata neanche contemplata la possibilità di votare il candidato della minoranza. A riprova di ciò, c’è l’atto di gratitudine della maggioranza votando per Soragnese. Noi civici siamo la terza forza della città col 22% e ci manteniamo coerenti rispetto alla campagna elettorale. Per quanto pochi, saremo una minoranza assordante”.
Parole che hanno provocato un’irata reazione da parte di di Mauro: “Angiola non insegua la strada del populismo. Quanto a de Sabato è ingeneroso nei confronti di Soragnese, che va difesa”. A dargli man forte il piddino Lino Dell’Aquila: “Nessun inciucio. E Soragnese, così come di Mauro, era critica all’interno di quella maggioranza”.
La dura opposizione dei quattro si è vista sin dal principio, con Mainiero che ha affondato sulle situazioni di Episcopo per l’aspettativa chiesta come dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, di Davide Emanuele per le dimissioni dal ruolo di commissario straordinario dell’ASP de Piccolellis e dell’eletto di minoranza Antonio Nunziante per l’inquadramento come dipendente di Andreani tributi, che presta supporto agli uffici comunali.
Per la segretaria generale Maria Giuseppina D’Ambrosio solo quest’ultimo caso necessita di un approfondimento istruttorio. Rispetto ad Episcopo il TAR si esprimerà il 6 febbraio sul ricorso presentato dal commercialista. Episcopo ha annunciato di essersi dimessa l’8 novembre, ribadendo l’esistenza di un decreto del Ministero che certifica l’assenza dell’ipotesi di decadenza. “Se perderò lascerò l’incarico di sindaca”, ha detto. “Ma se vincerò chiederò la condanna a un cospicuo risarcimento dei danni a chi ha provocato tanto allarme sociale”. “Una minaccia da cui non mi faccio intimidire”, la risposta di Mainiero, che insieme agli altri tre ha dato battaglia anche sul voto palese (anziché segreto) per scegliere presidente e vicepresidente.
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