Emiliano, passo di lato che sa di ridimensionamento: nomina non lo entusiasma, silenzio dice più di mille parole

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Una cosa è certa. Michele Emiliano non fa parte della giunta Decaro. Poche prima della proclamazione dei componenti dell’esecutivo regionale, il Presidente Antonio Decaro firma, la sua probabile “condanna a morte”. La decisione è arrivata puntuale, quasi chirurgica. l’ex governatore è ufficialmente il nuovo consigliere giuridico della Presidenza della Regione Puglia. Un incarico dal perimetro ampio, denso di contenuti tecnici, strategico sulla carta. Ma politicamente freddo. Anzi freddissimo. 

Decaro la racconta come un passaggio lineare, quasi armonico: un “passo di lato” chiesto in estate all’ex presidente, non un arretramento ma una diversa collocazione, utile a garantire libertà d’azione al nuovo governatore senza disperdere il patrimonio di esperienza di Emiliano. 

Una narrazione rassicurante, istituzionale, perfetta per i comunicati stampa. Peccato che la politica reale racconti spesso un’altra storia. Perché se è vero che si tratta di un passo di lato, è altrettanto evidente che non si tratta affatto di un passo al sole. Anzi. La nomina di consigliere giuridico, per quanto nobile e tecnicamente rilevante, appare più come un parcheggio di lusso che come un reale riconoscimento politico del peso specifico di Michele Emiliano.

E il silenzio di Emiliano sulla sua stessa nomina è forse l’elemento più rumoroso di tutta l’operazione. Nessun commento, nessuna dichiarazione di soddisfazione, nessuna condivisione pubblica dell’entusiasmo evocato da Decaro. Un’assenza che pesa e che difficilmente può essere liquidata come semplice prudenza istituzionale. 

Del resto, il punto è politico prima ancora che personale. Emiliano non è un tecnico qualsiasi richiamato a fornire consulenze giuridiche: è l’uomo che ha garantito a Decaro un contributo elettorale decisivo, il federatore di pezzi di consenso, il garante di equilibri delicati dentro e fuori il PD. Ed è anche il protagonista di accordi politici – non ultimi quelli con Elly Schlein – che lasciavano immaginare un ruolo ben più robusto, visibile e incisivo di una delega da consigliere.

Insomma una nomina dal sapore di ridimensionamento che avrà probabilmente un prezzo da pagare.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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