Giuliani: “Non esiste eminenza grigia, Manzaro non lo merita. Piena fiducia di tutti nella dirigente Salvemini”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

A distanza di oltre un anno dall’esplosione delle prime tensioni politico-amministrative che hanno investito Palazzo Celestini, la giunta guidata a San Severo dalla sindaca Lidya Colangelo, insediatasi a giugno 2024, continua a muoversi in un clima segnato da polemiche, verifiche istituzionali e frizioni interne. Una fase complessa, caratterizzata da passaggi delicati e da un confronto politico che non ha mai realmente trovato un punto di stabilità, alimentando interrogativi sulla tenuta e sulla prospettiva dell’attuale amministrazione comunale. In questo contesto si inserisce l’intervista del direttore de l’Attacco Piero Paciello alla vicesindaca Anna Paola Giuliani, chiamata a fare il punto su una stagione amministrativa che, tra difficoltà e passaggi cruciali, continua a rappresentare uno dei momenti più discussi della recente vita politica sanseverese.

Che valutazione fa della qualità della direzione politica di questa amministrazione? Ci sono anche settori dell’opinione pubblica che non colgono una direzione di marcia, una bussola. Anche sull’agenda delle cose da fare pare di cogliere molta labilità. 
Nel 2024, contrariamente ad ogni pronostico di sconfitta, il gruppo Colangelo-Giuliani vinse. Ci davano già per battuti. Non conoscevo Lidya Colangelo se non per la sua attività di consigliera comunale di opposizione: una persona attenta, puntigliosa, precisa, a modo, sul pezzo. Decidemmo di fonderci, in poco tempo, contro una corazzata importante premiata dai numeri al primo turno, che era quella del campo largo. Arrivammo al governo della città come gruppo eterogeneo. 

Ci sono costole della sinistra politica, pezzi di civismo e il centrodestra.
La destra è rappresentata da FdI, dalla civica della Lega, da me che pure non ho partiti di riferimento. Non ho mai abiurato né al passato recente di amministratrice orgogliosa della città di Foggia, né alla mia storia politica. Poi c’erano una civica riferita ad Azione e Italia Viva, la civica del sindaco. C’erano vari segmenti di società civile. 

Poi la situazione si è però sbilanciata in favore di Fratelli d’Italia.
Io credo di no, la situazione è equilibrata. FdI esprime cinque consiglieri comunali, ci sono i giovani di Prima San Severo legati alla Lega. Non c’è uno sbilanciamento. C’è un equilibrio all’interno, nessuno ha dovuto perdere la propria identità per adeguarsi alle idee degli altri. E’ evidente che pezzi di maggioranza alle recenti elezioni regionali non abbiano votato per Lobuono ma sostenuto Decaro e i suoi candidati. E’ il segno di una maggioranza sana, che ha in sé uno spirito di condivisione e non di sopraffazione. 

Però ci sono state fuoriuscite e lacerazioni, come nella vicenda della ex presidente del consiglio Alessandra Spada. Mi può indicare cinque cose importanti fatte in questi 20 mesi di mandato?
Non voglio essere autoreferenziale. Nelle rare volte in cui parlo, ricordo che l’ordinaria amministrazione non è quella straordinaria. Ogni tanto veniamo accusati di cose non proprio reali rispetto all’attività amministrativa, come quando ci dicono che campiamo di rendita.

Cosa salva dell’eredità di dieci anni da sindaco di Francesco Miglio?
Lo dissi in campagna elettorale con correttezza, ringraziandolo pubblicamente ad esempio sui finanziamenti arrivati e sull’operazione di piazza Incoronazione. Ebbe pure lui momenti di fisiologica fibrillazione interna. La continuità da parte nostra c’è stata nel portare a compimento iter già avviati, altri dovranno avviarsi per i necessari tempi tecnici come per il teatro Real Borbone. Oggi sento di poter dire che questa città ha un’ottima squadra assessorile, che lavora e ha un ottimo capitano.

Perché la sindaca Colangelo sente la necessità di rilanciare il rapporto con Giuseppe Manzaro, che qualcuno ritiene sia una sorta di eminenza grigia?
Colangelo è una persona umile, concreta, rispettosa, conoscitrice dei procedimenti amministrativi. Non c’è una eminenza grigia. Lei, come ogni altro sindaco, ha scelto ad un certo punto di avere persone che fungano da consiglieri. Lei convoca una riunione di maggioranza ogni settimana, si racconta e si confronta, in un dialogo che spesso sfugge nel resto dei giorni. Non sono previsti provvedimenti relativi ad incarichi che non hanno retribuzione. Ciononostante, lei ha detto a tutta la propria maggioranza di voler avere tre figure di riferimento, condividendo questa sua decisione. Nessuno ha obiettato nulla: tutti hanno accolto favorevolmente la notizia. Sappiamo chi sono il medico ed ex politico Aldo D’Alessandro, che ha ottimi rapporti con l’Università, e l’ex commissario di polizia Claudio Lecci, uomo delle istituzioni e di polso. La ringrazio per avermi chiesto di Manzaro, perché è nostro dovere tutelare l’immagine e raccontare la verità. Attorno a Giuseppe Manzaro si sono sprecati fiume di parole. Non se lo merita. Prima di diventare parte di questo gruppo, fu per dieci anni consigliere comunale di opposizione, è un giovane con ideologie di destra da sempre. Una storia politica mai smentita, lo conoscono tutti e conosce tutti. Nel 2024 un gruppo di amici credette in un progetto e in una donna, fu la forza di questo gruppo che proveniva dai banchi dell’opposizione. 

Perché l’incarico fiduciario di Manzaro non è stato mai formalizzato dalla sindaca? C’è chi si domanda a che titolo egli entri nei vari uffici.
Magari nel tempo. Lui c’è dal primo momento, è stato un supporto vero per tutti in campagna elettorale e collante tra le varie anime. Dimostrò di crederci più di altri, ha un rapporto di amicizia vero con la sindaca e il resto del gruppo. La narrazione su di lui è distorta, sta passando il messaggio che esista prima lui e poi tutto il resto di questo gruppo. Ma non è così. A marzo 2025 ci fu il giro di boa, col sindaco che affrontò da sola l’aula in una evidente crisi politica. Può accadere in una fase di rodaggio. 

Oggi però i rapporti sono tempestosi con vari pezzi di maggioranza, da Spada a Savino, a Spongichetti.
Si sono divise delle strade. Ma la vicenda Pistillo è nettamente diversa, avendo egli detto di essersi dimesso dopo aver letto alcune cose sulla stampa. La vicenda politica ha il dovere di distinguere il gossip dall’attività amministrativa. Non sono più tollerate rivisitazioni, anche sullo staff del sindaco. Non accetto leggere che non si sapeva nulla della nomina dello staff.  

Ci fu tempo fa una lettera anonima sulla dirigente ai servizi sociali Silvana Salvemini, forse per aver toccato alcuni interessi costituiti. State con lei o con quegli interessi?
Sgombriamo anche qui il campo dagli equivoci. Il rapporto con la dirigente è di fiducia, essendo a tempo determinato. Se è stata confermata dirigente, e di un settore importante come i servizi sociali, è perché nessuno di noi ha ritenuto di ostacolarla rispetto alle sue prerogative di gestione. Non c’è nessun caso Salvemini: nessuno di questa maggioranza è mai voluto entrare nella gestione a lei spettante. 

E nella tecnostruttura c’è chi rema contro? Pare ci sia uno scontro in atto tra Salvemini e il segretario generale Longo, che fu allontanato da Miglio e che qualcuno dice si comporti da sindaco ovunque vada.
Io parlo della politica, che si sente serena e garantita. E credo che i dirigenti possano sentirsi sereni rispetto agli indirizzi che l’amministrazione dà. Ogni dirigente ha poi una propria cifra ed approccio. Non c’è dubbio alcuno: non siamo preoccupati e non esistono frizioni. Se non la si pensi allo stesso modo è sano dirselo. Non ho mai pensato di prevaricare il ruolo dei dirigenti. Sono tutti concordi in maggioranza nel ritenere perfetti gli atti della dottoressa Salvemini, l’unica arrivata in una realtà diversa al pari del segretario generale che c’era stato prima ma non con questa amministrazione. 

Politiche culturali: dopo i 7 anni positivi a Foggia, perché pare che le sia più faticoso muoversi a San Severo?
A Foggia potei godere di piena fiducia da parte del sindaco Franco Landella, che non contrastò mai le mie scelte. Io sono sempre la stessa, è evidente però che quando parliamo di politiche culturali stiamo parlando anche di risorse. E’ una città culturalmente vivace, con ottimi risultati per le rassegne di libri e gli abbonamenti a teatro. Ci stiamo organizzando ora per la due giorni del Carnevale, con 1.500 studenti che parteciperanno il 13 febbraio. Tutti gli istituti scolastici scenderanno in piazza. Va fatto un ragionamento serio sulle politiche culturali, che necessitano di fondi per dare sostegno al comparto. L’ambizione è crescere e dare sempre più spazi agli artisti e operatori locali. 

Resta il tema della sprovincializzazione di San Severo, magari sul modello di quanto accaduto a Mesagne sul fronte culturale. Esiste una introversione della società culturale, dentro un declino più generale?
No è così, San Severo è un mondo culturalmente avanzato. Piuttosto il tema è generare cultura rispetto alle nuove generazioni probabilmente più disconnesse. Ecco perché parlo di cultura accessibile, che vuol dire anche ripartire dalle tradizioni come le bande musicali – e qui ce ne sono due -, la zuppetta ed altro ancora. Stiamo partecipando ad un bando volto a valorizzare il patrimonio immateriale, candideremo la nostra Festa del Soccorso. Penso che possiamo vincere delle sfide. Bisogna guardare però anche ai giovani, offrendo motivi per rimanere. Ci prepariamo ad affrontare il 70° anniversario della nascita di Andrea Pazienza, a maggio. Vogliamo celebrarlo con qualcosa che però non sappia di celebrazione, a lui nemmeno sarebbe piaciuto tale termine. Non è puro esercizio di memoria, è molto di più: è il racconto di una città che ha il dovere di ripartire dalle proprie eccellenze. 

Perché San Severo non genera un rilevante turismo?
Bisogna partire dalla vocazione naturale dei luoghi: abbiamo il barocco, il centro storico, le chiese. A maggio vive i giorni di massimo splendore, dopo di allora potremo parlare di flussi turistici più compiutamente. San Severo è una terra di passaggio, come altre. Forse neanche noi ci rendiamo conto di ciò che abbiamo. Abbiamo una capacità ricettiva notevole, sono nati tanti b&b e tanti ne stanno nascendo. Se nascono è perché la richiesta c’è. 

Che ne è del MAT e dei suo problemi strutturali?
C’è un piano di rilancio, che sta per partire. Esiste un finanziamento da 3 milioni di euro cui possiamo candidare la struttura. 

Si farà la stagione lirica?
Il nostro teatro Verdi è uno dei migliori al Sud per l’acustica e ha una tradizione di produzione della lirica, quando c’erano in campo risorse davvero importanti. Nel nostro programma c’è la lirica, con somme cospicue. Non parliamo di rivisitazioni o riadattamenti, parliamo di lirica. Vogliamo creare tutti i presupposti giusti per portare la lirica vera in teatro, perché il Verdi se la merita. Non è detto che la stagione salti per l’autunno-inverno 2026, ci stiamo ragionando. Stiamo in approvazione di bilancio, ne abbiamo parlato giorni fa. Non abbiamo mai rinunciato all’idea di riportare la lirica in teatro. 

Che budget c’è per le politiche culturali?
Al momento non posso indicarlo, va sicuramente incrementato. C’è questa volontà. 

Quale pensa possa essere per lei una collocazione politica stabile?
Sto benissimo dove mi trovo, nella mia naturale area politica che è il centrodestra. 

E’ vero che non la vogliono in FdI?
E’ una bugia enorme, né è vero che faccio fatica ad entrare in un partito. In FdI ritrovo tante anime che vengono da un percorso a me affine, ma dialogo con tutta la maggioranza. Anche a Foggia la partita me la sono giocata più di una volta senza partiti e non mi ha detto proprio male. Poi il futuro non sappiamo cosa ci riserverà.               
(a cura di Lucia Piemontese)

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet