Il consenso della Lega in provincia di Foggia passa anche per la roccaforte di Lesina. Lì vive e ha casa da vent’anni l’europarlamentare Massimo Casanova, dominus del partito in Capitanata. Lì è capitato a Matteo Salvini di passare le sue vacanze, legato com’è dalla grande amicizia con l’imprenditore romagnolo trapiantato sul Gargano. Lì, d’altronde, la Lega governa con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Primiano Di Mauro. Ma che succede se a Lesina ha legami familiari Raimondo Ursitti?
L’ex vice segretario regionale è il primo dei leghisti foggiani rimasti scontenti dalle scelte del partito nazionale, che lo ha messo da parte per preferirgli, invece, la candidatura del consigliere regionale Joseph Splendido (corre per la Camera dei Deputati nel collegio Foggia-Bat, in seconda posizione nel listino plurinominale bloccato). Qualche giorno fa Splendido, in occasione dell’inaugurazione del suo comitato elettorale sull’isola pedonale del capoluogo dauno, aveva dichiarato a l’Attacco: “Ritengo di essere ancora un amico di Raimondo. La mia candidatura è una decisione presa dal partito. Quella con un Ursitti è una questione tutta interna alla federazione e che stiamo cercando di risolvere”.
Raimondo Ursitti è marito di una lesinese, il cui padre, il democristiano Raffaele Augelli, fu, ormai molti anni fa, vicepresidente del consiglio regionale nonché l’unico consigliere regionale che Lesina ha espresso nel corso della sua storia. Potrebbe, dunque, questa spaccatura erodere voti alla Lega, eventualmente anche nel centro lagunare garganico? l’Attacco lo ha chiesto in primis al sindaco di Lesina.
“Vivo una situazione in cui – ha esordito Primiano Di Mauro – da un lato mi dispiace molto per la mancata candidatura di Raimondo, che è un amico fraterno. D’altro canto, però, anche con Joseph sono legato da un rapporto di amicizia. Sono felice, dunque, per la sua candidatura e di contro mi dispiace per Ursitti. Ho sentito entrambi al telefono e a loro ho manifestato i miei sentimenti. Sono entrambi persone intelligenti, ben consapevoli del mio ruolo istituzionale: nessuno dei due mi ha creato alcun tipo di imbarazzo. Inutile dire che – ha sottolineato Di Mauro - appartenendo alla Lega ed essendo un sindaco che ha sposato questi colori sostengo le candidature del partito, al quale, anche qui, daremo il nostro contributo per questa competizione elettorale”.
Dunque nessuna ripercussione elettorale in ordine a questa frattura? “Frattura mi sembra un parolone. Certo un’eventuale candidatura di Ursitti, qui a Lesina avrebbe potuto avere la sua rilevanza, perché è ovvio che, se ad un qualunque luogo si è legati da ragioni familiari o affettive, oltre che di partito, si può certo ottenere un bel riscontro, soprattutto nei piccoli paesi, dove queste dinamiche sono più accentuate e possono avere il loro peso. Ma tutto questo non credo che sposti quelle che saranno le scelte dell’elettorato leghista e della coalizione di centrodestra. Dunque questa questione posta su Lesina mi sembra davvero un fatto marginale rispetto al vento nazionale”.
I lesinesi fedelissimi di Ursitti non faranno quindi mancare il loro voto alla Lega? “Se sono persone legate al partito daranno comunque una mano, se sono solo amici di Ursitti potrebbero interpretare la cosa diversamente. Ripeto, io stesso – conclude il sindaco - sono un amico fraterno di Raimondo però, anche se il mio sentimento è di forte dispiacere, devo fare ciò che è giusto fare”.
C’è, poi, chi ritiene praticamente nullo, impossibile, un potenziale condizionamento di Ursitti sul voto leghista lesinese. Ed è un addetto ai lavori di quella comunità, tra l’altro vicino al partito di Matteo Salvini. “Ursitti a Lesina non ha fedelissimi. La famiglia Augelli, qui da noi, si è praticamente sgretolata. Tra l’altro – racconta - una dei pochi Augelli ancora presenti a Lesina, alle scorse comunali, si candidò tra le file avversarie del sindaco Di Mauro. La Lega di Lesina – sostiene seccamente la fonte de l’Attacco - voterà compatta Splendido.
Anche perché Di Mauro, nella nostra comunità, ha uno strapotere elettorale mostruoso. E poi – chiude - Ursitti a Lesina non si era mai fatto vedere prima dell’exploit della Lega in provincia. Mi pare chiaro che, anche se fosse stato candidato a queste politiche, comunque non avrebbe ricevuto preferenze personali, ma soltanto le X sul simbolo della Lega, beneficiando di un movimento di partito abbastanza attivo qui a Lesina. La spaccatura con Ursitti sussiste forse a livello provinciale o in contesti politici più ampi, ma certamente non a Lesina. Pur volendo, non avrebbe alcuna possibilità di condizionare il voto leghista lesinese”.
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