Luigi Marattin ha presentato ieri sera a Foggia, nella sede di Confesercenti, il nuovo Partito Liberaldemocratico, nato con Andrea Marcucci, Alessandro Tommasi e Piero Ruggi. Accompagnato dal referente regionale Matteo Viggiani, Marattin ha spiegato le ragioni di questa nuova formazione politica. “In Italia ci sono già tanti partiti liberali e riformisti, ma tutti hanno fallito nel tentativo di portare un approccio liberale all’interno dei due poli tradizionali.
Il nuovo partito nasce, dunque, con un metodo diverso: prima un manifesto, poi una visione programmatica, infine – tra meno di un mese – un congresso per eleggere gli organi dirigenti. L’obiettivo è quello di tornare a dare centralità alle idee, non ai leader carismatici. Le simpatie personali vanno e vengono, gli ideali restano”, ha detto Marattin, sottolineando le principali proposte del partito: riduzione della spesa pubblica per abbassare le tasse, liberalizzazioni, valorizzazione del merito nella scuola, sviluppo dell’energia nucleare.
Secondo Marattin, la crisi dei partiti italiani deriva dal tentativo, durato decenni, di trasformare l’Italia in una democrazia bipolare sul modello anglosassone, ignorando le peculiarità storiche e culturali del nostro Paese. Il risultato è che oggi le due principali coalizioni sono dominate dagli estremi.
“Salvini gareggia con Meloni e Vannacci per l’elettore più sovranista, mentre Schlein compete con Conte per quello più radicale a sinistra”, ha affermato.
“In questo scenario, il centro politico è rimasto scoperto. Il Partito Liberaldemocratico punta a rappresentare quella fetta di italiani che non si riconosce nelle curve ultras dei due schieramenti e che crede in una politica seria, fondata su mercato, concorrenza, atlantismo, efficienza della spesa pubblica e meritocrazia. Non nasciamo per dividere, ma per unire. E chi vuole un’alternativa ai populismi, da oggi ha un partito”, ha concluso.
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