Quando a novembre scorso la neosindaca di Foggia Marida Episcopo decise di affidare l’incarico di super assessore ai lavori pubblici ed urbanistica a Giuseppe Galasso pareva opinione comune che la grande esperienza e competenza del barese lo avrebbe messo al riparo da ogni possibile critica. Del resto si trattava del tecnico che dal 2014 aveva svolto il medesimo ruolo nel Comune di Bari, fedelissimo del sindaco piddino Antonio Decaro con cui condivide la qualifica di ingegnere e i trascorsi alle dipendenze di Anas spa. Galasso, che aveva sempre fatto la spola tra Bari e Foggia dove vive con la propria famiglia, era unanimemente considerato un ottimo amministratore pubblico, con esperienze in varie pubbliche amministrazioni oltre che in Anas spa, nonché costantemente orbitante nell’ambiente Pd. Il totale affidamento da parte di Episcopo, che superò anche invidie e perplessità nel proprio campo largo (specie tra i 5Stelle) per via della scelta in favore di Galasso, era finora sempre rimasto una certezza. Ma i beninformati interni alla coalizione di maggioranza svelano adesso come il rapporto tra sindaca e assessore si sia incrinato e come l’ingegnere si sia ritrovato, suo malgrado, ad essere egli stesso oggetto di recriminazioni e critiche, sia pur dietro le quinte, nonostante rappresenti nell’esecutivo cittadino l’unico che abbia avuto sin da subito cognizione di causa e non sia apparso un pesce fuor d’acqua (come avvenuto per tutti gli altri assessori). Secondo tali indiscrezioni, gli sarebbe stato fatto pesare un atteggiamento ritenuto eccessivamente garbato ed aperto nei confronti delle opposizioni, ovvero centrodestra e civici (Mainiero, de Sabato, Angiola e Rignanese).
Ma ci sarebbe anche un’altra questione che diversi eletti di maggioranza si sono legati al dito: alcuni hanno lamentato, parlando con la sindaca, di aver portato a Galasso sollecitazioni che non sono state raccolte né considerate.
Un caso è quello del civico Antonello Di Paola, espressione del gruppo consiliare Tempi Nuovi del consigliere regionale Sergio Clemente. Stando ai rumors, Di Paola avrebbe discusso con Galasso perché, in seguito alla segnalazione in merito alle istanze di un comitato del Salice, sarebbe stato bypassato.
Al di là del caso Galasso, in questi primi mesi a Palazzo di città in diversi – tra eletti e tecnostruttura – hanno avuto modo di scoprire il carattere della sindaca, che non le manda a dire, salvo poi cercare di rabbonire l’interlocutore a mente fredda con tentativi di riappacificazione all’insegna del “vogliamoci bene”, tutto in puro vernacolo foggiano. Se ne sono accorti sia consiglieri comunali, assessori e referenti delle liste - che per questo o quel motivo si sono ritrovati a discutere animatamente con l’ex provveditrice agli studi - sia dirigenti e funzionari comunali.
L’Attacco aveva anticipato, dopo la delibera di riorganizzazione della macrostruttura comunale, quali fossero i forti dubbi e le divergenze da parte della Direl, il principale sindacato della dirigenza pubblica, guidata dal foggiano Micky de Finis. L’incontro successivo svoltosi tra i referenti Direl ed Episcopo è stato tutt’altro che sereno, con la sindaca a muso duro e per nulla ben disposta all’ascolto. Ma non è tutto.
A quanto pare chi, nelle ultime settimane, ha dovuto sorbirsi intromissioni inopportune dalla parte politica è la dirigente dei servizi sociali, la lucerina Sara Croce. I beninformati raccontano di un caso in particolare, rispetto al quale ci sarebbe stato un contrasto tanto vibrante con Episcopo che Croce, attualmente, sarebbe tra le personalità meno gradite alla sindaca.
Si tratta della gara relativa alla gestione biennale dei servizi del Centro antiviolenza (CAV) Morlino: un iter che, dopo un primo differimento dei termini di partecipazione al 22 gennaio per “rettifiche e integrazioni” su esperienza quinquennale e fatturato minimo di 395mila euro nel triennio precedente, ha visto un ulteriore differimento al 6 febbraio per consentire evidentemente ad alcuni di rientrare (“con l’unico scopo di facilitare il favor partecipationis, ossia l’interesse pubblico all’ampliamento della platea”, si legge nell’avviso della rup Bianchi e di Croce). Il pressing politico sarebbe stato su questo.
L’avviso esplorativo di manifestazione d’interesse fu pubblicato lo scorso 8 gennaio. Entro il 6 febbraio sono state quattro le manifestazioni di interesse pervenute all’Ambito Territoriale di Foggia. Poi, il 12 febbraio, la creazione di una richiesta di offerta per un importo posto a base di gara pari a 187.509 euro.
Nei giorni scorsi è stata autorizzata la proroga tecnica per la durata massima di 37 giorni e, comunque, sino all’aggiudicazione della procedura di gara procedura negoziata sotto soglia al nuovo contraente, per la complessiva somma di 10.000 euro, in favore dell’ati costituita dalla campana Consorzio Matrix di Gragnano e dalla lucerina Mondo Nuovo.
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