Foggia, era Episcopo al via: tutto come da previsione ma tensioni e crepe dietro facciata festosa

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Il dominus Pd e vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese festeggia la vittoria piena incassata su ogni punto, compresa la presidenza del consiglio per la propria Lia Azzarone, numero uno dell’assemblea regionale del partito. Ma la rottura coi vertici M5S c’è stata: non aver rinunciato alla indicazione di Azzarone condanna il campo largo rispetto alle elezioni provinciali del 21 gennaio per il rinnovo del consiglio. E’ quello che trapela, a l’Attacco, dal M5S e che è stato anche già riferito a chiare lettere a Piemontese, dopo che il coordinatore provinciale contiano Mario Furore nelle scorse settimane, su queste colonne, aveva avvisato in merito alle chance di replicare il fronte giallorosso nelle prossime tornate elettorali qualora le cose non fossero andate bene a Foggia.

Di tutto questo non c’è stato traccia in aula ieri, dove a sorpresa il gruppo dei pentastellati ha votato a favore di Azzarone, ritenuta improponibile come presidente del consiglio fino a poco prima, per l’oggettiva inopportunità politica legata ai potenziali conflitti di interesse. Lo hanno fatto Lucia Aprile, Francesco Strippoli, Giovanni Quarato e Nicola Formica.

Il solo che si è rifiutato di dire sì, rimangiandosi ogni cosa, è stato il più suffragato dei 5S, Mario Dal Maso, che si è assentato. Furore aveva lasciato agli eletti libertà di scelta, dopo il caos scoppiato nei giorni precedenti, che ha reso lampante la distanza e il gelo tra i vertici e il gruppo consiliare (eccezion fatta per Formica). Mercoledì, alla vigilia della seduta consiliare, c’è stata una riunione tra gli eletti 5Stelle, la sindaca, Piemontese e pare anche qualcuno di CON, all’insaputa di Furore e dell’assessora regionale Rosa Barone. Poi, in serata, il confronto dei consiglieri contiani coi due big, mentre il presidente Giuseppe Conte a distanza invitava il M5S locale a seguire la strada scelta, ovvero a sostenere Episcopo dopo averla scelta come candidata sindaca, per evitare di sconfessare così presto l’intera operazione, portata a modello in tutta Italia. Ma è stata l’accettazione dell’assessorato all’ambiente per Aprile che ha determinato la situazione di ieri e che ha fatto finire i quattro eletti “ribelli” in un vero cul de sac, imbragati nell’impossibilità di essere artefici della rottura in maggioranza. Non è tutto, però. Se da questa vicenda è risultato compromesso il rapporto con Furore e quello tra quest’ultimo e Piemontese, appare fortemente compromesso – al di là dei sorrisi ed abbracci di facciata – nemmeno il legame tra i vertici M5S e la sindaca Episcopo, apparsa totalmente allineata sulle posizioni del Pd e irriconoscente nei confronti di chi ne ha voluto strenuamente la candidatura.

Azzarone ce l’ha fatta alla terza votazione, con 19 favorevoli, i quattro civici di minoranza per Nunzio Angiola, nove astenuti e l’assente Dal Maso. Si è visto in aula il fronte comune degli oltranzisti Giuseppe Mainiero, Nunzio Angiola, Antonio de Sabato e Stefania Rignanese (la consigliera eletta con l’ex parlamentare). Mentre gli astenuti sono stati gli eletti di centrodestra e il consigliere di maggioranza Pasquale Cataneo, ancora adiratissimo per l’esclusione dalla giunta comunale.

E’ stata la sindaca stessa a proporre la candidatura di Azzarone, in modo inusuale, rivolgendosi alla minoranza: “Il campo largo progressista la propone in virtù della sua lunghissima esperienza di amministratore politico e in virtù della disponibilità totale a governare i lavori di gestione dell’aula, senza condizionamenti personali e senza limitazioni personali. Questa è la nostra proposta, vorremmo anche la vostra proposta e ci piacerebbe ritrovarci uniti almeno in questa fase iniziale del nostro lavoro”.

La giravolta dei 5S è stata plateale al momento dell’intervento di Quarato: “Dico senza infingimenti che in questi giorni c’è stata una grande dialettica e noi avevamo proposto un’alternativa. C’è stata una vivace discussione, ovviamente nel merito politico. A seguito di questa discussione, ma soprattutto a seguito dell’appello della sindaca, noi, non in maniera leggera ma anche con un pizzico di sofferenza, com’è giusto che sia, riteniamo di dover essere uniti e compatti. Riteniamo che la figura di Lia Azzarone sia valida per la sua esperienza, per le sue capacità e le doti che ha dimostrato nella sua esperienza politica”. Anni di distanze e battaglie pentastellate cancellati in un attimo.

Ha tentato di fare un distinguo Strippoli, che ha rivelato “la richiesta di responsabilità arrivata da Conte” e sottolineato il “grande atto di responsabilità e generosità da parte di Lucia Aprile, che ha permesso di portare a termine una fase molto complessa e drammatica”, per poi spiegare: “Ci allineiamo alla posizione della sindaca, fiduciaria del M5S. Finora c’è stata una fase in cui il dialogo è stato tenuto dai vertici del M5S. Adesso si apre una nuova fase. Non ci sarà poi un’indicazione che ci viene data, valuteremo atto per atto”. “C’era una chiara spaccatura in maggioranza, sono state fatte tante telefonate e sono stati chiesti i voti per Dal Maso”, ha sottolineato Mainiero. “Ora pensate di aver trovato la quadra ma non è così”. “Vi siete scannati fino a due minuti fa”, ha affermato il capogruppo di FdI Claudio Amorese. “Complimenti, sindaca: avete infiocchettato un servizio perfetto fatto al M5S”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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