Vicesegretario barese Grilli (FI): “Non siamo in crisi. Siamo saliti da 3,7 a 6,3% e c’è cantera niente male”

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Forza Italia, a Bari e in Puglia, ma anche a livello nazionale, si prepara a una stagione cruciale. Il partito azzurro, dopo un periodo di difficoltà legate al post-Berlusconi, affronta una fase di transizione che tocca i nodi più profondi della sua identità all’interno del centrodestra. Sul piano nazionale, il congresso che dovrà decidere la leadership tra Antonio Tajani e Roberto Occhiuto si annuncia come un momento spartiacque. Da esso dipenderanno non solo le strategie del partito per le politiche del 2027, ma anche la capacità di attrarre nuovi consensi e rilanciare Forza Italia come forza centrale (e centrista) nel centrodestra. A livello locale, invece, la Puglia è considerata uno dei fronti più delicati. Il rinnovo della segreteria regionale è previsto in primavera e, se formalmente il coordinatore Mauro D’Attis sembra saldo, il vero dibattito riguarda le segreterie cittadine, a partire da Bari. Qui i malumori sono più visibili e hanno riguardato in passato la gestione del segretario cittadino Francesco Paolo Sisto, contestato da alcune correnti per risultati giudicati inferiori alle attese. Le fuoriuscite di dirigenti storici come Giuseppe Carrieri, Livio Sisto, Erica Lucarelli o Antonio Ciaula, insieme a figure di rilievo del panorama politico pugliese come Franco Landella e Napoleone Cera, hanno alimentato il clima di incertezza, suggerendo la possibilità di una “primavera azzurra” pronta a rinnovare il partito. In questo contesto si inserisce la figura dell’imprenditore barese Luigi Lobuono, avvicinato da Tajani con l’intento di aprire Forza Italia alla società civile e al mondo produttivo. La sua candidatura alla presidenza della Regione Puglia ha avuto un forte valore simbolico. Tuttavia, negli ultimi mesi, dopo la pesante sconfitta, il suo iniziale slancio sembra aver subito una brusca frenata, tra delusioni per mancanza di ruoli concreti e voci su possibili incarichi nella Lega, che hanno rafforzato un senso di isolamento e malcontento tra chi auspicava un rinnovamento dal basso. A fare da controcanto a questa narrazione, però, ci sono le parole di Ettore Grilli, vicesegretario cittadino di Forza Italia a Bari, che in un’intervista rilasciata ieri a l’Attacco ha voluto restituire un quadro più solido del partito in città. “Non è assolutamente vero che c’è una debacle di Forza Italia a Bari. Io sono rientrato nel partito appena un anno fa, sono il vicario di Sisto, mi occupo dell’organizzazione, e vi assicuro che il nostro gruppo gode di ottima salute. È vero che alle ultime comunali abbiamo preso il 3,7%, ma alle regionali a Bari città abbiamo raggiunto circa il 6,3%, raddoppiando di fatto i consensi”. 

Grilli sottolinea come la fase post-Berlusconi sia stata complessa. “Il calo degli ultimi anni è stato fisiologico, ma Tajani è riuscito a mantenere il partito vivo e stabile nel centro della politica italiana. A Bari, in ogni caso, Forza Italia è tutt’altro che in disfacimento. Abbiamo una sede nuova, diverse aule e una sala di formazione per i giovani azzurri, oltre cinquanta, che stanno costruendo la futura classe dirigente”. 

Riguardo alle fuoriuscite e ai cambi di casacca, Grilli mantiene toni chiari e morali. “Chi entra in un partito abbraccia un progetto. Se poi cambia opinioni radicalmente, bisogna avere il coraggio di dimettersi o passare a un gruppo misto. Il cambio di Carrieri ci ha ferito, perché ci siamo trovati senza una rappresentanza in Consiglio comunale, ma stiamo compensando con la nostra presenza sul territorio: movida, sicurezza, costa sud”. 

In vista del congresso regionale, Grilli anticipa la novità della procedura elettiva. “Per la prima volta si procederà per elezione e non per nomina. D’Attis è molto in linea con Tajani, Sisto è un valore aggiunto per la città e la regione. Sul fronte nazionale? Noi partecipiamo alla vita del partito e vedremo cosa succederà. Tajani ha lavorato bene: il partito è a 11 punti, davanti alla Lega”. 

Secondo fonti interne a Forza Italia, però, i giochi in Puglia sarebbero più strategici di quanto non appaia. Dietro le schermaglie tra Caroppo e D’Attis, il partito starebbe puntando infatti a fare massa di tessere che, in vista del congresso nazionale, potrebbero essere utilizzate per consolidare posizioni in favore di Occhiuto. L’obiettivo della segreteria nazionale sarebbe, invece, quello di arrivare alle politiche del 2027 con un partito rinnovato, pronto a competere con la Lega per il secondo posto nel centrodestra dietro Fratelli d’Italia e a ottenere una maggiore rappresentanza nel nuovo, eventuale, governo a guida Meloni, con l’intenzione addirittura di scalzare la premier successivamente. 

Il piano prevede che, nel nuovo governo, il partito ottenga una quota maggiore di ministeri, ridimensionando il peso di Salvini. La regia di Forza Italia sarebbe in coordinamento con l’ala centrista della Lega – Giorgetti e Zaia – e con Carlo Calenda di Azione. La Puglia e altre regioni considerate “in difficoltà” diventerebbero dunque degli strumenti tattici. Le presunte tensioni tra D’Attis e Caroppo servirebbero più che altro a fare tessere da utilizzare al congresso nazionale, consolidando la mozione unitaria su D’Attis in Regione e preparando il terreno alla sfida Tajani-Occhiuto, con sbilanciamento in favore del secondo. 

La partita nazionale passa quindi attraverso gesti locali che sembrano conflittuali, ma che servono a predisporre il terreno per la riorganizzazione più ampia e il rilancio del partito a livello nazionale. In questo quadro, le tensioni locali, le candidature simboliche e i malumori dei dirigenti si intrecciano con un disegno strategico più articolato. 

Forza Italia sembra pronta a svecchiarsi, a puntare sui giovani e sulle energie esterne alla politica tradizionale, e a giocare un ruolo decisivo nelle future alleanze e nelle scelte di governo. Il congresso nazionale, la sfida Tajani-Occhiuto, il riavvicinamento di Marina e Piersilvio Berlusconi e le mosse locali in Puglia determineranno non solo il futuro del partito, ma anche il posizionamento di Forza Italia all’interno di un centrodestra in evoluzione, dove il protagonismo e la capacità di rinnovamento potrebbero rimettere in discussione equilibri per adesso piuttosto consolidati. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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