La richiesta di commissariamento del circolo di Fratelli d’Italia a San Severo, avanzata da Bruno Savino prima in un’intervista rilasciata a l’Attacco e poi ieri sera durante un incontro pubblico in città, andrebbe letta meno come un atto di rottura e più come il segnale di un disagio politico che attraversa il partito di maggioranza dell’amministrazione Colangelo. Un disagio che, secondo una fonte beninformata, nasce da un dato tanto semplice quanto dirimente: il controllo reale del partito, sul piano numerico e organizzativo, oggi è saldamente nelle mani dell’area che fa riferimento a Giannicola De Leonardis.
È questo il punto che rende la battaglia di Savino, pur coerente sul piano politico, oggettivamente difficile da vincere. Non si tratta di uno scontro personale né, tantomeno, di una contrapposizione con Nicola Gatta. Al contrario: Savino è stato tra i sostenitori di Gatta alle ultime regionali e continua a riconoscerne il peso politico, come dimostrano i consensi raccolti. Proprio per questo, il non detto che emerge dal retroscena è un’aspettativa politica: che Gatta, forte del risultato elettorale, possa esercitare un ruolo di interlocuzione con la Sindaca Colangelo, rivendicando un riequilibrio in giunta che potrebbe passare anche dal rientro di Savino.
Ma qui si innesta la frizione. Perché il partito, a San Severo, non coincide con il consenso regionale né con le dinamiche elettorali più recenti. Coincide con i numeri del circolo, con i tesseramenti, con un gruppo dirigente che risponde a De Leonardis e che ha scelto, sin dall’inizio, una linea di sostanziale copertura politica dell’amministrazione comunale. Una linea fatta di silenzi, di basso profilo pubblico e di una presenza istituzionale che evita accuratamente lo scontro.
La posizione di Savino, in questo quadro, non è quella di chi vuole “spaccare” il partito, ma di chi denuncia una progressiva perdita di ruolo politico. La sua è una richiesta di discontinuità, più che di potere: rimettere al centro il confronto, riaprire il partito, interrompere quella che viene percepita come una gestione chiusa e autoreferenziale.
Resta però il dato politico di fondo. Senza i numeri, senza il controllo del circolo, la spinta riformatrice di Savino rischia di restare minoritaria. Non per mancanza di argomenti, ma per un equilibrio interno già consolidato. Ed è proprio qui che Fratelli d’Italia si trova davanti a un bivio: continuare a essere un partito silenzioso dentro una maggioranza fragile o affrontare, finalmente, il tema del proprio ruolo politico a San Severo. In entrambi i casi, il tempo delle ambiguità sembra destinato a ridursi.
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