E’ totale caos nel balcanizzatissimo centrodestra di Capitanata. Il tentativo di tenere unita la coalizione si è scontrato con le profonde divergenze interne a Manfredonia e San Severo, che hanno condotto nelle ultime ore ad una spaccatura di fatto a meno di un mese dal termine di scadenza per la presentazione delle liste. Il fine settimana era iniziato, venerdì scorso, col comunicato stampa del segretario provinciale di Forza Italia Paolo Dell’Erba, dal chiaro sapore di ultimatum nel momento in cui il consigliere regionale sollecitava a chiudere entrambe le partite nei due principali comuni al voto entro 24 ore, ovvero entro sabato scorso. Al contempo Dell’Erba ribadiva che la candidata sindaca azzurra, nella città dei campanili, era senza alcun dubbio la consigliera comunale Rosa Caposiena, non facendo invece nomi per il Golfo. Un ultimatum che ha causato l’effetto contrario e provocato, se possibile, un ulteriore irrigidimento della situazione interna al centrodestra di Capitanata. Né hanno aiutato i post sarcastici dell’ex candidato sindaco Nazario Tricarico, primo sostenitore di Caposiena, che con le sue “fakechat” ha preso in giro i vertici provinciali di Fratelli d’Italia e la loro ostinazione sul meloniano Leonardo Lallo, già varie volte candidato sindaco senza successo.
Al contempo si è mossa la consigliera comunale Fabiola Florio, che, pur essendo collaboratrice della senatrice FdI Annamaria Fallucchi, ha lavorato per cercare di costruire coalizioni intorno a Caposiena. Ma la reazione è stata negativa da parte di FdI, Lega, civici di Ciro Matarante e fuoriusciti dalla Lega. Tutti loro, a detta di fonti meloniane, si sono detti contrari alla rossa oppositrice del sindaco uscente Francesco Miglio.
Stando ai beninformati, sabato mattina sarebbe stato tirato fuori da ambienti forzisti il nome dell’avvocato Lozupone, subito ritenuto irricevibile da FdI, che piuttosto ha proposto di andare su un nome terzo, nel caso di no a Lallo: o Pippo Casale (di area azzurra, fratello dell’avvocata Grazia e suggerito a quanto dicono da Dell’Erba) oppure – meglio ancora – la civica Lidya Colangelo, che è già in campo come candidata sindaca con due liste piene. “Si farebbe, con Colangelo, meno fatica e si creerebbe un campo largo di centrodestra”, il ragionamento di alcuni meloniani a l’Attacco, riferendosi al campo largo guidato da Pd e M5S che sostiene ormai ufficialmente da settimane l’avvocato Angelo Masucci. Questa la situazione fino a ieri mattina, con due interrogativi collaterali: come sperare di convincere Rosa Caposiena a restare in coalizione, pur vedendo preferita ancora una volta un’altra donna a sé, e come ricongiungersi al ballottaggio coi col raggruppamento capitanato dall’UdC della candidata sindaca Anna Paola Giuliani (che potrebbe valere il 4-5% alle urne, a detta di fonti di centrodestra).
Ma, a sorpresa, ieri mattina FI ha rotto gli indugi e senza attendere oltre ha annunciato di correre con Caposiena, alla testa di una coalizione formata anche da civiche di centrodestra quali Direzione Italia, Azzurro Popolare, Centrodestra civico, Indipendenza, Caposiena Sindaco: “Accogliendo la richiesta giunta a gran voce da gran parte della cittadinanza, la quale le ha sempre riconosciuto il ruolo indiscusso di oppositrice in consiglio comunale e credibile alternativa al sindaco Miglio, la segreteria regionale e provinciale di Forza Italia, d’intesa con altre forze politiche e civiche di centrodestra, indicano l’avvocata Rosa Caposiena come proprio candidata sindaca”. Che la pazienza fosse finita lo si era in verità compreso sabato mattina, quando Caposiena aveva mostrato tutta la propria irritazione nei confronti di FdI e dell’ipotesi Lallo.
Ancor più esplosivo il quadro politico a Manfredonia, dove inchieste penali, ente commissariato, rischio di infiltrazioni mafiose (che potrebbe portare, secondo alcuni, all’amministrazione straordinaria della municipalizzata dei rifiuti ASE spa, al pari della barese Amtab) rendono il clima magmatico. Venerdì scorso c’è stato in città un vertice del centrodestra tutt’altro che proficuo, nonostante la presenza dei vertici provinciali di FdI De Leonardis e La Salandra, del deputato azzurro Giandiego Gatta, dei referenti di Lega (Alfonso Carella), UdC (Gianni Fiore) e Noi Moderati (Francesco Borgese e Ciccio Russo). Gatta ha avanzato formalmente la richiesta di sostegno della coalizione all’avvocato Ugo Galli, candidato sindaco del rassemblement civico Manfredonia 2024.
Come anticipato su queste colonne sabato scorso, la risposta di FdI ed altri partiti è stata che FI non poteva rivendicare il via libera ai propri candidati sindaci sia nella città sipontina che a San Severo con Caposiena. E’ nata così, venerdì sera, l’ipotesi, durata davvero un niente, di Manfredonia a FI e San Severo a FdI. Uno schema già saltato il giorno dopo per via della perdurante richiesta in favore di Caposiena. Ecco spiegato il liberi tutti nel Golfo, con una clamorosa tripartizione del centrodestra. Se Gatta è libero di portare FI su Galli, l’ex sindaco Gianni Rotice ha diffuso ieri mattina il comunicato (pronto da giorni) in cui ha annunciato che la propria civica Strada facendo, Lega e UdC corrono con Vincenzo Di Staso, ex capogruppo forzista nell’ultima consiliatura.
E FdI, che mesi fa aveva tentato di unire il centrodestra proprio sul nome di Di Staso? Adesso i meloniani valutano il sostegno all’ex parlamentare eletto col M5S Antonio Tasso, già in campo come candidato sindaco e forte di “tre liste piene”, quattro sulla carta. “E’ l’ipotesi più percorribile, da deputato ha sempre coltivato buoni rapporti con noi”, dicono fonti meloniane a l’Attacco. “Tasso è sempre stato un uomo di destra, tant’è che nel 2022 si candidò alle elezioni politiche nell’area del centrodestra. Può essere considerato funzionale anche in vista delle europee e non ha scheletri nell’armadio, né è riconducibile ad un partito specifico”.
Ma, come se non bastasse questa maionese impazzita nel centrodestra, a rendere ancor più folle la situazione sipontina ci pensano le forze di centrosinistra. Tasso è, infatti, anche una delle opzioni sul tavolo degli alleati Pd e M5S, che al contempo attendono che l’ex eletto contiano Gianluca Totaro sciolga la riserva e che conservano anche la soluzione legata alla professoressa piddina Annarita Attanasio. Tasso aveva rischiato già settimane fa di essere il candidato sindaco del campo largo, visto il placet del presidente M5S Giuseppe Conte su di lui. Oggi si ritrova nella surreale situazione di essere il possibile nome sia per FdI che per Pd e M5S, per mancanza di alternative. Un altro fatto che rende lampanti paradossi e sfascio del Golfo.
Fonti pentastellate precisano a l’Attacco che “non c’è alcun accordo su Tasso” facendo al contempo capire tutto il proprio fortissimo disappunto con Molo 21, artefice dell’operazione civica che ha condotto a rompere il campo largo ed annunciare la candidatura a sindaco di Domenico La Marca, sostenuto anche dalle altre civiche di centrosinistra Progetto popolare e CON. “Hanno spaccato il centrosinistra e sono finiti a fare le riunioni con Riccardi e Zingariello, improponibili per noi del M5S”.
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