Si è svolta due sere fa, alla Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte di via Galliani a Foggia, un’iniziativa pubblica organizzata da Forza Italia in vista del Referendum sulla Giustizia in programma il 22 e 23 marzo. Al centro dell’incontro, il quesito sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, sostenuto dal fronte del Sì. Al tavolo dei relatori erano presenti l’onorevole Giorgio Lovecchio, parlamentare di Forza Italia ed ex Movimento 5 Stelle; l’onorevole Giandiego Gatta, parlamentare sipontino di Forza Italia; Paolo Dell’Erba, imprenditore di Apricena e consigliere regionale di Forza Italia rieletto alle regionali di novembre; Carlo Dercole, responsabile provinciale per il Sì al Referendum sulla Giustizia e segretario cittadino di Forza Italia Cerignola; l’avvocato Pasquale Rinaldi, di Monte Sant’Angelo, già professore di Diritto costituzionale all’Università di Foggia, storicamente legato all’area di centrodestra, noto per aver difeso nel tempo diverse imprese colpite da interdittive antimafia e, in passato, anche gli ex amministratori di centrodestra di Monte Sant’Angelo dopo lo scioglimento del Consiglio comunale del 2015; l’onorevole Davide Bellomo, responsabile regionale per il Sì; l’onorevole Mauro D’Attis, segretario regionale di Forza Italia. È intervenuto in collegamento telefonico, per alcuni minuti, anche Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia e responsabile nazionale del Dipartimento giustizia del partito. In platea erano presenti circa cinquanta persone. Tra queste Rosa Caposiena, presidente del Consiglio comunale di San Severo; Raffaele Di Mauro, consigliere comunale di minoranza a Foggia ed ex candidato Sindaco del centrodestra alle comunali del 2023, attuale commissario del Parco nazionale del Gargano; Pasquale Cataneo, consigliere comunale a Foggia, passato al centrodestra dopo le regionali, candidato di Forza Italia e leader cittadino di Italia del Meridione; Enzo Nunno, ex Sindaco di Bovino; Paolo Latorre, responsabile del Dipartimento Attività produttive di Forza Italia; Franco Nunziante e Nunzio Angiola, consiglieri comunali di minoranza a Foggia, con quest’ultimo già candidato Sindaco alle comunali del 2023 e leader del movimento Cambia. Presente anche Daria Cascarano, segretaria cittadina di Fratelli d’Italia, oltre a una decina di giovani, riconducibili alla giovanile del partito. Nel corso degli interventi, il segretario regionale Mauro D’Attis ha ribadito le ragioni politiche del Sì.
“Siamo per la separazione delle carriere perché la riteniamo una cosa corretta. La terzietà della giustizia è un tema che ci interessa molto. Non sto apprezzando i toni che vanno oltre la campagna elettorale, quando si raccontano ai cittadini cose non vere, come l’idea che la riforma sottoponga la magistratura al governo. È un falso clamoroso. Questa riforma dell’ordinamento, se approvata, può aiutare anche la magistratura a recuperare una reputazione intaccata da alcuni comportamenti. Il caso Palamara ha mostrato come funzionano le nomine all’interno della magistratura”.
Carlo Dercole ha annunciato l’avvio di una serie di incontri sul territorio. “Da oggi inizia una lunga maratona in provincia di Foggia per presentare in tutti i comuni le ragioni del Sì. Votare Sì è un atto di libertà e di legalità. Con questa riforma si rompe la commistione tra giudice e pubblico ministero. Ci sarà il sorteggio dei magistrati del Csm e l’istituzione dell’Alta Corte di Giustizia, perché se il cittadino non può scegliersi il giudice, neppure il magistrato deve potersi scegliere il proprio attraverso il potere delle correnti”.
L’onorevole Davide Bellomo ha invitato a leggere direttamente il testo della riforma. “Quando si dice che il No servirebbe a evitare l’assoggettamento della magistratura al potere politico, si afferma qualcosa che non è scritto da nessuna parte. L’articolo 3 afferma che la magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta da magistrati giudicanti e requirenti. Con questo principio, nessuna norma ordinaria potrà ledere l’autonomia della magistratura”.
L’avvocato Pasquale Rinaldi ha inquadrato il tema in una prospettiva storica. “Questa riforma è l’approdo di un percorso che parte dai lavori dell’Assemblea costituente. Aldo Moro, nel 1947, parlava della funzione giurisdizionale come elemento di coesione sociale e di equilibrio istituzionale. Oggi vedo segnali di un equilibrio che rischia di saltare. Alcuni interventi pubblici di magistrati, anche sui social, mostrano un clima che non aiuta il confronto”.
In collegamento telefonico, Francesco Paolo Sisto ha definito la separazione delle carriere una battaglia di civiltà, invitando alla partecipazione al voto. “Bisogna andare a votare e far andare a votare, spiegando le ragioni di questa riforma nei luoghi della vita quotidiana, tra amici e colleghi. È una riforma semplice: se in un’aula vedi un giudice diverso da chi ti accusa e da chi ti difende, ti senti più tranquillo. Non può esistere un arbitro che appartiene alla stessa città di una delle due squadre in campo. Il giudice deve essere distante dal pubblico ministero come dall’avvocato. Un giudice davvero terzo rende la giustizia più affidabile e contribuisce a ridurre la sfiducia dei cittadini”. L’iniziativa si è conclusa con un richiamo alla mobilitazione sul territorio in vista delle date referendarie di marzo.
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