Dove va San Severo? È la domanda che attraversa questa lunga intervista di Piero Paciello, direttore de l’Attacco, ad Alessandra Spada, consigliera comunale di minoranza, già presidente del Consiglio comunale e tra le principali fautrici dell’operazione politica che ha portato Lidya Colangelo a diventare Sindaca. Un racconto diretto e senza sconti, che tocca il declino della città, le opacità dell’amministrazione, il ruolo di Giuseppe Manzaro, la rottura personale e politica con Colangelo e il vuoto di leadership che oggi segna San Severo.
Consigliera Spada, partiamo da una domanda aperta: dove va San Severo? Tra i grandi centri di Capitanata, San Severo è quello che vive forse i problemi maggiori. Pensiamo al sintomo più evidente rappresentato dal declino demografico.
Trovo che, da un punto di vista amministrativo, San Severo stia vivendo la fase più buia da che io ricordi. E anche da un punto di vista politico. Non ricordo, a memoria, che ci sia mai stata la presenza, denunciata più volte dalle inchieste di questo giornale, di un sindaco ombra (Giuseppe Manzaro ndr), e che il Sindaco reale non abbia mai avvertito la necessità di smentire quello che viene riferito. Non ricordo che ci siano state situazioni come quella del consigliere di maggioranza Pistillo, che ha da poco dato le proprie dimissioni dichiarando apertamente, anche con estremo garbo, da persona elegante e gentile qual è, che si dimetteva per una mancanza di trasparenza a riguardo. Lui riferisce, anche pubblicamente, di avere chiesto varie volte chiarimenti alla Sindaca Colangelo, che ha sempre risposto di andare avanti per la propria strada. Ma se uno non ha nulla da nascondere, risponde alle domande. Ecco, questo è un elemento grave. Io, francamente, sarei anche offesa all’idea di farmi accompagnare, guidare dal cosiddetto sindaco ombra.Ma chi è Manzaro, alla fine? Che giudizio ha maturato lei su di lui, su questa presunta eminenza grigia della politica sanseverese?
Io credo che sia una persona capace di manipolare gli altri. È capace di trovare il punto debole di ciascuno e sfruttarlo. Credo che con me non ci sia riuscito, ed è il motivo per cui è arrivata la richiesta delle mie dimissioni. È stato lui l’artefice. Io non gli ho mai fornito nessun elemento per essere in qualche modo sotto scacco.
E qual è il punto debole di Colangelo?
Non so quale sia esattamente il suo punto debole. Certo è che Colangelo con me aveva un rapporto di amicizia davvero forte. Basti pensare che io mi sono dimessa, se non ricordo male, cinque giorni dopo la Festa del Soccorso, e quattro giorni prima sua figlia giocava a casa mia con mia figlia. Questo era il nostro rapporto di amicizia. Le nostre bimbe, già dai tempi della campagna elettorale, giocavano insieme, mangiavano insieme, passavano intere giornate insieme. Qualcosa deve essere successo. Io sono certa del fatto che, se c’è un rapporto così stretto tra due persone, puoi essere la persona più cinica del mondo, ma se dall’oggi al domani butti via questo tipo di rapporto con un’amica, che ti ha aiutata oggettivamente – credo di potermi prendere qualche merito anche rispetto alla sua elezione – probabilmente c’è qualcosa che non va.
È ricattabile Colangelo dal punto di vista economico? Al netto della sua evidente fragilità politica, è esposta o è semplicemente una questione di attaccamento alla poltrona, di stipendio da primo cittadino?
Non lo so. Questo assolutamente non lo posso dire. Sicuramente l’attaccamento alla poltrona c’è ed è in qualche modo anche naturale. Una volta che hai il potere, hai anche piacere a mantenerlo. Un conto è essere chiamata Sindaco e ricevere tanti onori, un altro è ritornare a fare quello che faceva prima. C’è da dire che, in questa fase, sono forse più gli oneri che gli onori. Da un punto di vista economico non lo so proprio, sono fatti suoi che non mi interessano e non mi permetto di fare illazioni. Però non posso credere che mi abbia abbandonato, mi abbia messo completamente da parte, mi abbia defenestrata, semplicemente per l’attaccamento alla poltrona. Avrebbe potuto conservare sia me che la poltrona. Però io le avevo posto dei paletti chiari, che dovevano essere appunto la chiarezza, la linearità, la trasparenza. Evidentemente due persone all’interno della stessa amministrazione non ci potevano stare, perché io avevo posto queste cose che cozzavano con l’interesse di altri (Manzaro ndr).
Ma cosa si è inceppato? Ci sono state alcune scelte, alcuni provvedimenti politici che stavano maturando, c’erano singole questioni che non la convincevano?
Essendo presidente del Consiglio, in realtà io non avevo accesso agli atti della giunta. Però quando in giro per la città si inizia a parlare tanto e nessuno risponde, ti infastidisci e qualcosa succede.
Ma c’è una grossa operazione imprenditoriale, un investitore che viene da fuori e che deve fare una determinata iniziativa? Qualcosa di questo tipo?
Che io sappia, non c’è nulla di tutto questo.
E quindi, quattro amici al bar? Poca roba, in pratica?
Poca roba.
E allora, tornando a Manzaro, perché non si fa neanche un provvedimento, perché non si formalizza un ruolo?
Una formalizzazione, una dichiarazione ufficiale, richiederebbe che si mettano sul sito del Comune i curricula di tutti i professionisti, i motivi per cui sono stati scelti e soprattutto che non ci sia conflitto d’interessi tra i professionisti e le attività che svolgono all’interno del Comune.
Però, tra i quattro professionisti scelti, quali sono questi conflitti d’interesse?
Tre sono le foglie di fico e uno invece è Manzaro.
E che potenziale conflitto d’interesse poteva esplodere secondo lei?
Manzaro è un geometra che ha un’attività legata all’edilizia.
E c’erano state iniziative che seguiva Manzaro per il Comune?
Finché c’ero io, no.
E ai tempi di Miglio?
No, non credo.
Quindi Manzaro che fa? Investe? Fa un investimento su Colangelo, e questo investimento poi va bene perché diventa Sindaca. Non c’è nessun argine o contrappeso politico in seno all’esecutivo oggi? Annapaola Giuliani, la vicesindaca, che ruolo ha?
Annapaola adesso secondo me non ha nessun ruolo fondamentale. Io credo che lei stia cercando di rimanere sottotraccia.
Ma lei non vede nessun punto di maggiore consistenza? Fratelli d’Italia, cinque consiglieri comunali, due assessori. Non poteva essere quello il baricentro?
Doveva essere quello il baricentro. È sorprendente che non lo sia.
Come mai? Semplicemente per imperizia politica di Lallo?
Sì, credo per imperizia politica di tutti. Lallo è il capogruppo e quindi si prende le sue colpe. Fatto sta che io ho fatto opposizione, sono stata in Consiglio comunale. Se io so che all’interno di un’amministrazione ci sono delle situazioni poco chiare, sono un professionista, e penso soprattutto a Leo Lallo, a Grazia Casale, a Daniela Vassallo, ma li potrei elencare tutti e cinque i consiglieri di Fratelli d’Italia, anche Massima Tavaglione e Marcello Di Gennaro, credo che con la forza di cinque consiglieri loro avessero la possibilità di andare dalla Sindaca a chiedere spiegazioni. Così come ha fatto Ciro Pistillo, senza risultato. Dire: qui non si va avanti se non si chiariscono queste situazioni, perché noi nell’ombra e nel dubbio non possiamo vivere. E invece questo non è stato fatto. Quando uno mi chiede perché, io rispondo che secondo me alcuni non lo fanno per pigrizia, perché è più facile chiudere gli occhi o girarsi dall’altra parte e andare avanti, o per motivi di diverso genere, magari economici, oppure anche di immagine: gli sta bene essere consigliere comunale, si arrotonda e in qualche modo torna utile. Però la cosa che mi sorprende è che ci sono dei professionisti che ci stanno rimettendo la faccia. Quando penso ai cinque di Fratelli d’Italia, dico: ma come è possibile?
Lei ha detto in più di una circostanza che si è pentita del sostegno all’operazione Colangelo. E perché non ha trovato la quadra con Masucci all’epoca?
Beh, certo. Al giorno d’oggi non è possibile dire altro. Devo dire la verità, però: non ho mai incontrato Masucci prima delle elezioni. Con Lidya avevamo fatto opposizione veramente gomito a gomito durante il periodo dell’amministrazione Miglio e mi ero convinta che lei si sarebbe impegnata davvero per San Severo. E laddove una persona ha dei limiti, che tutti quanti abbiamo, ero convinta che si sarebbe fatta aiutare dalle persone giuste. E invece no.
Lei ha una storia politica identificata con la sinistra. A un certo punto lascia il Partito Democratico. Però ci sono anche altri pezzi, altre costole, della sinistra politica di San Severo che sostengono l’operazione Colangelo. Il fatto che anche quelle componenti ex Pd e affini abbiano mollato in tempi rapidissimi Lidya Colangelo non l’ha messa subito in allarme?
Allora, il primo enorme dubbio che ho avuto è stato a gennaio 2025, quando c’è stato il primo articolo de l’Attacco su Marino. E, anche su quello, chiarimenti ufficiali non ci sono mai stati. Dopodiché siamo stati per un lungo periodo a parlare della giunta, perché c’erano i tre assessori – Marino, Sponcichetti e Marchese – che la Sindaca, per sua volontà o per richieste di partiti o altri (Manzaro ndr), ha deciso di estromettere. E anche in questa fase ho avuto enormi dubbi, perché quando si cambia un assessore secondo me si sceglie una persona più preparata. Invece l’assessorato al Bilancio di Marchese prima se l’è tenuto la Sindaca e poi è stato affidato a Esposto, che non ha nessuna esperienza di questo genere. L’assessorato che era di Marino è stato ampliato, proprio a lui, per richieste giunte dall’esterno.
Da chi?
(Silenzio, sorride. Manzaro ndr).
Era, è nei guai dal punto di vista economico Marino?
Non lo so. Non ho mai parlato di queste cose né con Gigi (Marino ndr), né con Lidya (Colangelo ndr), né con Giuseppe (Manzaro ndr). E poi appunto l’assessorato di Marino fu ampliato in una maniera che io non trovavo regolare. A marzo accadde il fatto del parcheggio interrato di Piazza Cavallotti, per cui moltissimi ingegneri e architetti di San Severo si erano mossi affinché non si facesse questo progetto. Gratuitamente, sono persone anche di una certa età. Loro dicevano che si poteva redistribuire la superficie in maniera diversa, evitando gli scarichi e altro. La Sindaca, che in campagna elettorale aveva detto che ci teneva che quel progetto non si facesse, mi aveva dato mandato di parlare con questi professionisti. E a fine marzo dovevamo andare al Ministero dell’Interno per ricontrattare quello che era stato progettato. Sarebbe stata l’occasione per fare il parcheggio a livello della strada. In quell’occasione litigai con Colangelo perché riuscii a prendere un appuntamento con il Ministero che elargiva quel denaro e lei disse di inventare una scusa per lei, che non poteva venire. Poi scoprii che il giorno stesso era a una festa della scuola di sua figlia.
E quindi? Inadeguata dal punto di vista istituzionale?
Assolutamente. Anche perché non ha mai mandato neanche una lettera di scuse.
Ma lei perché ha lasciato il Pd?
Ebbi un periodo di frizione con Raffaele Piemontese. Io ero consigliera della maggioranza Miglio e i nostri assessori erano Stocola e Carrabba, e Stocola fu sacrificata per fare spazio a Mariella Romano. Francamente io ebbi molti dubbi sia sul motivo della sostituzione, visto che Stocola non era mai stata avvisata di questa cosa – le era stato detto che avrebbe fatto l’assessore, non l’assessore per un anno – sia perché dopo un po’ venne fatta fuori per fare spazio a una persona di cui non ho molta stima. Il lavoro che ha fatto quest’ultima (Romano ndr) da assessora all’Ambiente a San Severo oggettivamente ha lasciato molto a desiderare.
Molti la considerano il terminale di suo fratello. Vedono lei e suo fratello insieme come corpo unico. È così? (Francesco Spada, dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri ndr).
Io sono felice di avere un fratello a cui voglio bene e a cui qualche volta chiedo qualche consiglio, perché sarebbe stupido non farlo, ma siamo due persone distinte.
Dura questa amministrazione?
Io spero di no, per il bene della città. Non è una questione personale. Se domani iniziassero veramente a lavorare nella maniera giusta, io sarei felicissima. Certo è che, come ha detto lo stesso Lallo, una delle migliori attività fatte da questa amministrazione è stata dare la cittadinanza a Lino Banfi. Oggettivamente è un’amministrazione impalpabile.
Persa anche la stagione lirica, giusto? Al di là delle rassicurazioni di Giuliani.
Sì.
Secondo l’ex assessore Savino, sui rifiuti bisogna capire meglio. Noi abbiamo dato la notizia di Longo e degli altri nomi della commissione, politicamente orientati. Ma questa amministrazione che c’entra con loro? Con l’emissario di Campo e gli altri?
Questa amministrazione, essendo multicolore, ha la capacità – e di questo devo dare atto – di riuscire ad avvicinarsi alla persona utile in quel momento per ottenere dei vantaggi. Io spero che stiano davvero attenti. So che esistono collaborazioni che si possono stringere con la Guardia di Finanza quando ci sono gare d’appalto così importanti, proprio per fare in modo che non ci siano sospetti. Non so come mai questa amministrazione non abbia pensato di farlo. Credo che sia una cosa importantissima e mi auguro che l’assessore Di Scioscio comprenda i rischi e apra gli occhi.
Lei, personalmente, vede un futuro politico davanti?
Non sono interessata. La mia esperienza personale si chiude con la fine di questa consiliatura. Io sento molto forte il dovere che ho nei confronti dei miei concittadini. Quando mi sono dimessa da presidente del Consiglio e poi sono stata barbaramente allontanata dalla Sindaca, ho avuto un periodo triste e difficile della mia vita, dipeso dal fatto che credevo ci fosse un’amicizia tra di noi. E invece, come si dice, in politica non ci sono amici. Non ho intenzione di fidarmi più di nessuno. Durante la scorsa campagna elettorale sono andata in giro a chiedere voti per una persona di cui non ho più nessuna stima e fiducia.
Chi ha votato alle ultime regionali?
Il voto è segreto (ride).
E se viene Masucci a chiederle di costruire un’alternativa per San Severo?
In questo momento non ho voglia di costruire nulla. Sono davvero provata. La politica mi piace. Mia madre è stata segretaria provinciale de La Margherita. Però è deludente. Probabilmente sono una persona altezzosa, ma quello che ho visto è che si può costruire tanto, ma ti devi scontrare con la miseria umana.
Che deve fare Colangelo? Costruire maggioranze a geometria variabile?
Se non è intervenuta fino ad ora, non lo farà mai. Non sono una politica navigata, ma un po’ di esperienza ce l’ho. Chiunque, in questo momento, passi dalla minoranza alla maggioranza fa un autogol tremendo.
Ci sono manovre in questo senso?
Non credo, e se ci fossero sarebbe stupido. E poi per ottenere cosa? Un posto da vigile urbano? Nulla di più.
Ci sono ancora energie sane a San Severo, nel mondo dell’impresa e delle professioni?
Sì, tanta gente perbene che in Colangelo ha creduto e che ora è delusa.
Ha rivalutato Miglio?
(Sorride) Non è stato un buon Sindaco, però aveva la capacità di tenere il gruppo unito. Credo che abbia fatto tantissimi errori, ma non tanti quanti ne sta facendo Colangelo.
L’ultimo consiglio a Colangelo?
(Ride) Dimissioni subito.
(A cura di Domenico Suriano)
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