Continua ad essere arroventata l’atmosfera a Cerignola tra i meloniani dopo il congresso del 3 maggio. Le accuse rivolte ieri su queste colonne dallo sconfitto Gianvito Casarella, legato al deputato Giandonato La Salandra, sono forti e pesanti. Il “condizionamento esterno” del voto, con la partecipazione di diverse personalità non espressione di FdI, a partire da Francesco De Cosmo (non tesserato) e Natale Curiello in quota Lega, è testimoniata dalle foto di sabato scorso. I due erano in contatto regolare tra loro e con Pinuccio Pugliese. Nelle immagini blocchi di fogli A3, che potrebbero aver contenuto i nomi dei tesserati secondo i dubbi dell’altro gruppo. Sia Curiello che Franco Reddavide alle elezioni europee della scorsa estate sostennero (come tuttora dimostrano ampiamente foto e post Fb) il candidato campano della Lega Patriciello, che a Cerignola aveva ottenuto appena 15 voti nel 2019 quando era in corsa con FI e che nel 2024 balzò a 197 preferenze. Reddavide fu segnalato da Casarella al coordinatore provinciale Giannicola De Leonardis per comportamento non in linea col partito (al pari di quanto avvenuto a Manfredonia per le comunali 2024), ma nonostante tale deferimento la sua iscrizione a FdI fu poi autorizzata da De Leonardis. Insomma, per Casarella&Co. “soggetti sempre stati esterni al partito hanno sostenuto Giannatempo-Reddavide” in un congresso su sui hanno fortemente inciso le manovre legate da un lato alle regionali d’autunno e dall’altro alle comunali del 2026, quando terminerà il mandato del sindaco piddino Francesco Bonito.
“Controllare il primo partito del centrodestra significa scegliere il candidato sindaco. I Reddavide, molto legati a Curiello e De Cosmo, si sono visti ricambiare il favore dopo il sostegno da loro dato a Patriciello”, commentano alcuni beninformati a l’Attacco. Casarella aveva ricostruito un legame sia col segretario salviniano Specchio sia col gruppo forzista di Metta-Dercole, ma si è ritrovato l’aiuto di tanti esterni al rivale già nella fase del tesseramento.
“Col cartaceo sai chi ha fatto le tessere. Invece con l’online vedi chi si iscrive al partito ma non sai a chi appartiene la carta di credito con cui viene pagata la tessera. A Cerignola in 188, quasi il 20% dei circa 1.100 iscritti, si sono tesserati online, praticamente tutti del gruppo Giannatempo”, continuano. Un dato ritenuto “anomalo” anche a Foggia, dove su 818 tesserati sarebbero 260 gli iscritti online, mentre in passato ne erano al massimo una sessantina. Chi era presente sabato racconta anche, come fatto da Casarella su queste colonne, della folta partecipazione di personale di Sanitaservice, che avrebbero supportato il dipendente ASL Reddavide, tornato lo scorso anno a far parte della commissione invalidi.
“Ma c’erano anche persone che avevano votato per Bonito, gente del centrosinistra”. L’amarezza di Casarella per le mancate risposte di De Leonardis alle segnalazioni, sollecitate da Donzelli, è chiara. Il vertice provinciale di FdI sostiene, coi suoi, di non “aver fatto nulla a Cerignola”, ma il gruppo di Casarella si ritiene danneggiato. C’è però anche un’altra considerazione che viene fatta, in queste ore, rispetto alla condotta del consigliere regionale, che punta a ostacolare i consensi dell’unico altro candidato forte della lista meloniana, ovvero Nicola Gatta: con la vittoria di Reddavide la componente giannatempiana si è assicurata la prerogativa di esprimere il proprio candidato alle regionali. Dunque Gatta, il candidato fittiano, è stato in tal modo staccato da Giannatempo e non avrà supporto a Cerignola, per la gioia di De Leonardis.
“Chiudendo un occhio, De Leonardis si è di fatto creato una condizione di vantaggio a Cerignola”, è l’analisi data dagli addetti ai lavori. Quanto a La Salandra, nel proprio intervento al congresso ha tuonato contro la “falsa narrazione, dannosa per FdI” dello scontro tra fittiani e gemmatiani: “L’unica vera contrapposizione è quella tra uomini di partito e capitani di ventura”. Un chiaro riferimento a chi, come il presente Fabrizio Tatarella, è ritenuto cavalcare tale refrain anche tramite le colonne di giornali a lui vicini. Mentre la senatrice Annamaria Fallucchi, lunedì scorso, ha dapprima rimosso un proprio post sulla scia tatarelliana e dei fittiani vs gemmatiani, per poi scrivere un invito all’unità, valevole ovviamente anche per Foggia. Che qualcuno le abbia fatto notare l’operazione di De Leonardis ai danni di Gatta? Di certo “i veleni continueranno a Cerignola”, è la facile previsione di fonti meloniane, cui non è sfuggita né la presenza costante di agenti Digos durante l’intera giornata congressuale né l’arrivo corposo di votanti nella controra postprandiale.
“Sembrava di assistere all’arrivo dei bus portati da Cassitti alle primarie foggiane del 2019…”. “De Leonardis ha fatto il pesce in barile, non prendendo posizione. Non ha dato il segnale di un modus operandi nel partito, quello che è successo a Cerignola è brutto visto che si è consentito un condizionamento esterno. Giannatempo aveva assicurato che De Cosmo non c’entrava nulla, invece stava lì, fogli alla mano. Coi suoi presidiava l’ingresso in Comune”, lamentano alcuni meloniani.
Anche nel gruppo dei giannatempiani c’è chi insinua che si volessero fare carte false e che replica, davanti al dato anomalo dei tesserati online, per i quali non c’è conoscenza di chi paghi ma solo dei neo iscritti: “Solo il 10-15% paga la tessera di tasca propria, è sempre stato così sin dai tempi di AN. Le tessere si fanno nei circoli”. Quanto a Giannatempo, fino alle scorse settimane era intenzionato a candidarsi alle regionali nella lista del presidente nel caso i consiglieri fossero rimasti 50 e di non candidarsi qualora scattasse il temuto taglio a 40 eletti. Dopo due tornate da primo dei non eletti, in cui l’ex sindaco cerignolano è rimasto a bocca asciutta dopo aver molto investito nelle competizioni, una certa stanchezza c’è.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).