Pur essendo ormai archiviate le elezioni regionali pugliesi continuano a tener banco nelle analisi, retroscena e indiscrezioni che trapelano dai comuni di Capitanata. Il blocco garganico, come la quasi totalità della provincia, ha visto la netta prevalenza del campo largo di Antonio Decaro, che a San Nicandro Garganico ha raggiunto il 71,99%. L’amministrazione comunale è del resto fondata sull’alleanza gialloverde Pd-M5S e proiettata verso le prossime comunali col sindaco Matteo Vocale. Se i contiani hanno raggiunto un ridicolo 3,41% pur esprimendo l’assessora Carbonella, il Pd è volato col 44,39%, stagliandosi come primo partito cittadino. Ovviamente il più votato è stato il dominus dem Raffaele Piemontese con 1.502 preferenze, ma a sorpresa la seconda dietro di lui non è stata la viestana neo consigliera regionale Rossella Falcone – che Piemontese ha sponsorizzato presso tutte le amministrazioni a lui vicine, in primis garganiche – bensì l’assessora cerignolana Teresa Cicolella a quota 715. Una bella distanza rispetto ai 200 voti di Falcone. Cicolella era sostenuto dalla nomenclatura del partito locale, una sorta di prova di forza in vista delle amministrative del 2026. Chi è considerato uno che si è speso il più possibile in favore di Piemontese, che finora è stato assessore regionale alla sanità, è l’assessore Mario D’Ambrosio, che nel 2013 fu candidato sindaco e che è stato anche segretario Pd, con un’intera famiglia occupata tra ASL e Sanitaservice.
I sannicandresi hanno coniato persino l’espressione “reparto D’Ambrosio” per indicare il gran numero di parenti che lavorano nella sanità. D’Ambrosio è da lungo tempo infermiere presso il poliambulatorio, dove si occupa delle pratiche relative alle cure primarie. Stando ai beninformati, oltre alla moglie Lucia Murano e al fratello Carlo D’Ambrosio, anche loro dipendenti ASL, vi sarebbero pure la cognata, al nipote impiegato presso il CUP e due figlie infermiere, di cui una al lavoro presso il poliambulatorio. I rumors insinuano che da ultimo ci sia un nuovo assunto in famiglia, il genero. In paese c’è chi ricorda ancora quando D’Ambrosio decenni fa militava nell’UdC dell’ex parlamentare Nicandro Marinacci, mentre coloro che per un motivo o per l’altro si sono trovati a rapportarsi con lui nel poliambulatorio ne lodano la maniera in cui si è messo a disposizione.
A Monte Sant’Angelo, invece, casa di Piemontese, si analizza in questi giorni la disgregazione del voto: se Decaro ha raggiunto quasi l’87% e il Pd a quota 3.624 ha superato il 77%, dopo l’ovvio plebiscito per il vicepresidente uscente della Regione con 3.276 preferenze, stupisce che non ci sia Falcone bensì la sangiovannese Maria Fiore, moglie di Salvatore Mangiacotti. Per lei 1.269 voti, qualche decina in più rispetto ai 1.228 della viestana. Un niente per gli altri candidati dem: per Cicolella 144, per il sipontino Paolo Campo 59, per l’ex assessore di Torremaggiore Enzo Quaranta 17 e infine per la sanseverese Mariella Romano 6 voti. Nella città Unesco si voterà nel 2027 e dopo i due mandati dell’attuale sindaco e segretario provinciale dem Pierpaolo d’Arienzo è giù conta interna al Pd per capire chi dovrà esprimere il candidato alla poltrona di primo cittadino. I rumors dicono che il gruppo legato a d’Arienzo e composto dai suoi assessori abbia seguito l’ordine di scuderia di Piemontese facendo votare per Falcone, mentre i due fratelli Michele e Antonio Fusilli avrebbero sostenuto Fiore per mostrare di detenere ancora un rilevantissimo bacino elettorale. E c’è già chi ipotizza che lo abbiano fatto nell’ambizione di poter candidare il più presentabile dei due, ovvero Michele (che lavora in Aeronautica militare), per il dopo d’Arienzo. L’altro, Antonio, il più suffragato alle elezioni comunali del 2027, fu travolto anni fa dallo scandalo sulle pratiche pensionistiche dell’Inps e trasferito ad altra sede rispetto a quella di Foggia in cui lavorava.
L’ultima indiscrezione delle ultime ore porta infine al Comune capoluogo, dove il pressing sulla sindaca Marida Episcopo affinchè operi il rimpasto di giunta atteso da tempo ha trovato nuova linfa dopo il responso delle elezioni regionali. Il più attapirato è reputato il coordinatore provinciale di CON Rosario Cusmai, che era dato già per eletto e che invece è rimasto clamorosamente fuori, surclassato dallo stupefacente risultato del lucerino Antonio Tutolo. Oggi qualcuno ritiene, per quanto appaia improbabile, che Cusmai possa essere “recuperato” proprio nell’esecutivo cittadino di Episcopo, dove oggi esprime gli assessori Giulio De Santis e Mimmo Di Molfetta.
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