San Severo, il “compagni addio” di Pistillo: “Ho ricevuto minacce e nessun sostegno. La gente merita risposte”

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“Chi di noi non è stato abbagliato da una qualche sciocchezza durante la sua vita? Basta ammetterlo, in tutta lealtà verso quello che eri e verso quello che sei diventato”, scrive Giampiero Mughini nel ritratto sincero e provocatorio di uomo che ha scelto l’indipendenza di pensiero all’appartenenza di gruppo o partito nel suo Memorie di un rinnegato. È quello che ha scelto di fare il consigliere comunale di San Severo Ciro Pistillo, quando lo scorso 11 gennaio ha presentato le proprie dimissioni a seguito dei numerosi articoli d’inchiesta de l’Attacco sulle tante opacità che da quasi due anni contraddistinguono l’amministrazione guidata dalla Sindaca Lidya Colangelo. Pistillo un rinnegato non lo è di certo, anzi. Ma è l’unico, ad oggi, ad avere trovato il coraggio di dire “addio ai suoi compagni” quando, per la sua etica di ragazzo perbene, il “gioco s’è fatto troppo peso e tetro”. Un nuovo particolare, infatti, è emerso dalla chiacchierata che alla fine Pistillo, dopo alcuni tira e molla, ha deciso di venire a fare in redazione. Lo scorso 1° gennaio, l’allora consigliere ha ricevuto minacce attraverso TikTok da un profilo a lui sconosciuto. Il giorno successivo ha sporto querela. Le dimissioni sono poi state formalizzate dieci giorni dopo, ma - come lui stesso chiarisce - rappresentano l’esito di una decisione maturata già da mesi, in un contesto di crescente disagio. “Le mie dimissioni non nascono da un giorno all’altro”, racconta. “Meditavo questa soluzione da mesi. Il motivo? L’ho spiegato: non mi sentivo tutelato dalla Sindaca. Dopo gli articoli di stampa, le ho chiesto svariate volte un chiarimento che non è mai arrivato”. Pistillo descrive un processo di logoramento maturato nel tempo. “Io sono entrato in Consiglio con pochi voti: una sessantina, se non ricordo male. È stata la mia prima esperienza politica. Si tratta di persone che mi hanno dato fiducia non perché avessi partiti, apparati o portatori d’interesse alle spalle ma perché conoscono la mia storia. Sanno da dove vengo, una famiglia poverissima, e il mio trascorso non facile. Hanno dato fiducia a me, e io mi sono sentito in dovere di dare loro delle risposte. Le ho cercate dalla Sindaca, ma non ne ho mai ricevute. Non sto esagerando: ero arrivato al punto che mi vergognavo di camminare in strada. Da persona limpida quale sono sempre stato, ho preso la decisione di rassegnare le dimissioni”. Una scelta di coerenza, dunque, che lo ha portato a escludere l’ipotesi di un passaggio all’opposizione. Ma che oggi guarda con qualche ripensamento.

“La storia è molto semplice. Non c’è niente dietro, come detto da qualcuno (Miglio ndr). Ho deciso di non passare all’opposizione per non incidere sulla mia integrità morale. Col senno di poi, forse mi sto anche un po’ pentendo della scelta, perché dall’opposizione avrei potuto spingere per ottenere le risposte che non ho avuto”. Nel ricostruire i rapporti successivi alle dimissioni, Pistillo individua un unico riferimento rimasto all’interno della maggioranza. “Da quando mi sono dimesso, non si è fatto vivo nessuno. A parte l’assessore Rosario Di Scioscio, che era il mio assessore di riferimento ma anche un amico. Ed è l’unico con cui io continuo a intrattenere rapporti”. L’ex consigliere esprime poi una valutazione critica sul video diffuso dalla Sindaca per chiarire la situazione politica e amministrativa. “Il video in stile nordcoreano prodotto da Colangelo non mi ha assolutamente soddisfatto in termini di risposte e chiarimenti. È stata una paraculata, perché non ha detto niente. Non ha risposto alle domande, non ha spiegato nulla in merito agli articoli, alla presunta indagine della Procura”. Non manca, tuttavia, il riferimento a un rapporto personale costruito negli anni, a partire da esperienze precedenti alla comune attività amministrativa, incluso il percorso nel movimento civico legato alla candidatura a Sindaco di Nazario Tricarico. “Ha anche affermato di nutrire stima e affetto per me, e sono sentimenti ricambiati. Io la conosco ormai da dieci anni, da quando era l’insegnante di mio fratello e andavo ai suoi colloqui a scuola. Poi ci siamo ritrovati sette anni fa circa in Città Civile, un movimento politico creato dall’allora candidato Sindaco Nazario Tricarico. E infine ci siamo ritrovati in questa esperienza”. Nel passaggio più politico del suo intervento, Pistillo descrive una leadership che, a suo giudizio, avrebbe progressivamente cambiato atteggiamento. “L’ho sempre considerata una persona perbene e secondo me lo è ancora, ma in questo contesto è cambiata nei modi e negli atteggiamenti. Non è solo attaccamento alla poltrona. Come tutti, vuole lasciare un’impronta positiva. Cosa che ovviamente non sta facendo. Ma c’è altro. In ba se a quello che ho potuto vedere dall’interno, secondo me risponde a qualcuno che la orienta (Manzaro ndr). Qualcuno che prende decisioni al posto suo. È un’impressione condivisa da tanti”. L’ex consigliere respinge poi le critiche ricevute dalla vicesindaca e rivendica il proprio operato amministrativo. “Respingo le accuse della vice sindaca Anna Paola Giuliani, che in maniera velata mi dà del bugiardo. Sono rimasto deluso e ferito. Durante il mio periodo da consigliere ho cercato di aiutare chi stava più indietro e spesso l’ho fatto da solo. Questa cosa è percepita da tutti, ma nessuno dice nulla. Giuliani dovrebbe solo ringraziarmi per tutto quello che ho fatto per lei, soprattutto nel periodo natalizio”. Nel finale del suo racconto torna il tema delle minacce ricevute sui social, episodio che introduce un ulteriore elemento di tensione nel quadro politico cittadino. “Il nuovo percorso di comunicazione annunciato dalla Sindaca dovrebbe essere di chiarezza. Il diario di amministrazione è ancora chiuso. E poi, nel video la Sindaca dice che avrebbe accompagnato chiunque a denunciare. Io lo scorso 2 gennaio, prima di dimettermi, ho ricevuto delle minacce pesanti, sono andato a denunciare, ho informato la Sindaca e gli altri amministratori, ma nessuno mi ha dato retta. Zero. Neanche un cenno. Sono stato lasciato completamente da solo”. Un episodio che Pistillo precisa di non collegare direttamente alla decisione politica, pur sottolineandone il peso umano e istituzionale. “Ovviamente ci tengo a precisare che non mi sono di messo per questo episodio. Era una decisione che maturavo da mesi. Ci sono messaggi, note audio, loro hanno tutto. Mi aspettavo una risposta, almeno su questo. E invece niente”. Nel suo racconto emerge anche l’esistenza di un secondo amministratore che avrebbe ricevuto minacce analoghe, circostanza che - se confermata allargherebbe il perimetro della vicenda. “Non sono nemmeno l’unico, c’è anche un altro consigliere che ha ricevuto le stesse minacce dallo stesso profilo e che, se vorrà raccontare, lo farà personalmente. La Sindaca sa che è successa una cosa del genere, per cui è ipocrita quando si dichiara disponibile ad accompagnare chiunque in Procura”. La riflessione conclusiva è una valutazione politica sullo stato dell’amministrazione. “Cosa mi aspetto ora? Secondo me loro sono in stallo totale. Non faranno nulla. Non sono un gruppo coeso. Colangelo deve trovare il coraggio di prendere una posizione su determinate persone (Manzaro ndr). Se vuole, lei è in grado di farlo. Arriverà il momento in cui dovranno rendere conto di tutto ai cittadini”. In chiusura, l’ex consigliere allarga il ragionamento agli equilibri interni alla maggioranza, chiamando direttamente in causa alcuni gruppi politici e ricostruendo un episodio chiave nella recente dinamica consiliare. “Mi auguro che i consiglieri di Alternativa Civica, Antonio Franciosi e Anna Mariani, che sono persone integerrime, trovino lo stesso coraggio che ho trovato io. E lo stesso vale per i cinque consiglieri di Fratelli d’Italia, che rappresentano il primo partito di maggioranza. Con una sfiducia? Se necessario, anche. Non possono restare in silenzio. Io sono una persona semplice, ma non manipolabile. Quando l’ex presidente del Consiglio, Alessandra Spada, si è dimessa, sono stato contattato da uno dei sei consiglieri che ha architettato tutto. Voleva convincermi a votare per Rosa Caposiena, l’attuale presidente del Consiglio. Mi sono rifiutato e non l’ho votata. Ma so per certo che la stessa pressione è stata esercitata su altri, che hanno ceduto”.

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