Foggia, aumenta pressing socialista: “Frattarolo è un abusivo, insuccesso di Clemente e Giunta senza qualità”

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Archiviate le regionali sono aumentate le pressioni sulla sindaca di Foggia Marida Episcopo affinchè rimetta mano al proprio esecutivo. Nel mirino ci sono in primis i due assessori di Tempi Nuovi (Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano) e i due di CON (Giulio De Santis e Mimmo Di Molfetta). Un pressing che il leader di Tempi Nuovi Sergio Clemente, non rieletto in consiglio regionale, ha tentato di bloccare su queste colonne dicendosi soddisfatto del proprio risultato alle urne e invitando a separare il voto delle comunali 2023 da quello di novembre scorso. “Sergio Clemente non sa dove arrampicarsi e Tempi Nuovi non è la sua lista”, tuona a l’Attacco il consigliere comunale socialista Mino Di Chiara, dopo aver letto le dichiarazioni dell’ormai ex consigliere regionale calendiano e aver deciso di replicare in accordo con Pino Lonigro e Pasquale Russo. “Tempi Nuovi fu messa su da noi e da Sabino Colangelo che ci chiamò. Noi, come componente socialista, eravamo in diaspora. Facemmo una riunione a casa di Pasquale Russo insieme a Colangelo e accettammo di candidarci in quella lista, firmando regole cui Clemente poi venne completamente meno. Per la scelta delle postazioni da ricoprire si sarebbe proceduto a scalare secondo l’ordine di arrivo. La figlia di Pasquale Russo sarebbe dovuta diventare assessora e poi c’era Lonigro. Più del 50% dei voti ottenuti da quella lista sono riconducibili alla nostra componente socialista”, continua Di Chiara. “Clemente ci ha ingannati e maltrattati. L'accordo prevedeva un assessorato per lui e uno per noi, come quota socialista. Ecco perché dico che l’assessore Lorenzo Frattarolo è un abusivo e lo era sin dall'inizio, perché l'intesa era tutt'altra. L’assessorato spettava a noi. Frattarolo può fare l’assessore dopo aver preso i voti, così come Daniela Patano”. Episcopo ha però preso il commercialista sotto la propria ala protettiva. “La sindaca deve rispettare la volontà dei partiti”, ribatte Di Chiara. “Gli assessori non sono della sindaca ma sono espressione dei partiti che hanno votato per lei. Peraltro ricordo a tutti che Sergio Clemente esprime tre cda di società controllate, una presidenza dei revisori che è quella della controllata AM Service srl, due assessori comunali. Io non voterò più nulla finché non sarà stata azzerata la giunta”.

Da più parti, però, si sollecita un rimpasto e non un azzeramento dell’intero esecutivo. “Se si fa un rimpasto andremo a verificare che tipo di rimpasto è, perché se non serve a niente inutile parlarne”. Di Chiara ne fa anche una questione di qualità: “C’è più di un assessore che gira a vuoto. Questa giunta non brilla certo per qualità e per risultati ottenuti nei primi due anni di governo, questo lo sanno tutti. Soltanto la sindaca lo nega. Secondo me dovrebbe azzerare l’esecutivo e farne uno più forte. Oggi ci ritroviamo una giunta che è scollata totalmente dai consiglieri comunali. Possibile che io, ad esempio, pur stando a capo della commissione competente debba apprendere dalla stampa le novità in tema di personale? Credo che serva fare una giunta politica forte con persone di esperienza e spessore perché il giudizio attuale dell'opinione pubblica cittadina e completamente negativo su questo esecutivo”.

“A distanza di due anni dall'insediamento in altre amministrazioni è prassi fare un resoconto dell'attività di governo e vedere chi ha lavorato meglio e chi no invece”, fa eco, a l’Attacco, l'ex consigliere regionale Pino Lonigro, leader di Socialismo Dauno. “E’ una questione che deve riguardare in primis la sindaca e poi la sua maggioranza. C'è anche un problema di equilibri all'interno di questa coalizione, che sin dall’inizio ha peccato sotto questo aspetto. Quando Clemente si lamenta affermando che il suo seggio non è scattato per colpa della legge elettorale deve anche ricordare che cinque anni fa la stessa legge lo avvantaggiò. Allora ne beneficiò. E’ stato consigliere regionale in tutti questi anni, è come se avesse fatto sempre campagna elettorale. Inoltre è stato sostenuto da due assessori comunali, da un consigliere comunale, dal segretario provinciale di Azione Matteo Iacovelli che siede nel cda di Adisu. Come fa a parlare di successo? Non mi pare che sia un successo quanto è avvenuto a Foggia città, visto che ha ottenuto poche 2-300 voti in più rispetto al 2020. E come fa poi a parlare proprio lui di transfughi, quando in cinque anni ha cambiato cinque gruppi regionali? Clemente rappresenta l'emblema dei cambi di casacca, fatti tradendo anche i propri elettori. La mia conclusione è che dopo le feste natalizie la coalizione dovrà incontrare la sindaca Episcopo e ragionare su quanto è stato fatto e quanto non è stato fatto, in una città oggettivamente non facile”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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