Quando il gioco si fa duro Gelsomino comincia a giocare. Proposto candidato Sindaco per rispondere a Rotice

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Nemmeno le prossime festività natalizie sono in grado di spegnere gli ardori elettorali o, almeno, smorzarli in qualche modo. Piuttosto, sembra delinearsi uno scontro tra titani. Due importanti gruppi di potere che potrebbero presto fronteggiarsi. Un’altra volta, dopo l’esperienza del porto turistico Marina del Gargano. Con ordine, Gianni Rotice resta alla finestra. Prenderà davvero il via soltanto dopo il congresso provinciale che terrà Forza Italia. Lì c’è il gruppo che fa riferimento al consigliere regionale Paolo Dell’Erba, di cui l’ex Sindaco sipontino è parte, che vorrà fare la voce grossa in virtù di un sostanzioso tesseramento.

E, se andasse in porto l’OPA, il commissariamento del circolo di Manfredonia sarebbe l’unica strada per esautorare l’attuale gruppo dirigente locale. C’è un nome che viene sussurrato, è quello dell’ex consigliere comunale forzista Vincenzo Di Staso, che lasciò la casa madre per continuare a sostenere Rotice. Casa madre che, in un certo qual modo, non ha formalmente lasciato, visto che non ha mai rassegnato le dimissioni dal gruppo forzista in Consiglio, che risultava quindi rappresentato da lui nella maggioranza di governo e dai restanti 3 consiglieri (Angelica Ciuffreda, Marco Di Bari e Liliana Rinaldi) all’opposizione.

Rotice ci sarà con una sua lista però non ha ancora sciolto il suo unico dubbio: la candidatura. Persone a lui vicine riferiscono che ci sta ancora pensando, valutando i pro e i contro delle scelte e, come detto prima, aspettando che si delinei meglio anche il quadro dentro Forza Italia in Capitanata. È civico e tale resta, non prenderà tessere di partito nemmeno se Forza Italia venisse ‘addomesticata’ con un intervento d’autorità.

Nell’area opposta alla sua, è spuntato all’improvviso un nome pesante e a lui noto. È quello di Damiano Gelsomino, presidente della Camera di commercio Foggia e suo ex sodale nel Marina del Gargano.

Un big di primissimo piano, una figura che va ben oltre i meri confini municipali visti i plurimi incarichi che ricopre. Il nome del presidente di UnionCamere Puglia – Gelsomino è anche questo – sarebbe stato avanzato dall’ex candidato Sindaco Gaetano Prencipe.

Nella lista civica Molo 21 in cui milita, in vista della campagna elettorale, la scena sarebbe passata nelle mani di Franco La Torre. L’indicazione giunta inaspettata da Prencipe ha sparigliato le carte. All’interno del suo gruppo, innanzitutto, ma anche nel fronte del centrosinistra. Ne sono stati avvisati i democratici, presumibilmente anche le altre civiche di centrosinistra.

Nel Partito Democratico continua intanto la discussione su chi debba essere indicato come prossimo candidato Sindaco. Tuttavia il nome di Damiano Gelsomino non ha lasciato nessuno impassibile.

Come era successo due anni fa con Rotice, si tratta di un imprenditore che provvede da solo alle spese per la sua campagna elettorale. Un elemento che, da un po' di anni a questa via, viene tenuto in alta considerazione quando si deve scegliere un candidato per la fascia tricolore.

È piuttosto noto, poi, che ci sia feeling tra la famiglia Gelsomino e il PD manfredoniano, in particolar modo con il consigliere regionale Paolo Campo. Perciò che ostacoli ci sarebbero per accettare la sua figura?

Uno è nell’ambito interno al partito. Buona parte della corrente (minoritaria) che accetterebbe un candidato Sindaco scelto dal M5S pur di creare un’ampia coalizione, non avrebbe particolari difficoltà. L’importante, a loro avviso, è che resti la più ampia adesione delle forze progressiste.

La parte che, invece, vuole che sia il PD a scegliere il candidato Sindaco del campo largo progressista (come lo hanno chiamato a Foggia) non prende in considerazione nemmeno Gelsomino. Va bene il sostegno che ha sempre assicurato, però non serve altro.

Il gruppo di Campo e dell’onorevole Michele Bordo vuole una persona di massima fiducia. Secondo qualcuno, potrebbe essere proprio Paolo Campo a cimentarsi in prima persona, visto che è in scadenza alla Regione Puglia. Però questa ipotesi non sembra avere molta fondatezza.  È invece più consistente quella che porta a Mariagrazia Campo, sua sorella. Composta, misurata, respira pane e politica dalla nascita, e si esprime con cognizione di causa. Perché no, allora? Perché agli eventuali alleati pentastellati viene l’itterizia a sentire il cognome Campo, e Mariagrazia ne pagherebbe pegno.

Per quanto possa risultare strano, i cinquestelle di Manfredonia stanno avendo ripetuti scambi con la civica CON, guidata da Maria Teresa Valente. Sembrano esserci parecchi punti di contatto tra i due gruppi e c’è già chi si sta convincendo che potrebbe essere comune lo schieramento a cui aderiranno, anche se non fosse il campo largo progressista perché con un candidato (o una candidata) che viene associato al passato.

Ad esclusione, quindi, potrebbero entrambe unirsi al raggruppamento centrista che si sta organizzando già da settimane e che, a quel punto, diventerebbe qualcosa di più del terzo incomodo.

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