Congresso FdI Foggia, riunione finale per soluzione unitaria Cascarano. Giampietro: “Non esiste quel divario”

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Ha creato un gran trambusto in Fratelli d’Italia, ed è stato letto anche a Bari e Roma, l’articolo de l’Attacco che ieri ha raccontato le indiscrezioni trapelate dai meloniani alla vigilia dell’atteso congresso di Foggia, che si svolgerà domani dalle ore 09.00 presso la Sala rosa del Palazzetto dell’arte di via Galliani, con votazione a partire dalle ore 11.30 e fino alle ore 18.45. A presiedere il congresso, designato dal coordinatore regionale e onorevole Marcello Gemmato, sarà Renato Perrini, capogruppo in Regione Puglia. Dopo lo scontro e i veleni di Cerignola, che proseguono pur dopo l’elezione di Franco Reddavide, si sta tentando in extremis di arrivare ad una soluzione unitaria nella città capoluogo, dove il ruolo di coordinatore è conteso dalla quarantenne Daria Cascarano e dal trentenne commissario uscente Mario Giampietro. Tutti inutili i tentativi svolti in precedenza da parte del vertice provinciale Giannicola De Leonardis, individuando un terzo nome su cui far convergere i due gruppi. 

La novità delle ultime ore, rivelata ieri su queste colonne, è che il gruppo del deputato Giandonato La Salandra si starebbe accordando per spostarsi da Giampietro a Cascarano, che già gode del sostegno degli ex AN di Bruno Longo, di quasi tutto il gruppo consiliare e della senatrice Annamaria Fallucchi. Rumors che Giampietro avrebbe ieri appreso proprio dall’articolo e che ha smentito subito dopo. Oggi è prevista una riunione alla presenza dei due parlamentari, di De Leonardis e dei due sfidanti, nella quale si cercherà di arrivare ad un solo nome e alla composizione del direttivo. E c’è chi pronostica che, nel caso non si riesca a trovare una quadra, possa esser sollecitato ad intervenire il coordinatore regionale Marcello Gemmato, “che saprà chi non ha voluto il congresso unitario”.

“Non ho incontrato la senatrice Fallucchi, né tantomeno abbiamo parlato di elezioni regionali. Ora non è quello il tema che si sta affrontando”, afferma Giampietro a l’Attacco. “Mentre rispetto alle firme presentate devo correggere i numeri pubblicati: le nostre sono state 250 rispetto ai 280 di Daria Cascarano, lo si può verificare con il coordinatore provinciale De Leonardis. Secondo lo statuto il numero di firme non può superare il 40% del numero delle tessere totali. La narrazione diffusa non è corretta, perché non esiste la distanza raccontata. Poi ciascuno è consapevole dei propri numeri, che possono palesarsi solo con la forza democratica del congresso. Non esiste quel divario. E sono congetture le indiscrezioni sul passaggio di alcuni gruppi da un nome all'altro, non mi risultano”.

Il giovane commissario uscente non ci sta a passare per quello che vuole impedire la soluzione unitaria. “Credo che ci sia da parte di tutti la volontà di cercare un clima di serenità e coesione. Bisogna costruire ponti e non muri, questa è la mia idea. La volontà di cercare un candidato unitario c'era sin dall'inizio, alcuni però non hanno però mostrato disponibilità rispetto a un nome terzo. Io avrei fatto un passo indietro, altri no. Ecco perché siamo rimasti con la nostra mozione. Mi presento per unire le due visioni progettuali e non per dividere, in un congresso che sia il più sereno possibile specie dopo le criticità emerse a Cerignola”. Ma se realmente fosse chiesto di convergere sulla candidatura unitaria di Cascarano? Ci sarebbe il passo indietro di Giampietro? “Bisognerebbe partire dal perché io o Cascarano dovremmo fare un passo indietro, vanno comprese le motivazioni. Sono valutazioni che vanno fatte sulla base di fatti concreti, ci devono essere i presupposti per un congresso unitario. Ho un rapporto totalmente sereno con tutti, a cominciare dai due parlamentari e da De Leonardis. Non ho mai cercato protagonisti e mi sono sempre impegnato per il bene del partito, dal movimento giovanile fino alla fiducia avuta da Gemmato e Bignami negli scorsi anni col ruolo di commissario cittadino”.

Se intervenisse Gemmato a chiedere il passo indietro? “Ho il massimo rispetto e stima per l'onorevole Gemmato, né credo alla distinzione tra fittiani e gemmatiani. Tutto dipenderà dalla concezione di partito e di comunità politica da parte delle persone in campo. Per il progetto politico si possono fare passi indietro o passi avanti. Il mio progetto è di continuità rispetto al lavoro iniziato qualche anno fa, quando l’onorevole Bignami mi assegnò il ruolo di commissario cittadino. Bisogna andare avanti nel lavoro di valorizzazione di tutte le componenti, di radicamento territoriale e ascolto, rappresentando tutti gli elementi socio-economici del territorio. E’ un progetto coerentemente pragmatico, così com’è la linea della nostra presidente Giorgia Meloni, ma anche molto presente sul territorio. Lo abbiamo dimostrato in una fase storica in cui c'era la forte scetticismo nei confronti del centrodestra a Foggia. Bisogna saper accogliere le istanze concrete, dialogare con istituzioni e gruppo consiliare, avendo un’appartenenza identitario non solo al partito ma anche alla nostra città. E, mentre altri vivono di politica, io non vivo di politica ma metto a disposizione tempo di qualità”, conclude Giampietro.

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