All’interno di Forza Italia le bocche sono perfettamente cucite. Nessuno parla dei congressi provinciali in programma a gennaio secondo un cronoprogramma tracciato nei giorni scorsi dal coordinatore regionale on. Mauro D’Attis. Se si prova a toccare l’argomento o a pronunciare la parola “congressi”, sembra che un po’ a tutti gli esponenti politici venga l’orticaria. Di quelle più pruriginose. Il tema, con buona pace del comune cittadino al quale non gliene può fregare di meno dei berluscones, è diventato un tabù in Puglia dopo le frecciate indirizzate da alcuni personaggi di primo piano nei confronti dello stesso Mauro D’Attis il quale punterebbe ad affermare il proprio dominio politico all’interno di Forza Italia il cui destino è tutto da scrivere in vista delle amministrative di giugno. La prima figuraccia è stata il risultato di Foggia ove il centrodestra sembra destinato al declino e alla più totale dissoluzione. D’Attis declina l’invito a spiegare cosa accadrà con le reunion familiari in ciascuna singola provincia, dove potrebbero portare nuovi equilibri interni e in prospettiva, il trionfale (così appare) bilancio della campagna tesseramenti che si è conclusa ad ottobre scorso.
Il coordinatore regionale fa sapere che non ha intenzione di rilasciare dichiarazioni e che lo farà solo nei prossimi giorni attraverso un comunicato ufficiale. L’oggetto della comunicazione non è noto ma è facile ipotizzare che qualcosa dirà sulla base di ciò che accadrà a Bari dove la partita tra gli azzurri è il match più atteso. La presenza del viceministro Francesco Paolo Sisto incombe sulla città metropolitana. Qualche giorno fa, alla vigilia della Befana, qualcuno gli chiedeva delle frizioni tra l’avvocato penalista barese e il coordinatore regionale brindisino, uomo di fiducia di Antonio Tajani: "Una dialettica va bene, è giusto che ci sia una possibile diversità di opinioni. Ma dalla diversità di opinioni alle fratture ce ne passa. Siamo di fronte a un piccolo stiramento che però sarà sanato prima del congresso", aveva risposto con buona dose di ironia il viceministro della Giustizia il quale aggiungeva: "C’è la necessità di dare al partito una spinta a essere uniti. Sono convinto che troveremo un’unità che comunque c’è già di fondo. Antonio Tajani rappresenta l’unità, è il segretario nazionale che porteremo tutti quanti al congresso nazionale".
Parole e frasi di circostanza che non fanno il paio con quanto accaduto nei mesi scorsi. Bisogna infatti riavvolgere il nastro delle beghe italoforziste a fine giugno 2023 quando in conferenza stampa e con l’elmetto in testa il consigliere regionale Napoleone Cera in coppia con il capogruppo Paride Mazzotta aveva espresso un giudizio molto severo chiedendo a Tajani la testa di Mauro D’Attis: “E’ sotto gli occhi che c’è un problema all’interno del partito di Forza Italia a livello regionale”. Aveva esordito con durezza Cera. Il motivo del contendere riguardava la designazione di Cera come segretario d’aula rispetto alle indicazioni contrarie provenienti da D’Attis. Uno sgambetto che aveva mandato su tutte le furie il Napoleone di San Marco in Lamis. “Il partito in Puglia - aveva sottolineato l’esponente sammarchese di Forza Italia - è spaccato nella seguente proporzione: Foggia, Bat, Bari e Lecce, e dall’altra parte D’Attis che gestisce solo il 20% del nostro territorio, fatto probabilmente da Brindisi e Taranto”.
La guerra era in atto ma poi con il caldo e la canicola estiva tutto era stato messo doverosamente a tacere e dunque la polvere, come si suol dire, era finita sotto il tappeto. C’è da ipotizzare però che la lotta in Forza Italia è ancora viva e che il fuoco cova sotto la cenere. Tutti in religioso silenzio in attesa di capire se quell’80% a cui si riferiva Cera, appartiene realmente al gruppo a cui fa capo il viceministro della Giustizia, Sisto. L’onorevole Giandiego Gatta segue a ruota D’Attis: “Preferisco non rilasciare dichiarazioni sui congressi almeno in questo momento”, dichiara il parlamentare ai microfoni de l’Attacco. Il silenzio stampa solleva qualche perplessità dopo il gran caos sul tesseramento in Capitanata, provincia nella quale sono diversi i personaggi che si contendono il partito il quale ad Apricena, per citare un esempio, riesce a raccogliere più iscritti della stessa città di Foggia.
Tornando nel capoluogo di regione le nuove adesioni per Forza Italia a Bari hanno dato vita all'ingresso di nuovi esponenti politici degli enti locali, in gran parte donne e professionisti. Tra le new entry spiccano Giuseppe Spadavecchia, nuovo referente di Forza Italia a Molfetta e membro del gruppo civico, del presidente del Consiglio comunale di Molfetta, Robert Amato, e altri consiglieri e assessori dei comuni limitrofi. Sisto ha annunciato dati positivi per la campagna di tesseramento. Da poche tessere del 2022, si è saliti a quota 550 a Bari città e a più di circa 3 mila nell’area metropolitana barese.
“Gran parte dei nuovi aderenti al nostro partito - aveva detto - sono donne -. In generale, le new entry sono persone che, prima di entrare in politica, hanno dimostrato competenze e capacità nella vita professionale e imprenditoriale. Diamo il benvenuto in Forza Italia a tutti questi neo esponenti politici e ringrazio moltissimo il coordinamento provinciale e cittadino di Bari per il grande lavoro fatto per aggregare queste belle figure istituzionali e per la straordinaria campagna di tesseramento. A gennaio saranno congressi imponenti, che dimostreranno tutta la vitalità di Forza Italia anche nell'area metropolitana di Bari”.
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