Maggioranza Comune di Manfredonia: Sindaco la Marca fa il pompiere ma il fuoco cova ancora sotto la cenere

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Le tensioni interne alla maggioranza sono state congelate ma non sono spente. Per niente. Ai primi caldi, piuttosto, il fuoco si andrà a rinvigorire. E il Sindaco dovrà fare molto di più rispetto alla comunque onesta assunzione di pubblica responsabilità con cui ha esordito nel Consiglio comunale che si è svolto ieri. Prima ancora che si rivolgesse alla massima assise cittadina, Domenico la Marca ha confermato a l’Attacco che “le fibrillazioni, le crisi e i conflitti fanno parte della normale vita di un’Amministrazione, perciò mi sembra stupido nascondermi dietro un dato oggettivo. Ci sono state, ma c’è la piena volontà delle forze politiche di superare queste normali divergenze”. Il primo cittadino non ha nascosto che “il fatto di non provenire da un’esperienza politica non mi ha permesso di leggere preventivamente alcuni segnali e dinamiche. Forse li ho anche sottovalutati. Ma dai conflitti possiamo capire i nostri limiti”. Una volta davanti ai consiglieri, il Sindaco si è cosparso il capo di cenere chiedendo scusa per la figuraccia del precedente Consiglio e assumendosi responsabilità che non sono nemmeno riferibili esclusivamente al suo ruolo in seno alla coalizione. Ha ripreso i concetti riferiti ai microfoni de l’Attacco, stigmatizzando però che “la politica non può dipendere dagli stati umorali di una o più persone” perché il “cambiamento” promesso in campagna elettorale “deve essere anche nel modo in cui la politica viene fatta”. Nei giorni scorsi, è stato avviato un percorso di verifica politica che “richiederà un confronto leale, ma soprattutto tanta responsabilità per consolidare il progetto politico per cui la città ci ha scelti”. Quando è stata la volta del consigliere Gianpio Ognissanti si è ascoltata la versione dei civici di Progetto Popolare, lista di cui è capogruppo. L’ha chiamata “esigenza di fare qualche riflessione” aggiungendo che serviva per “chiarire alcuni punti fondamentali già previsti nel programma elettorale della maggioranza, rispetto ai quali saremo sempre vigili”.

Quali sono i temi che ha snocciolato? Innanzitutto, un monitoraggio approfondito degli obiettivi legati al Piano di riequilibrio e una ulteriore trasparenza sul bilancio comunale. Una verifica è ritenuta necessaria anche per quanto concerne “l’applicazione della norma anticorruzione sulla rotazione dei quadri dirigenziali”. Ognissanti ha teso idealmente la mano verso la Marca – di cui non si può dimenticare la solitudine in cui era stato lasciato durante il precedente Consiglio –, rimarcando il ruolo attivo che ha avuto “il Sindaco di tutte le forze che compongono la coalizione”. Laddove “tutte le forze” non è casuale, bensì voluto per ricordare che per quanto indicato da Molo 21, il primo cittadino deve dare conto politicamente a tutti coloro che lo sostengono.

Il dialogo “franco” ha permesso di individuare “una sintesi condivisa, perciò confermiamo il nostro imoegno per un’azione amministrativa concreta, coerente e orientata al bene comune”. L’ascia è stata solo seppellita, però, visto che il capogruppo di Progetto Popolare ha terminato il suo intervento con una promessa. “Verificheremo anche in futuro la coerenza tra quanto detto alla città e quanto realizzato”, che suona un po' inquietante detto in un momento simile per la consiliatura di la Marca. Una fiducia a tempo determinato con verifiche cicliche non è più vera fiducia, quanto piuttosto un blando patto di non belligeranza.

Come ha fatto notare il consigliere meloniano Giuseppe Marasco nel corso del suo intervento, il fuoco cova ancora sotto la cenere. La pensano allo stesso modo anche i colleghi di minoranza. Libero Palumbo di Città Protagonista, per esempio, ha ricordato che si avvicina inesorabilmente la scadenza del contratto di servizio tra il Comune e la partecipata ASE senza che l’Amministrazione abbia sciolto i numerosi dubbi che ancora persistono sull’orientamento da seguire. Il suo timore è che possa essere nuovo terreno di scontro interno alla maggioranza, con riflessi negativi sulla comunità amministrata.

Nemmeno il capogruppo forzista Ugo Galli è parso convinto dalle scuse del Sindaco e, dopo aver preso atto che “ciò conferma che ci sono stati e ci sono ancora scricchiolii nella maggioranza”, gli ha comunque rimproverato di non aver spiegato nel dettaglio quali siano state le ragioni alla base delle frizioni. 

Identica delusione per l’onorevole Antonio Tasso, che ha però riconosciuto al consigliere Ognissanti di aver almeno riferito in aula, a grandi linee, quali fossero i temi con visioni discordi. 

L’ex candidato Sindaco Vincenzo Di Staso, invece, ha riconosciuto il valore delle ricostruzioni fatte su queste pagine circa la crisi della maggioranza. Per questi motivi, ha detto che “il consigliere Ognissanti ha spiegato per titoli i motivi della riflessione che era stata da loro richiesta, senza fare menzione delle problematiche che erano state invece riportate dalla stampa”.

Ci ha pensato la consigliera Michela Quitadamo a smentirle, premettendo che “la situazione ci è sfuggita di mano”. Ha altresì negato che esistano fazioni, piuttosto “c’è una sola squadra in campo: quella che la città ha scelto e lavora per il bene comune”. Un lavoro che passa attraverso “una discussione che è in corso – questo non l’ha negato – per individuare soluzioni condivise ai problemi che abbiamo ereditato”.
Tutto rientrato? Non pare, e non lo è. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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